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News - Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo



direttore [ 20 Ottobre 2006, 12:50 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo articolo( sintesi) di Piero Ostellino del Corriere della Sera sulla libertà di stampa in Russia è uscito l'altro ieri, domani invece porrò alla vostra attenzione la sintesi di un'intervista rilasciata recentemente dal presidente russo Putin sulla Cecenia:

" Dal 1996 al 2005 sono stati assassinati, in Russia, 24 giornalisti ad opera di killer a pagamento. Dopo l'uccisione di Anna Politkovskaya che indagava sugli eccidi russi in Cecenia è stata la volta l'altro ieri di Anatoly Voronin esperto economico dell'Itar-Tass, accoltellato nella sua stessa abitazione. La Russia post-sovietica sembrerebbe confermare che non è possibile passare da un sistema politico totalitario e da un sistema economico di pianificazione centralizzata a un sistema politico democratico e a un sistema economico di mercato senza la preventiva costituzione di un sistema legale che limiti il potere politico e disciplini la competizione economica. Senza questo sistema di pesi e contrappesi ad affermarsi in Russia sono state la storica vocazione autocratica del potere politico e sotto il profilo economico, la criminalità organizzata, in un clima di guerra di tutti contro tutti, complice il potere politico o, comunque, da esso tollerato per ragioni di equilibri interni. Giornali, televisioni, radio e un manipolo di giornalisti coraggiosi si scontrano con i poteri e gli interessi organizzati".


direttore [ 21 Ottobre 2006, 10:56 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Sulla questione cecena ecco due punti di vista, quello di Anna Politkovskaya(intervista rilasciata il giorno prima della morte) e quello di Putin( espresso qualche giorno fa):

POLITKOVSKAYA: " Attualmente sulla mia scrivania ci sono due foto. Sto facendo delle indagini e so che si tratta di persone torturate nelle priigioni di Kadyrov ( il primo ministro filorusso della Cecenia). Kadyrov è lo Stalin dei nostri giorni, per il popolo ceceno è proprio così. Kadyrov è un vigliacco armato fino a i denti, circondato da guardie del corpo. Mi auguro di vederlo seduto sul banco degli imputati in un processo severissimo con l'elenco di tutti i suoi crimini e le indagini su tutte le uccisioni".

PUTIN: " Le rivelazioni della signora Politkovskaya non hanno danneggiato la politica di Kadyrov né creato ostacoli alla sua carriera politica. I rapporti di forza politici in Cecenia sono complessi, ma questo non è un motivo per un omicidio. Forse c'è stato fastidio o collera per l'attività della giornalista, ma non posso immaginarmi che un esponente ufficiale possa pianificare un crimine così orribile".


direttore [ 22 Ottobre 2006, 10:17 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
E' l'omicidio la principale causa di morte legata alla professione giornalistica nel mondo, e le Filippine sono il Paese dove sono morti più giornalisti. Lo rivela un rapporto diffuso dal Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj).
Iraq, Colombia, Bangladesh e Russia sono in cima alla lista dei "Paesi più pericolosi" stilata dal comitato. I giornalisti morti dal 1 gennaio 2000 sono stati 190, 121 dei quali assassinati. La metà di questi (58) sono morti nei 5 Paesi citati. Nell'85 per cento dei casi i delitti sono rimasti impuniti. Nella maggioranza dei casi, i giornalisti sono stati uccisi come ritorsione perché hanno denunciato la corruzione dei governi, il traffico di droga o le attività di gruppi ribelli. Nelle Filippine sono morti diciotto giornalisti, tredici in Iraq, undici in Colombia, nove in Bangladesh e sette in Russia.


direttore [ 23 Ottobre 2006, 11:43 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
L'altro ieri a Mosca il segretario di Stato americano Condoleeza Rice ha incontrato il direttore del quotidiano Novaya Gazeta e il figlio della giornalista Anna Politkovskaya. " Il destino dei giornalisti in Russia è una delle maggiori preoccupazioni" ha detto il segretario di Stato. Intanto secondo un sondaggio il 53% dei russi ha ammesso di non aver mai sentito parlare di Anna Politkovskaya prima delle sua morte.

Fonte: Corriere della Sera ( Italia)


direttore [ 23 Ottobre 2006, 13:19 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Articolo di Anna Politkovskaya su " Cecenia e le sue bombe umane" del luglio 2003:

" Mamme che singhiozzano accanto allo sbarramento e si aggrappano disperatamente al ferro della recinzione. Padri che continuano a tormentare i cellulari nella speranza di riuscire a mettersi in contatto con i figli… È un déja vu. È già successo. Solo che ora non fa freddo, non piove come a ottobre, fa molto caldo. E non hanno preso ostaggi: hanno ucciso subito. Mosca, 5 luglio: attentato terroristico con "bombe viventi". Come in Israele. Hanno fanno saltare in aria un gruppo di ragazzi che andavano a un festival rock. E non solo come in Israele, ma proprio come è già successo in Cecenia: il 27 dicembre, il 12 e 14 maggio… e ancora… e ancora. È il sesto attacco terroristico kamikaze negli ultimi otto mesi! È troppo poco per preoccuparsi? E le autorità? Anche per loro è ancora troppo poco, non basta per cambiare finalmente politica in Cecenia, mettere fine alle esecuzioni senza processo, all'anarchia militare, alle sparizioni delle persone come nel 1937, per avviare dei negoziati e smilitarizzare la repubblica? La conseguenza dell'ottusità politica degli ultimi mesi sono i 16 morti dell'attentato del 5 luglio al festival rock. Questi 16 giovani cadaveri spingeranno le nostre autorità a riflettere e a cambiare quella politica chiamata "lotta contro il terrorismo internazionale con alcuni costi da pagare"? Se la risposta è no, ci aspettano solo altri funerali sullo sfondo dei fuochi artificiali della campagna elettorale. Considerando l'inerzia e l'impotenza intellettuale delle autorità, un nuovo attentato terroristico è praticamente inevitabile".


ema [ 23 Ottobre 2006, 14:44 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
direttore ha scritto: [Visualizza Messaggio]
L'altro ieri a Mosca il segretario di Stato americano Condoleeza Rice ha incontrato il direttore del quotidiano Novaya Gazeta e il figlio della giornalista Anna Politkovskaya. " Il destino dei giornalisti in Russia è una delle maggiori preoccupazioni" ha detto il segretario di Stato. ( Italia)


Ma anche gli americani non vogliono giornalisti nei teatri di guerra! I giornalisti in Iraq non hanno la possibilità di documentare quello che vogliono! Nella Guerra del Golfo dovevano stare tutti chiusi in Hotel..... chi ricorda la Oriana Fallaci incazzata perché non si poteva muovere? I militari americani avevano/hanno paura della stampa...
Condoleeza ha una bella faccia tosta....


direttore [ 23 Ottobre 2006, 16:02 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Nelle prossime ore inserirò i commenti di alcuni colleghi di Anna Politkovskaya che ricordano le battaglie della giornalista assassinata alcuni giorni fa. Dividerò questo lavoro in due parti, uno sulla libertà di stampa in generale( che vi invierò domani) e uno sulla questione cecena ( per mercoledì ). Giovedì inserirò la sintesi del racconto di Anna Politkovskaya sulle trattative condotte al Teatro Dubrovka di Mosca ( ricordo che la giornalista fu mediatrice con i ceceni che occuparono il teatro tenendo in ostaggio un gran numero di persone).


direttore [ 24 Ottobre 2006, 10:39 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
E' uscito il quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo stilato dall'associazione " Reporter senza frontiere", ecco l'articolo del Corriere della Sera di oggi....segnalo comunque i due dati che ci riguardano più da vicino.... Russia 147° posto...Italia 40° posto... :

