Re: Consulenza Telefonica E Facebook Su Possibilità Di Fare Il Vaccino Russo In Italia
purtroppo la cosa presenta non pochi problemi. Infatti sia l'UE che il governo italiano vogliono attuare il "green pass" espressione fuorviante per intendere il passaporto vaccinale. Ora per chi deve spostarsi tra Russia e Italia, questo "green-pass" sara' valido solo per chi ha fatto un vaccino prodotto in occidente o anche quelli russi (poiche' oltre allo Sputnik ci saranno altri due vaccini russi)??? La questione non e' medica ma politica visto il ritorno ad una nuova guerra fredda. Ma allora gli italiani che vivono in Russia in che modo potranno tornare in Italia quando ne avranno bisogno (non parlo di turismo, penso a ricongiungimenti familiari, ritorno alla propria abitazione/domicilio, motivi familiari, cure mediche, morte di un congiunto, adempimenti burocratici etc... )?
Al momento il "green pass" è una ipotesi allo studio e sembra che presenti non pochi problemi di incostituzionalità..., tra l'altro la stessa OMS sembra contraria a questo provvedimento, mentre sopreattutto in Italia se ne continua a parlare.
Di vaccini russi, oltre allo Sputnik, ce ne sono altri 3 registrati finora e un'altro in via di omologazione (in Russia, ovviamente, e per i Paesi che decidono di acquistarli/utilizzarli).
Parere personalissimo sulla natura medica/politica dei vaccini: se per svariati motivi mi trovo in Russia e faccio uno dei loro vaccini - al completo, s'intende, ove previste due inoculazioni - la politica potrà anche storcere il naso, però sfido qualsiasi medico a dirmi che devo farmi fare un vaccino uguale (o per lo stesso scopo) a quello che ho già in circolo nell'organismo: quindi un banale certificato medico oppure la semplice indicazione di avere già un certo medicinale in corpo dovrebbe porre fine alla diatriba. Al limite, un ricorso nelle sedi opportune dovrebbe far prevalere perlomeno il buonsenso.
Sempre per come la vedo personalmente, l'eventuale certificato della vaccinazione russa andrebbe apostillato, tradotto in italiano in inglese (anche se qualcuno che ho avuto modo di vedere viene già rilasciato in inglese), avendo cura di far tradurre anche l'intestazione dell'ambulatorio/laboratorio che ha effettuato la vaccinazione, e infine legalizzato da un notaio. Secondo l'accordo dell'Apostille un documento così elaborato assume pieno valore in tutti gli Stati che aderiscono all'accordo stesso, rimarrebbe da vedere il "valore politico" attribuito o negato al documento ma, ripeto, un ricorso ben gestito potrebbe mettere l'aspetto meramente politico in seria discussione.