"Corea del Nord, Turkmenistan ed Eritrea sono i peggiori. Alcuni Paesi del Nord Europa (Finlandia e Norvegia), insieme a Svizzera, Olanda, Irlanda e Islanda sono in prima posizione.In un anno gli Usa passano dal 44° al 53° posto. Nel 2002 occupavano addirittura il 17°. «L'atmosfera tra la stampa e l'amministrazione di Bush si è nettamente deteriorata - scrive l'associazione -, dopo che quest'ultima, facendo appello alla sicurezza nazionale, sospetta tutti i giornalisti che mettono in discussione la sua guerra contro il terrorismo».La situazione italiana «migliora leggermente» dopo il periodo Berlusconi. Il Belpaese si piazza al 40° posto, seguito dalla Spagna, che resta stabile. Un particolare elogio va alla Bolivia (16ª), al Benin (23°), all'isola di Mauritius (32ª), al Ghana (34°). Anche la Bosnia-Erzegovina (19ª) continua a salire comportandosi meglio di altri paesi dell'Unione Europea, come Grecia (32ª) e Germania (23ª). A «sotterrare la libertà di espressione» resta prima di tutto la guerra. Iran, Siria, Sri Lanka, Nepal, Arabia Saudita si confermano tra gli ultimi della classifica. Vi si aggiunge quest'anno il Libano che in cinque anni è sceso dal 56° al 107° posto. La situazione non cambia per Etiopia (160ª) e Cuba (165ª). Al contrario, il cambio di regime si è mostrato salutare per il Togo (da 95° a 66°), Haiti (da 125° a 87°) e per la Mauritania (da 138ª a 77ª). Russia al 147° posto".


direttore [ 24 Ottobre 2006, 12:53 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Ecco la classifica sulla libertà di stampa nel mondo di cui vi parlavo nel precedente post :

La libertà di stampa nel mondo nel 2006
N° STATO Punteggio

1 Finlandia 0,50
- Islanda 0,50
- Irlanda 0,50
- Paesi Bassi 0,50
5 Repubblica Ceca 0,75
6 Estonia 2,00
- Norvegia 2,00
8 Slovacchia 2,50
- Svizzera 2,50
10 Ungheria 3,00
- Lettonia 3,00
- Portogallo 3,00
- Slovenia 3,00
14 Belgio 4,00
- Svezia 4,00
16 Austria 4,50
- Bolivia 4,50
- Canada 4,50
19 Bosnia Herzegovina 5,00
- Danimarca 5,00
- Nuova Zelanda 5,00
- Trinidad e Tobago 5,00
23 Benin 5,50
- Germania 5,50
- Giamaica 5,50
26 Namibia 6,00
27 Lituania 6,50
- Regno Unito 6,50
29 Costa Rica 6,67
30 Cipro 7,50
31 Sud Corea 7,75
32 Grecia 8,00
- Mauritius 8,00
34 Ghana 8,50
35 Australia 9,00
- Bulgaria 9,00
- Francia 9,00
- Mali 9,00
39 Panama 9,50
40 Italia 9,90
41 El Salvador 10,00
- Spagna 10,00
43 Taiwan 10,50
44 Sud Africa 11,25
45 Capo Verde 11,50
- Macedonia 11,50
- Mozambico 11,50
- Serbia e Montenegro 11,50
49 Cile 11,63
50 Israele 12,00
51 Giappone 12,50
52 Repubblica Dominicana 12,75
53 Botswana 13,00
- Croazia 13,00
- Tonga 13,00
- Stati Uniti d'America 13,00
57 Uruguay 13,75
58 Fiji 14,00
- Hong Kong 14,00
- Polonia 14,00
- Romania 14,00
62 Repubblica Centrafricana 14,50
- Cipro (Nord) 14,50
- Guinea-Bissau 14,50
- Honduras 14,50
66 Madagascar 15,00
- Togo 15,00
68 Ecuador 15,25
69 Nicaragua 15,50
70 Burkina Faso 16,00
- Kosovo 16,00
- Lesotho 16,00
73 Congo 17,00
- Kuwait 17,00
75 Brasile 17,17
76 Argentina 17,30
77 Mauritania 17,50
- Senegal 17,50
- Emirati Arabi Uniti 17,50
80 Albania 18,00
- Qatar 18,00
82 Paraguay 18,25
83 Timor-Leste 18,50
84 Liberia 19,00
85 Moldova 19,17
86 Mongolia 19,25
87 Haiti 19,50
88 Tanzania 19,82
89 Georgia 21,00
90 Guatemala 21,25
91 Angola 21,50
92 Malaysia 22,25
93 Comoros 22,50
- Zambia 22,50
95 Niger 24,50
- Seychelles 24,50
97 Marocco 24,83
98 Bhutan 25,00
- Costa d'Avorio 25,00
- Turchia 25,00
101 Armenia 25,50
- Malawi 25,50
103 Indonesia 26,00
- Sierra Leone 26,00
105 India 26,50
- Ucraina 26,50
107 Libano 27,00
108 Cambogia 27,25
109 Guinea 27,50
- Giordania 27,50
111 Bahrein 28,00
112 Camerun 28,25
- Peru 28,25
114 Gabon 28,50
115 Venezuela 29,00
116 Uganda 29,83
117 Tajikistan 30,00
118 Kenya 30,25
119 Stati Uniti d'America (extraterritoriale) 31,50
120 Nigeria 32,23
121 Gibuti 33,00
122 Tailandia 33,50
123 Kyrgyzstan 34,00
124 Ciad 35,50
125 Burundi 39,83
126 Algeria 40,00
127 Swaziland 40,50
128 Kazakhstan 41,00
- Ruanda 41,00
130 Afghanistan 44,25
131 Colombia 44,75
132 Messico 45,83
133 Egitto 46,25
134 Autorità palestinese 46,75
135 Azerbaijan 47,00
- Israele (extraterritoriale) 47,00
137 Bangla Desh 48,00
- Guinea Equatoriale 48,00
139 Sudan 48,13
140 Zimbabwe 50,00
141 Sri Lanka 50,75
142 Repubblica Democratica del Congo 51,00
- Filippine 51,00
144 Maldive 51,25
- Somalia 51,25
146 Singapore 51,50
147 Russia 52,50
148 Tunisia 53,75
149 Gambia 54,00
- Yemen 54,00
151 Bielorussia 57,00
152 Libia 62,50
153 Siria 63,00
154 Irak 66,83
155 Vietnam 67,25
156 Laos 67,50
157 Pakistan 70,33
158 Uzbekistan 71,00
159 Nepal 73,50
160 Etiopia 75,00
161 Arabia Saudita 76,00
162 Iran 90,88
163 Cina 94,00
164 Birmania 94,75
165 Cuba 95,00
166 Eritrea 97,50
167 Turkmenistan 98,50
168 Nord Corea 109,00


Dolce Donna [ 25 Ottobre 2006, 9:07 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Politkovskaya's tragedy shows us one more time, that profession of journalist is as overwhelmingly important as also extremly dangerous...


gringox [ 25 Ottobre 2006, 10:29 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
direttore ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ecco la classifica sulla libertà di stampa nel mondo di cui vi parlavo nel precedente post :

La libertà di stampa nel mondo nel 2006
N° STATO Punteggio

1 Finlandia 0,50
- Islanda 0,50
- Irlanda 0,50
- Paesi Bassi 0,50
5 Repubblica Ceca 0,75
6 Estonia 2,00
- Norvegia 2,00
8 Slovacchia 2,50
- Svizzera 2,50
10 Ungheria 3,00
- Lettonia 3,00
- Portogallo 3,00
- Slovenia 3,00
14 Belgio 4,00
- Svezia 4,00
16 Austria 4,50
- Bolivia 4,50
- Canada 4,50
19 Bosnia Herzegovina 5,00
- Danimarca 5,00
- Nuova Zelanda 5,00
- Trinidad e Tobago 5,00
23 Benin 5,50
- Germania 5,50
- Giamaica 5,50
26 Namibia 6,00
27 Lituania 6,50
- Regno Unito 6,50
29 Costa Rica 6,67
30 Cipro 7,50
31 Sud Corea 7,75
32 Grecia 8,00
- Mauritius 8,00
34 Ghana 8,50
35 Australia 9,00
- Bulgaria 9,00
- Francia 9,00
- Mali 9,00
39 Panama 9,50
40 Italia 9,90
41 El Salvador 10,00
- Spagna 10,00
43 Taiwan 10,50
44 Sud Africa 11,25
45 Capo Verde 11,50
- Macedonia 11,50
- Mozambico 11,50
- Serbia e Montenegro 11,50
49 Cile 11,63
50 Israele 12,00
51 Giappone 12,50
52 Repubblica Dominicana 12,75
53 Botswana 13,00
- Croazia 13,00
- Tonga 13,00
- Stati Uniti d'America 13,00
57 Uruguay 13,75
58 Fiji 14,00
- Hong Kong 14,00
- Polonia 14,00
- Romania 14,00
62 Repubblica Centrafricana 14,50
- Cipro (Nord) 14,50
- Guinea-Bissau 14,50
- Honduras 14,50
66 Madagascar 15,00
- Togo 15,00
68 Ecuador 15,25
69 Nicaragua 15,50
70 Burkina Faso 16,00
- Kosovo 16,00
- Lesotho 16,00
73 Congo 17,00
- Kuwait 17,00
75 Brasile 17,17
76 Argentina 17,30
77 Mauritania 17,50
- Senegal 17,50
- Emirati Arabi Uniti 17,50
80 Albania 18,00
- Qatar 18,00
82 Paraguay 18,25
83 Timor-Leste 18,50
84 Liberia 19,00
85 Moldova 19,17
86 Mongolia 19,25
87 Haiti 19,50
88 Tanzania 19,82
89 Georgia 21,00
90 Guatemala 21,25
91 Angola 21,50
92 Malaysia 22,25
93 Comoros 22,50
- Zambia 22,50
95 Niger 24,50
- Seychelles 24,50
97 Marocco 24,83
98 Bhutan 25,00
- Costa d'Avorio 25,00
- Turchia 25,00
101 Armenia 25,50
- Malawi 25,50
103 Indonesia 26,00
- Sierra Leone 26,00
105 India 26,50
- Ucraina 26,50
107 Libano 27,00
108 Cambogia 27,25
109 Guinea 27,50
- Giordania 27,50
111 Bahrein 28,00
112 Camerun 28,25
- Peru 28,25
114 Gabon 28,50
115 Venezuela 29,00
116 Uganda 29,83
117 Tajikistan 30,00
118 Kenya 30,25
119 Stati Uniti d'America (extraterritoriale) 31,50
120 Nigeria 32,23
121 Gibuti 33,00
122 Tailandia 33,50
123 Kyrgyzstan 34,00
124 Ciad 35,50
125 Burundi 39,83
126 Algeria 40,00
127 Swaziland 40,50
128 Kazakhstan 41,00
- Ruanda 41,00
130 Afghanistan 44,25
131 Colombia 44,75
132 Messico 45,83
133 Egitto 46,25
134 Autorità palestinese 46,75
135 Azerbaijan 47,00
- Israele (extraterritoriale) 47,00
137 Bangla Desh 48,00
- Guinea Equatoriale 48,00
139 Sudan 48,13
140 Zimbabwe 50,00
141 Sri Lanka 50,75
142 Repubblica Democratica del Congo 51,00
- Filippine 51,00
144 Maldive 51,25
- Somalia 51,25
146 Singapore 51,50
147 Russia 52,50
148 Tunisia 53,75
149 Gambia 54,00
- Yemen 54,00
151 Bielorussia 57,00
152 Libia 62,50
153 Siria 63,00
154 Irak 66,83
155 Vietnam 67,25
156 Laos 67,50
157 Pakistan 70,33
158 Uzbekistan 71,00
159 Nepal 73,50
160 Etiopia 75,00
161 Arabia Saudita 76,00
162 Iran 90,88
163 Cina 94,00
164 Birmania 94,75
165 Cuba 95,00
166 Eritrea 97,50
167 Turkmenistan 98,50
168 Nord Corea 109,00



Hehehe...W la Corea del Nord! Lunga vita a Kim Jong Il....

Gringox


direttore [ 25 Ottobre 2006, 12:27 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questa è la testimonianza di Valerij Jakov del Novye Izvestija su Anna Politkovskaya e la libertà di stampa in Russia:

" Il giornalismo di Anna Politkovskaya era di un genere in via d'estinzione. La gente si rivolgeva a lei come a qualcuno di cui fidarsi, perchè sapevano che Anna non imbrogliava, non taceva per motivi di convenienza, non abbandonava. Il suo giornalismo era tagliente, sincero ed estremamente pericoloso per i tempi in cui viveva, perchè era un giornalismo della verità. Il nostro paese non è ancora uscito dal pantano di tragedie, arbitrio e crudeltà in cui è sprofondato. Questo giornalismo è in grado di contrastare il degrado della nostra società, l'epidemia di nazismo e la disgregazione della Russia. Le minacce di denunce per diffamazione non potevano avere effetto su di lei, perchè nessuno era in grado di smentire i fatti tremendi che descriveva. Anna scriveva onestamente, apertamente e disinteressatamente. Non si occupava di propaganda, non faceva gili interessi di partiti o poteri finanziari. Molti di quelli che non gradivano il suo lavoro la accusavano, come è tipico dei nostri " neopatrioti" , di essere al soldo dei servizi statunitensi e di lavorare insieme ai guerriglieri ceceni contro il Cremlino. Le hanno sparato in modo cinico e vile per vendicarsi di una verità che non può essere smentita se non dalle pallottole".


direttore [ 26 Ottobre 2006, 11:40 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo articolo( qui una sintesi) è stato scritto da Evgenij Kiseliov del Moscow Times per ricordare le battaglie di Anna Politkovskaya sulla Cecenia:

" Le parole di Anna Politkovskaya hanno fatto infuriare molta gente: le autorità di Mosca e i loro rappresentanti in Cecenia ma anche molti cittadini che preferiscono non sentire notizie spiacevoli. Gli uomini al potere, politici e militari, cercavano di evitarla. Alcuni giornalisti avevano avviato una campagna contro di lei , chiedendo perchè continuasse a insistere sulla Cecenia. Non si può far niente, dicevano. Sono tutti stufi della Cecenia, la gente non vuole più sentirne parlare. Ma lei non aveva cambiato idea. Alla fine ha pagato con la vita. Prima della sicurezza fisica, bisogna garantire la tutela professionale dei giornalisti. Oggi in Russia questa tutela non c'è, perchè lo Stato non ha alcun rispetto per la libertà di espressione e per la libertà di stampa".


direttore [ 26 Ottobre 2006, 12:53 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
So bene che siete informati sulla Politkovskaya ma ho imparato dall'esperienza che qualche volta ripetere le cose non è male, ecco in estrema sintesi una scheda sulla giornalista :

1958 Nasce a New York da genitori diplomatici

1999 Dopo aver lavorato per il giornale Izvestija collabora con la Novaja Gazeta e segue il conflitto in Cecenia

2001 Vince il Global award di Amnesty International per il giornalismo in difesa dei diritti umani

2002 Accetta il ruolo di negoziatrice durante l'assedio del teatro Dubrovka di Mosca

2003 Vince il premio dell'Osce per i giornalismo e la democrazia. Esce in Italia il suo libro: " Cecenia, il disonore russo"

2004 Subisce un tentativo di avvelenamento mentre è in volo verso Beslan, durante il sequestro dei bambini nella scuola

2005 Esce in Italia il suo libro: " La Russia di Putin "

2006 Il 7 ottobre viene uccisa a Mosca


cignoverde [ 27 Ottobre 2006, 22:30 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Nella classifica sulla libertà di stampa l'italia non è che faccia una gran figura, la qualcosa non dovrebbe sicuramente sorprendere la maggior parte degli italiani


direttore [ 01 Novembre 2006, 16:20 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
La giuria del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani ha deciso, all'unanimità, di assegnare il riconoscimento per l'anno 2007 alla memoria di Anna Politkovskaia, la giornalista russa uccisa sabato 7 ottobre a Mosca.
La giuria del premio - presieduta da Angela Terzani e di cui fanno parte Giulio Anselmi, Tony Capuozzo, Andrea Filippi, Ryszard Kapuscinski, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham e Paolo Rumiz – spiega così la sua scelta: «Chi è pronto a pagare la denuncia di soprusi con la propria vita ha dichiarato Angela Terzani - dimostra di mettere l'etica al di sopra di ogni altro ragionamento. È questo raro coraggio morale che la giuria intende mettere in luce, conferendo, senza concorso, il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani per l'anno 2007 alla memoria della giornalista russa Anna Politkovskaia, assassinata lo scorso 7 ottobre a Mosca».
Paolo Rumiz l'ha ricordata così: «Un'energia immensa, professionalità straordinaria in un corpo esile con occhi da bambina: questo era Anna Politkovskaia. Era sola di fronte a un mostro più grande di lei, rischiava ogni giorno ed era chiaro il mandante delle minacce che riceveva.Ciò che conta è che l'esempio rimanga. Lei, russa, si batteva per i diritti dei Ceceni. Non si nascondeva dietro l'alibi dello scontro di civiltà. Una grande. Dovremmo dirle grazie». La giuria del Premio, assieme ad altre istituzioni culturali in Italia e in Europa, si impegna per chiedere alle autorità russe una rigorosa, credibile inchiesta sulla vicenda.
La cerimonia di consegna del Premio Terzani, istituito dall'associazione culturale "Vicino-lontano" di Udine, avverrà nella serata del 12 maggio 2007. A ritirarlo sarà invitato Dimitrij Muratov, direttore della Novaja Gazeta, il giornale su cui Anna Politkovskaia pubblicava le sue inchieste.


direttore [ 03 Novembre 2006, 21:16 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo è uno degli ultimi articoli di Anna Politkovskaya :

"Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.

Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.

È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. Mi nascondevo dai soldati federali russi, ma grazie ad alcuni intermediari di fiducia riuscivo comunque a stabilire dei contatti segreti con le singole persone. In questo modo proteggevo i miei informatori.

Dopo l'inizio del piano di "cecenizzazione" di Putin (ingaggiare i ceceni "buoni" e fedeli al Cremlino per uccidere i ceceni "cattivi" ostili a Mosca), ho usato la stessa tecnica per entrare in contatto con i funzionari ceceni "buoni". Molti di loro li conoscevo da tempo dato che, prima di diventare "buoni", mi avevano ospitato a casa loro nei mesi più duri della guerra.

Ormai possiamo incontrarci solo in segreto perché sono considerata una nemica impossibile da "rieducare". Non sto scherzando. Qualche tempo fa Vladislav Surkov, viceresponsabile dell'amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo è impossibile. La politica, secondo Surkov, dev'essere "ripulita" da questi personaggi. Ed è proprio quello che stanno facendo, non solo con me".


direttore [ 04 Novembre 2006, 12:14 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo è il passaggio finale di uno degli ultimi articoli di Anna Politkovskaya:

" Non sono un vero animale politico. Non ho aderito a nessun partito perché lo considero un errore per un giornalista, almeno in Russia. E non ho mai sentito la necessità di difendere la duma, anche se ci sono stati anni in cui mi hanno chiesto di farlo. Quale crimine ho commesso per essere bollata come "una contro di noi"? Mi sono limitata a riferire i fatti di cui sono stata testimone. Ho scritto e, più raramente, ho parlato.
Pubblico pochi commenti, perché mi ricordano le opinioni imposte nella mia infanzia sovietica. Penso che i lettori sappiano interpretare da soli quello che leggono. Per questo scrivo soprattutto reportage, anche se a volte, lo ammetto, aggiungo qualche parere personale. Non sono un magistrato inquirente, sono solo una persona che descrive quello che succede a chi non può vederlo. I servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico. I cittadini sanno poco o niente di quello che accade in altre zone del paese e a volte perfino nella loro regione.
Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione. Ma la cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo, ricevere ogni giorno in redazione persone che non sanno dove altro andare. Per il Cremlino le loro storie non rispettano la linea ufficiale. L'unico posto dove possono raccontarle è la Novaja Gazeta".


direttore [ 04 Novembre 2006, 18:51 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
A proposito di libertà di stampa:

" Nel 2006 Cuba è ancora la seconda prigione più grande nel mondo per i giornalisti dopo la Cina. Tre anni fa era la prima. A Cuba, qualsiasi giornalista che non lavora per i mezzi ufficiali è da considerare come "un nemico dello Stato" o un mercenario".

Fonte: Reporter senza frontiere


direttore [ 05 Novembre 2006, 21:50 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Articolo( frammento) di Anna Politkovskaya datato giugno 2004 sulle torture in Cecenia:

" Quanto ci interessano le torture dei carcerieri americani sui detenuti iracheni, e quanto ce ne infischiamo invece delle torture inflitte dagli aguzzini russi ai combattenti ceceni prigionieri. Vorrei chiarire di cosa sto parlando. I soldati federali in Cecenia, come gli americani in Iraq, girano spesso dei video – per se stessi e per i loro familiari. È una tradizione. Ed è così che si è formata un'intera videoteca sui crimini della seconda guerra cecena.
Più di un mese fa, la Novaja Gazeta ha pubblicato alcune inquadrature di un video di cui la redazione era entrata in possesso. Non abbiamo ricevuto neanche una telefonata da un giornalista televisivo o da un rappresentante di un qualunque canale televisivo di Mosca e della Russia interessato ad avere il nastro. Magari non per mandarlo in onda, ma solo per averlo in archivio. L'unica richiesta di questo tipo ci è arrivata da un canale privato francese, ma anche loro si sono comportati in modo strano e mi hanno rimproverato perché la registrazione non era stata fatta con una telecamera professionale.
Naturalmente questa non vuole essere una lamentela su come va il mondo, ma una semplice osservazione. Lo scarso interesse dell'opinione pubblica non ha fermato il lavoro sul nastro: io ho continuato la mia inchiesta, ho incontrato testimoni, anche oculari, ho cercato di chiarire i particolari, di sapere cosa ne è stato delle persone che apparivano nel video".


direttore [ 06 Novembre 2006, 13:31 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Articolo tratto dalla rivista Internazionale (Italia) :


"Non credo che Anna si sarebbe scandalizzata per il silenzio di Putin sulla sua morte. Anzi, per lei sarebbe probabilmente stato il riconoscimento più alto", scrive Alexej Pankin

"L'ultima cosa che avrei voluto fare è intervenire nel dibattito sulla copertura mediatica dell'omicidio di Anna Politkovskaja prima che fossero trascorsi quaranta giorni dalla sua morte. Secondo la tradizione russa, solo allora finisce il periodo di lutto. Ma non ho altra scelta".

Il columnist del Moscow Times Alexej Pankin risponde con indignazione a un articolo del Financial Times "in cui il giornalista critica il silenzio dei connazionali di Politkovskaja e pretende di spiegare ai russi – e in particolare ai giornalisti russi – come ci si comporta in simili circostanze. Conoscevo Anna abbastanza bene da immaginare cosa starebbe pensando ora. Come prima cosa non apprezzerebbe questa pioggia di superlativi: il Times di Londra l'ha definita 'praticamente l'unica giornalista investigativa del paese'".

"Io e Anna abbiamo fatto parte per anni della giuria del premio Sakharov, e lei era la prima a sostenere che fare giornalismo d'inchiesta per un piccolo quotidiano locale era molto più rischioso che lavorare per una testata nazionale. Gli stranieri non hanno il diritto di celebrare un eroe russo a scapito di tanti altri. Inoltre, non credo che Anna si sarebbe scandalizzata per il silenzio di Putin sulla sua morte. Anzi, per lei sarebbe probabilmente stato il riconoscimento più alto. E di certo non avrebbe gradito il modo in cui molti sfruttano il suo nome per difendere in propri interessi politici. Va bene parlare di Anna – conclude Pankin – ma facciamolo con onestà e serietà. E dopo i quaranta giorni".


direttore [ 06 Novembre 2006, 21:34 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Gennaio 2003 Anna Politkovskaya scrive un articolo sull'assenza della politica europea sulla vicenda cecena:


" E' inutile nascondersi dietro le belle parole: in Cecenia sono stati traditi i mandati europei. Così ha ordinato il Cremlino, e l'Europa ha ubbidito docilmente, distruggendo tutti i valori che il nostro continente difendeva dalla fine della seconda guerra mondiale e che si sono sbriciolati scontrandosi con la tragedia chiamata seconda guerra cecena.
La conclusione è una soltanto: non credete ai discorsi pronunciati dalle grandi tribune sui diritti dell'uomo e sulla loro priorità assoluta. Siamo davanti a una nuova realtà internazionale in cui non esiste nulla di ciò che costituisce il fondamento delle costituzioni dei paesi civili, in cui l'Osce e il Consiglio d'Europa tollerano lo spargimento di sangue in una parte della stessa Europa. E se lo tollerano ne sono anche complici. Si sono resi conto di cosa è successo. E dopo essersene resi conto sono strisciati via.
L'Europa ha profanato se stessa. Prima limitandosi a osservare il massacro che si consumava in Cecenia. E ora rinunciando persino a questo, dopo aver dimostrato che non esiste più l'Europa che per tanto tempo abbiamo considerato il baluardo dei diritti dell'uomo e la speranza di tutti gli umiliati e gli oppressi. Fine. È calato il sipario.
Ma è veramente un vantaggio per l'Europa? Proviamo a pensare in grande, strategicamente e non in modo grettamente politico come ora ragionano Blair, Chirac, Schröder. È un vantaggio per gli europei costretti a vivere con la consapevolezza che un attentato terroristico come quello compiuto a Mosca nello scorso ottobre può ripetersi in qualsiasi posto e in qualsiasi momento, e non solo per mano dei palestinesi?
Pensateci europei. E dopo aver deciso, fatevi sentire. La Cecenia è stanca di aspettare".


direttore [ 09 Novembre 2006, 12:40 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Nuovo rapporto dell'associazione Reporters senza frontiere sulla libertà d'espressione:

"Corea del Nord, Arabia Saudita e Cina. Ma anche Cuba, Tunisia e, per la prima volta, Egitto. Sono i Paesi "nemici di Internet", che insieme a Bielorussia, Birmania, Iran, Siria, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam fanno parte di una speciale classifica stilata dall'associazione Reporters Senza Frontiere. Paesi in cui ci si può trovare in prigione da un giorno all'altro per aver scritto sul proprio blog o su un sito internet opinioni contrarie al regime. Secondo le ultime stime, nel mondo oltre sessanta cyber-dissidenti (52 solo in Cina, quattro in Vietnam, tre in Siria, e uno in Iran) sono tuttora in carcere per aver fatto circolare online opinioni considerate inaccettabili dai governi locali.

Molti dei Paesi inseriti all'interno della "lista nera", come Cina e Birmania, sono regolarmente sotto i riflettori dell'opinione pubblica perché negano ai propri cittadini la libertà di espressione. A Cuba, ad esempio, il governo vieta ai dissidenti e ai giornalisti indipendenti di poter utilizzare la rete, e la punizione per aver scritto un articolo per un sito web straniero può arrivare anche a un anno di carcere. L'Egitto, invece, è una new entry, ed è stata inserita - spiegano da Reporters Senza Frontiere - per il suo comportamento nei confronti dei diari online: "Tre bloggers sono stati arrestati quest'anno per essersi schierati a favore di riforme democratiche. Quello che facciamo è anche un appello al governo egiziano, affinché cambi le proprie leggi in materia". Il Cairo, infatti, ha emanato recentemente una norma secondo la quale un sito può essere chiuso immediatamente se considerato un rischio per la sicurezza nazionale.
Dalla classifica emerge anche qualche buona notizia. Nepal, Libia e Maldive, che comparivano fino allo scorso anno, sono stati rimossi. "Il fatto che abbiamo potuto rimuovere tre Paesi dalla lista è sicuramente positivo, e ci dà la forza di sperare che la situazione possa migliorare di anno in anno". La Libia, in particolare, si trova però ancora sotto osservazione: in una recente visita di Reporters Senza Frontiere è emerso che la rete non è più esposta alla censura, anche se il presidente Maummar Gheddafi è ancora considerato un "predatore della libertà di stampa".


direttore [ 09 Novembre 2006, 12:44 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
"I servizi di sicurezza egiziani hanno arrestato lunedì sera un giovane blogger per «attentato all'Islam e all'istituzione Al Azhar». Lo si è appreso da fonti della stessa sicurezza. Abdel Kerim Suliman, 22 anni, che è stato preso nella sua casa di Alessandria, è accusato di «diffusione di voci malevole tendenti ad attentare all'ordine pubblico e di diffamazione nei riguardi del Presidente della Repubblica, d'incitamento all'odio dell'Islam e dell'istituzione di Al Azhar, la più alta autorità musulmana del paese, e della sua università», dalla quale il giovane è stato espulso un anno fa. «Sono andato a studiare all'Università di Al Azhar su richiesta dei miei genitori, malgrado il mio disgusto per le sue idee religiose e sono stato espulso da quella università per i miei interventi su internet», scriveva Suliman nel suo ultimo messaggio del 28 ottobre scorso sul suo blog. «Ho detto ad Al Azhar, alla sua università, ai suoi professori, voi finirete tutti nella pattumiera della storia», aveva anche scritto. L'arresto di Suliman coincide con la pubblicazione da parte di Reporter senza frontiere di un rapporto in cui l'Egitto è classificato tra i 13 paesi «nemici di internet»".

Fonte: Corriere della Sera ( Italia)


direttore [ 10 Novembre 2006, 13:32 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo è il racconto di Anna Politkovskaya datato novembre 2002 sulla vicenda degli ostaggi al teatro Dubrovka di Mosca ( ricordo che la giornalista ha condotto i negoziati su richiesta del commando ceceno). Ho diviso l'articolo in quattro parti, questa è la prima, la seconda in serata :

"Il mio ruolo in questo dramma è cominciato il 25 ottobre, intorno alle due del pomeriggio. Alle 11.30 avevo parlato per la prima volta al cellulare con le persone che avevano catturato gli ostaggi. Alle 13.30 ero arrivata al centro operativo.
Un'altra mezz'ora era passata per definire la questione: qualche sconosciuto decideva qualcosa dietro porte che continuavano a sbattere. Finalmente mi hanno portato nella zona, dove c'era un cordone di camion. Mi hanno detto: "Va', provaci. Magari ci riesci". Con me è venuto il dottor Roshal. Ci siamo trascinati fino alle porte, non ricordo neppure come: avevamo paura. Tanta.
Entriamo nell'edificio. Gridiamo: "Ehi, c'è qualcuno?". L'unica risposta è il silenzio. Sembra che in tutto il teatro non ci sia anima viva. Mi metto a gridare: "Sono la Politkovskaja! Sono la Politkovskaja!". Comincio lentamente a salire la scala sulla destra – il dottore dice che sa dove andare. Anche nel foyer del primo piano c'è silenzio, buio e freddo. Non un'anima. Grido di nuovo: "Sono la Politkovskaja!".

Finalmente da quello che era stato il bancone del bar emerge un uomo. Sul viso ha una maschera nera piuttosto sottile, i tratti del viso si distinguono perfettamente. Nei miei confronti non è aggressivo, ma il dottore gli sta antipatico. Perché? Non riesco a capirlo. Ma cerco comunque di placare gli animi che stanno per infiammarsi. "Allora dottore, vuoi fare carriera?", insiste la "maschera".

Questo dottore ha 70 anni, è un grande studioso, e ha già fatto tante cose importanti nella sua vita che per lui pensare alla carriera non ha senso: se l'è già costruita. Lo dico ad alta voce. Comincia un battibecco. È chiaro che bisogna "abbassare i toni", altrimenti…"


direttore [ 10 Novembre 2006, 17:40 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Ecco la seconda parte del racconto. Invierò le ultime due parti domani:

"La maschera sottile si allontana nel buio del foyer e continua a borbottare: "Perché dici di aver curato i bambini ceceni, dottore?". Ancora delle esclamazioni sgradevoli e confuse, e per questo mi limito a riportarne il senso generale: "Tu, dottore, parli in particolare dei bambini ceceni. Quindi i bambini ceceni per te non sono come gli altri. Noi ceceni non siamo persone?". La solita storia. Mi intrometto, ma non per dovere, è solo che non lo sopporto più. Dico: "Tutti gli uomini sono uguali. Hanno la stessa pelle, le stesse ossa, lo stesso sangue". Inaspettatamente questo concetto non troppo originale ha un effetto calmante.

Chiedo di sedermi sull'unica sedia del foyer, a cinque metri dal bancone del bar, perché le gambe mi cedono. Mi danno il permesso. Le suole delle scarpe scivolano su una melma rossastra. Osservo con prudenza perché ho paura di sembrare troppo curiosa ma ho ancora più paura di calpestare del sangue raggrumato. Però, grazie a Dio, forse è gelato alla frutta. Visto che non è sangue, i brividi si calmano. Aspettiamo una ventina di minuti: sono andati a chiamare il "capo".
E intanto dall'alto, dalla balconata, ogni tanto si affacciano delle teste mascherate. Alcune maschere sono spesse e nascondono completamente i tratti del viso. Altre sono sottili come quelle del primo uomo che abbiamo incontrato, quello che stava dietro al bancone.

"Eri tu a Chotuni?", chiedono le teste. "Sì". Le "teste" sono soddisfatte. Chotuni (un villaggio nella regione di Vedeno) diventa il mio lasciapassare: era lei, possiamo parlarci.
"E lei di dov'è?", chiedo a quello che sta dietro il bancone.
"Io sono di Tovzeni", risponde. "Qui ce ne sono molti di Tovzeni e in generale della regione di Vedeno".
Poi c'è qualche confuso segnale di una tragedia in corso: alcune maschere arrivano, altre se ne vanno – il tempo inghiottito dal nulla stringe il cuore con presentimenti assurdi. E il "capo" ancora non si vede. Magari adesso decidono di spararci.

Finalmente arriva un uomo in tuta mimetica e con il viso completamente coperto, grosso, tarchiato e con lo stesso identico portamento dei nostri ufficiali dei reparti speciali, sempre attenti alla forma fisica. "Seguitemi", dice. Le gambe non mi reggono, eppure mi muovo.
Ci ritroviamo in un locale sporco accanto al buffet saccheggiato. Dietro c'è un rubinetto d'acqua. Qualcuno cammina alle nostre spalle e mi volto; mi rendo conto di apparire nervosa, ma che ci posso fare? Eppure sembra che io sia una con una grande esperienza di rapporti con i terroristi in situazioni estreme… È il "capo" in persona a restituirmi l'uso della ragione. "Non dovete guardare dietro! Parlate con me, perciò guardate me".
"Chi è lei? Come si chiama?", domando senza sperare troppo in una risposta.
"Bakar. Abubakar".
La maschera se l'è già alzata sulla fronte. Il viso è aperto, largo, e ha un che di tipicamente militaresco. Sulle ginocchia ha un mitra. Solo alla fine del nostro colloquio se lo mette dietro la schiena e addirittura si scusa: "Ci sono così abituato che non me ne accorgo più. Ci dormo, ci mangio, è sempre con me". Ma anche senza queste spiegazioni per me è chiarissimo: appartiene a quella generazione di ceceni che non hanno fatto altro che combattere per tutta la vita. "Quanti anni ha?". "Ventinove". "Ha combattuto in tutte e due le guerre?". "Sì". "Non si è rifugiato in Georgia?". "No. Non mi sono allontanato dalla Cecenia".
Esiste una nuova generazione di ceceni: Bakar è uno di quelli che negli ultimi dieci anni hanno conosciuto solo il mitra e le foreste, e prima hanno avuto appena il tempo di finire la scuola, e così, poco a poco, vivere nella foresta per loro è diventato l'unico modo di vivere possibile. Un destino senza varianti".


direttore [ 11 Novembre 2006, 8:48 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Penultima parte dell'articolo di Anna Politkovskaya sui negoziati a al teatro Dubrovka di Mosca, nel pomeriggio invierò la quarta e ultima parte:

"Veniamo al dunque?".
"D'accordo".
"Innanzitutto i bambini più grandi. Bisogna liberarli, sono bambini". È il primo problema che Sergej Jastrzhembskij, collaboratore del presidente russo, mi ha chiesto di affrontare con "loro".
"Bambini? Qui non ci sono bambini. Nei rastrellamenti prendete i nostri bambini quando hanno dodici anni, e noi qui ci terremo i vostri".
"Per vendicarvi?".
"Per farvi capire cosa si prova".
Sono tornata molte altre volte sui bambini, pregandoli di fare delle concessioni. Per esempio portargli del cibo. Ma le risposte sono sempre state categoriche. "Ai nostri bambini durante i rastrellamenti non danno da mangiare, devono resistere anche i vostri".

Nel mio elenco c'erano cinque richieste: cibo per gli ostaggi, articoli di igiene personale per le donne, acqua, coperte. Anticipo i fatti: siamo riusciti a metterci d'accordo solo sull'acqua e i succhi di frutta. Nel senso che io li avrei portati, avrei gridato dal basso di averli con me e allora mi avrebbero lasciato passare.
"Mi farete entrare più di una volta? Non riuscirò a portare granché in una volta sola… C'è tantissima gente. Magari potreste far venire con me anche un uomo". "Va bene". "Potrei portare un nostro giornalista?". "Sì, e anche qualcuno della Croce rossa". "Grazie".
Comincio a chiedere cosa vogliono. Ma politicamente Bakar è in difficoltà. Lui è "soltanto un soldato" e nient'altro. Spiega a lungo e confusamente a che serve questa azione, e si possono trovare quattro punti. Primo, Putin deve "dire una parola": annunciare la fine della guerra. Secondo: entro ventiquattr'ore deve dimostrare che non sono solo parole, per esempio deve ritirare le truppe da una regione.

"Da quale regione? La vostra? Da Vedeno?".
"Sei una spiona? Fai un interrogatorio proprio come una spiona. Basta, vattene!".
Mi rendo conto che non posso andarmene, anche se mi piacerebbe moltissimo. Per questo pronuncio parole quasi di scusa – sono un'idiota, certo: "Vedete, dobbiamo sapere cosa volete. E dobbiamo saperlo con precisione. Altrimenti…". Continuo a impuntarmi sulle parole. Il mio cervello si scontra con un problema superiore alle sue forze: cercare di salvare gli ostaggi, dato che hanno accettato di parlare con me, e allo stesso tempo non perdere la dignità. Ma purtroppo non riesco a venirne a capo. Sempre più spesso non so cosa dire, e blatero delle sciocchezze, purché Bakar non dica: "Basta!", e io non debba andarmene a mani vuote, senza aver ottenuto niente. Così ci avviciniamo al terzo punto del "loro" piano.

Ma proprio allora Bakar riceve una telefonata sul cellulare da Boris Nemtsov. Questo telefono i combattenti l'hanno preso a uno degli ostaggi, un musicista dello spettacolo Nord-Ost, e ora lo usano per le loro conversazioni. Bakar, dopo aver parlato con Nemtsov, riceve una telefonata "da casa", dalla regione di Vedeno, in Cecenia.......

Dopo il colloquio con Nemtsov Bakar comincia visibilmente a innervosirsi. In seguito mi avrebbe detto che Nemtsov lo prendeva in giro: il giorno prima aveva detto che la guerra in Cecenia poteva cessare, mentre oggi, il 25 ottobre, sono ripresi i rastrellamenti. Allora gli chiedo: "Voi a chi credereste? Chi può darvi la sua parola per confermare il ritiro delle truppe?". Viene fuori che si fidano di lord Jadd (il capo dell'assemblea parlamentare del consiglio d'Europa)".


direttore [ 11 Novembre 2006, 16:09 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Ultima parte del racconto di Anna Politkovskaya sui negoziati al teatro Dubrovka:

Passiamo al "loro" terzo punto. È semplice: se saranno attuati i primi due, libereranno gli ostaggi. "E voi?". "Resteremo a combattere. Accetteremo la lotta e moriremo in battaglia". "Ma voi in realtà chi siete?", chiedo, e mi spavento e penso, oddio, ho esagerato! "Un battaglione di esplorazione e diversione". "Siete tutti qui?". "No, solo una parte. Siamo stati selezionati per questa operazione. Hanno preso i migliori. Perciò anche se moriremo ci sarà sempre chi porterà avanti la nostra causa". "Ubbidite a Maskhadov?".
Noto un certo turbamento e poi di nuovo una grande irritazione. Le spiegazioni sconnesse possono ridursi alla formula: "Sì, Maskhadov è il nostro presidente, ma noi combattiamo per conto nostro".
È la conferma dei peggiori timori: si tratta di uno dei reparti che in Cecenia fanno tutto da soli. Hanno una loro guerra autonoma, ed è assolutamente radicale. E se ne infischiano di Maskhadov: perché non è un estremista. Proseguo: "Eppure voi lo sapete, i colloqui di pace sono condotti da Iljas Akhmadov in America e da Akhmed Zakaev in Europa – i rappresentanti di Maskhadov. Magari volete mettervi in contatto con loro, oppure potrei chiamarli io. Non dovete fare altro".

"E perché? A noi non piacciono. Conducono questi negoziati con lentezza perché non hanno nessuna fretta, e noi intanto moriamo nelle foreste. Ci hanno stufato".
Nel "loro" piano non ci sono altri punti. Bakar aggiunge molte frasi forti: "Per un anno e mezzo le persone hanno chiesto di poter fare i kamikaze e di venire qui". "Siamo venuti a morire". Non dubito affatto che siano condannati e pronti a morire – e a portare con sé tutte le vite che vorranno.
Il cellulare squilla. Bakar ascolta e comincia a gridare: "Non telefonate più. Questo è un ufficio. Disturbate il mio lavoro".
"Posso parlare con gli ostaggi?". "È impossibile". Ma dopo cinque minuti, dice a un "fratello" seduto proprio dietro di me: "Portali, va bene".
Quello fa uscire dalla sala una ragazza bella e spaventatissima, Masha, che non riesce a spiccicare parola per il terrore e la debolezza – gli ostaggi non hanno mangiato niente. Bakar è irritato dal suo balbettio e ordina di portarla via. "Prendetene una un po' più grande". Mentre il "fratello" va nella sala e torna, Bakar mi spiega quanto sono nobili. Ci sono tante belle ragazze nelle loro mani – e Masha è veramente bellissima – ma non hanno alcun desiderio, tutte le loro forze sono assorbite dalla lotta per la liberazione della loro terra. Interpreto le sue parole nel senso che devo essergli grata di non aver violentato Masha.


Il "fratello" porta un'altra bella ragazza con i nervi molto scossi. "Sono Anja Andrijanova, inviata di Moskovskaja Pravda. Cercate di capirci: noi siamo già rassegnati a morire. Ormai l'abbiamo capito: il paese ci ha abbandonato. Noi siamo un altro Kursk. Se volete salvarci, scendete in piazza. Se mezza Mosca implorerà Putin, riusciremo a sopravvivere. Per noi è chiarissimo: se oggi moriremo, domani in Cecenia comincerà un nuovo massacro che poi rimbalzerà qui, provocando nuove vittime".
Anja parla senza fermarsi. Bakar è nervoso, ma Anja non se ne accorge. Ho di nuovo paura che Bakar cominci a dimostrare la sua forza. Finalmente Anja viene portata via. E stabiliamo che adesso penserò a portare dell'acqua. Bakar a sorpresa aggiunge spontaneamente: "Potete portare anche dei succhi di frutta". "Per voi?". "No, noi ci prepariamo a morire, non beviamo e non mangiamo niente. Per loro". "E magari qualcosa da mangiare? Almeno per i bambini". "No. I nostri soffrono la fame. Che soffrano anche i vostri".

Questa giornata di storia è finita. Poi c'è stato l'attacco. E io continuo a chiedermi: abbiamo fatto tutto il possibile per contribuire a evitare che ci fossero vittime? È stata davvero una grande "vittoria"? E io personalmente sono servita a qualcuno con i miei succhi e i miei tentativi sull'orlo del baratro?
La mia risposta è sì, sono servita. Ma non abbiamo fatto tutto il possibile. Perché abbiamo ancora molto davanti a noi, anche se alle nostre spalle c'è già troppo. La tragedia del Nord-Ost non è nata dal nulla e non segna la fine. Adesso vivremo nel terrore costante vedendo uscire di casa i bambini e gli anziani: li rivedremo di nuovo? Proprio come ha vissuto in questi ultimi anni la gente in Cecenia.

Ci sono solo due varianti.
La prima: finalmente ci renderemo conto che più aumentano la violenza, il sangue, le vittime, i sequestri e le umiliazioni, più si moltiplicano quelli che vogliono vendicarsi, nonostante tutto e malgrado tutto. E più arrivano nuove reclute nell'esercito di chi vuole morire vendicandosi. E poiché questa guerra non si combatterà sul campo di battaglia, ma accanto a noi e con la partecipazione di gente che non c'entra niente – noi tutti – saremo condannati a un altro Nord-Ost, e nessuno potrà sentirsi sicuro in nessun luogo, per strada come nel proprio appartamento.
Un uomo con le spalle al muro inventa metodi sempre più astuti per vendicarsi.
La seconda variante è difficile, impegnativa, ma almeno si muove in direzione di un miglioramento: bisogna cominciare a parlare con colui che resta aggrappato all'ultimo filo del suo potere, con Maskhadov. Altrimenti saremo condannati a negoziati come quelli del Nord-Ost, segnati alla disperazione. Quando la posta in gioco è la vita degli innocenti.


direttore [ 13 Novembre 2006, 11:50 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo è il frammento di un articolo di Bernard-Henri Lévy, filosofo e scrittore francese, sulla morte di Anna Politkovskaya. L'autore critica duramente e senza giri di parole il presidente russo Vladimir Putin accusandolo di avere forti responsabilità per il clima pesante creatosi in Russia nei confronti dei giornalisti. Riporto testualmente le sue parole :

" Putin è l'uomo che sfodera il revolver appena sente parlare di stampa libera, è il Presidente sotto il cui regno sono stati già uccisi, prima della Politkovskaya, altri 12 giornalisti. Dodici! La cifra è debitamente documentata, purtroppo, da Reporters sans frontières! Così come è documentata l'uccisione di altri 30 giornalisti e reporter nel periodo precedente, fra il 1992 e il 2000, nell' esercizio del loro mestiere. E noi, possiamo accettare senza urlare di collera e di disgusto la frase che alla fine s'è lasciato sfuggire, davanti ad Angela Merkel, come unico omaggio funebre alla sua compatriota assassinata: «La sua capacità d'influire sulla vita politica del Paese era insignificante »?
Cosa fare? Prima di tutto, una commissione d'inchiesta internazionale. Poi, non lasciare più in pace il presidente russo; non concedergli alcuna tregua, finché non sarà fatta piena luce sulla tragedia; fare in modo che non vi sia vertice, non vi sia visita di Stato né conferenza stampa comune con uno qualsiasi dei suoi colleghi senza che gli sia posta la domanda, continuamente, instancabilmente: «Allora? A che punto siamo? Cosa ha di nuovo da dirci sui mandanti di quel crimine?». Anna Politkovskaya era la coscienza della Russia. Deve diventare la cattiva coscienza del suo presidente, lo spettro che lo assilli, il suo rimorso. Ancora, raccomando di non esagerare negli omaggi d'ogni genere di cui si continua a gratificare il padrone del Cremlino: un giorno, è l'Accademia francese a riceverlo, come se fosse un'autorità letteraria e morale; un altro, sono gli ex, i futuri e gli attuali ministri degli Esteri che fanno a gara di adulazione per esaltare il suo nobile contributo alla causa della democrazia; e un altro giorno, appena due settimane prima dell'omicidio, è stato lo stesso presidente francese a consegnargli le insegne di Gran Croce della Legion d'onore, il massimo grado dell'Ordine più elevato della meritocrazia repubblicana.
Poiché la sorte di questa donna abbattuta come un cane, di una donna che era, appunto, l'onore della Russia, è un atto chiaramente contrario all'onore e poiché pesanti indizi, se non di colpevolezza, perlomeno di complicità pesano sul padrone del Paese, una misura di «sospensione provvisoria», tipo quella che Chirac ha pronunciato qualche anno fa nei confronti del generale torturatore Aussaresses, mi sembra imporsi. Altrimenti, la promozione di quest' uomoal rango più elevato dell'Istituzione di cui il presidente è il Grand Maître rimarrà come uno sputo in faccia ad Anna Politkovskaya e a tutti noi".


direttore [ 14 Novembre 2006, 11:34 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Questo articolo è del giornale Moskovskie novisti e si riferisce ai giochi politici per il controllo sui media. Il pezzo tratto dall'archivio del giornale è datato giugno 2005 e anche se è trascorso più di un anno credo che il servizio possa dare qualche spunto di riflessione :


"Giugno è stato un periodo di tempesta per la stampa russa. Hanno cambiato proprietà due note testate, le riviste Ogonek e Kompanija, ma il fatto più importante è stato la vendita del quotidiano Izvestija, ceduto dall'oligarca Vladimir Potanin al colosso petrolifero Gazprom, controllato dallo stato.

Secondo alcuni esperti, con questo acquisto il regime di Putin ha portato avanti il suo tentativo di avere il pieno controllo della carta stampata del paese. Ma non è detto che ci riesca. Sempre a giugno, infatti, l'oligarca Boris Berezovskij ha annunciato una ristrutturazione manageriale del gruppo editoriale Kommersant, che pubblica l'omonimo quotidiano, i settimanali Vlast e Dengi e altre testate. I nuovi dirigenti vengono tutti da aziende di oligarchi contrari a Putin e questo sembra indicare la definitiva trasformazione di Kommersant in organo ufficioso degli oligarchi di opposizione.

È stata infine annunciata la vendita di un altro quotidiano noto per le sue critiche a Putin, la Nezavisimaja Gazeta. Gli acquirenti sarebbero vicini al partito Unione delle forze di destra (Sps) che, secondo alcuni osservatori, potrebbe rendere più morbida la politica editoriale della testata".


direttore [ 15 Novembre 2006, 13:24 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Servizio ( sintesi) tratto dalla rivista Novaja Gazeta dell'ottobre 2005 :

"Di recente Vladimir Putin si è prestato a uno spettacolo di stampo populistico. Per quasi tre ore il presidente russo ha risposto in diretta alle domande del pubblico dagli schermi della tv di stato. Ovviamente le domande erano state filtrate, per creare un'atmosfera di completa armonia tra Putin e i cittadini russi.

Durante la trasmissione il presidente ha parlato anche del nuovo fondo di stabilizzazione, creato dal governo di Mosca per custodire parte dei ricavi provenienti dalla vendita del petrolio. Il denaro – una cifra notevole, intorno ai 150 miliardi di dollari – è stato investito in titoli di credito statunitensi a basso reddito. La rivista d'opposizione Novaja Gazeta considera una follia tenere inutilizzati questi fondi in un momento in cui l'economia russa ha bisogno di investimenti.

Nonostante le enormi entrate petrolifere degli ultimi anni, la Russia di Putin rimane economicamente un paese del terzo mondo. Ma con una punta di ironia il settimanale constata che forse è meglio che i proventi del petrolio non siano stati investiti nell'economia reale, perché quest'ultima è totalmente in mano agli oligarchi e ai burocrati vicini a Putin. I soldi quindi sarebbero finiti direttamente nelle loro tasche".

Fonte: Novaja Gazeta ( Russia )


direttore [ 16 Novembre 2006, 12:17 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
"Se in termini di libertà di informazione la situazione dei media in Russia non è rosea, le cose non vanno molto meglio per quanto riguarda il comportamento del pubblico. Nel commentare un recente sondaggio, il settimanale moscovita Novoe Vremja constata che "si registra un ritorno massiccio agli atteggiamenti che prevalevano durante il totalitarismo sovietico".

Per il 79 per cento dei russi la maggiore fonte di informazioni rimane la tv statale. Solo il 14 per cento attinge le proprie informazioni principalmente dalla carta stampata. Una percentuale preoccupante di russi (il 22 per cento) ritiene che la principale funzione dei media sia difendere gli interessi della nazione, mentre solo per il 10 per cento i loro compiti più importanti sono condizionare il potere e formare una società civile.

Circa il 60 per cento degli intervistati ritiene che i media abbiano piena libertà di parola, contro un 37 per cento che li considera troppo poco liberi. Una libertà che non pare molto gradita: ben il 28 per cento dei russi ritiene "assolutamente necessaria" una qualche forma di censura, e questa percentuale sale al 75 per cento tra le persone con un grado di istruzione universitario".

Fonte : Novoe Vremja ( Russia )


direttore [ 16 Novembre 2006, 13:20 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
BAGDAD (Iraq) - Un'altra giornalista irachena e' stata uccisa ieri notte a Baquba. Si tratta di Luma Mohammed, corrispondente del quotidiano iracheno Addustur (La costituzione). Poche ore prima a Mosul era stata assassinata una reporter che lavorava per il settimanale al Masaar (Il percorso). E' la terza vittima da lunedi', quando un gruppo di uomini armati avevano ucciso a Mosul Mohammed Mahmoud al Baan, fotoreporter della tv satellitare irachena Al Sharqiyah


Fonte : Corriere della sera ( Italia )


direttore [ 16 Novembre 2006, 18:35 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
L'associazione "Reporters senza frontiere" ha stilato una lista dei " Predatori della libertà di stampa nel mondo". Segnalati una trentina di leader che secondo l'associazione reprimono la libertà di stampa e il diritto di informare dei giornalisti. Ve ne segnalerò due-tre al giorno per farvi un'idea

Cuba

Fidel Castro Presidente del Consiglio di Stato e Primo Ministro


"Ventidue giornalisti che hanno desiderato liberare notizie e informazioni dalla dominazione del governo sono in prigione.
I giornalisti che non sono in prigione sono minacciati costantemente. Il rilascio del giornalista e poeta Raúl Rivero alla fine
del 2004 non è stato accompagnato da alcun cambiamento significativo nella libertà della stampa ".

Fonte: Reporters senza frontiere


direttore [ 16 Novembre 2006, 23:39 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Corea del Nord

Kim Jong-il Segretario Generale del partito dei lavoratori coreano

" L'erede del padre, "il presidente eterno" Kim Il-Song. Kim Jong-Il il " Caro leader" ha ordinato alla polizia segreta il controllo e l'ispezione delle emittenti radiofoniche per evitare che la popolazione possa ottenere notizie dall'estero".


direttore [ 17 Novembre 2006, 11:24 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Cina

Hu Jintao Presidente

" Hu , al potere dall'ottobre del 2003 ha regolato il dipartimento della propaganda del governo sui media e una dozzina di giornalisti e cyber dissidenti sono stati arrestati dalla polizia segreta. Hu (anche capo del partito comunista e dell'esercito) ha ordinato personalmente l'arresto di Zhao Yan del New York Times e del giornalista investigativo Ching Cheong di Hongkong. Ha espresso ammirazione nel 2004 per l'uso a Cuba di un Internet filtrato e sul modo di controllare i giornalisti stranieri".


direttore [ 17 Novembre 2006, 13:07 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Vietnam

Nong Duc Manh Segretario del Partito

"Considera i mass media semplicemente come organi di propaganda. I giornali di governo difendono le virtù del socialismo. Almeno sei cyber-dissidenti ed altri utenti sono in prigione da quest'anno. Il governo ha stretto la presa sui cybercafés nel mese di luglio del 2005".


direttore [ 18 Novembre 2006, 12:50 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Siria

Bashar el-Assad Presidente

"Assad è accusato di essere dietro l'omicidio dell'ex primo ministro libanese Rafik Hariri e di parecchi giornalisti anti-siriani. Continua a controllare rigorosamente tutte le notizie in Siria ed i funzionari del partito censurano in anticipo la stampa. I giornalisti stranieri sono sotto sorveglianza e raramente ottengono l'accreditamento. Internet inoltre è censurato ed il giornalista Massoud Hamid è finito in prigione per avere inviato le foto di una manifestazione popolare in Siria su un sito web straniero".


direttore [ 18 Novembre 2006, 17:37 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Iran

Mahmoud Ahmadinejad Presidente


"Presidente della Repubblica islamica iraniana dal 3 agosto 2005, sostituì immediatamente i riformisti presenti al ministero della Cultura ( che sorveglia la stampa ) con i sostenitori della linea dura. Parecchi ministri attuali sono inoltre responsabili di arresti, torture e uccisioni di giornalisti iraniani nel 1998".


direttore [ 18 Novembre 2006, 17:52 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Pakistan

Pervez Musharraf Presidente


"Ha attacato i media ( che hanno criticato la sua alleanza con gli Stati Uniti) e i giornalisti investigativi che hanno indagato sugli abusi del potere politico. La sua polizia segreta ha rapito parecchi giornalisti ( compresi Rashid Channa a Karachi e Hayatullah Khan nelle zone tribali) per interrogarli".


direttore [ 20 Novembre 2006, 0:13 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
LONDRA - "E' difficile credere che un leader del G8 che si atteggia a democratico possa ordinare qualcosa di simile. Ma la gente deve capire che è un bandito". Non usa giri di parole Boris Berezovski, oligarca russo caduto in disgrazia e dal 2001 esule a Londra, per tirare in ballo Vladimir Putin, responsabile, secondo lui, di un misterioso avvelenamento: quello di Aleksandr Litvinenko, 43 anni, ex colonnello dei servizi segreti russi, che da due settimane lotta fra la vita e la morte in un ospedale della metropoli britannica. E che, prima della cena che gli è stata fatale, aveva cominciato a indagare sull'omicidio di una sua vecchia amica: Anna Politkovskaia, la giornalista uccisa lo scorso ottobre a Mosca a colpi d'arma da fuoco.

Livtinenko è di quelli che ci mettono poco a guadagnarsi il ruolo di "personaggio scomodo". Nel 1998 aveva accusato le autorità russe di avergli ordinato l'assassinio dell'oligarca Berezovski, eminenza grigia del Cremlino nell'era Eltsin. Poi, aveva rinfacciato a Putin di aver orchestrato, nel 1999, una serie di attentati terroristici a Mosca, per poter scatenare di nuovo la guerra in Cecenia. Dopo aver lavorato a lungo ai vertici dell'Fsb, i servizi segreti nati dalle ceneri del Kgb, Livtinenko si era trasferito sei mesi fa in Occidente e, da un mese, era cittadino britannico.

L'ex colonnello si è sentito male un paio d'ore dopo aver pranzato con tale Mario, un "contatto" italiano, da Itsu, un ristorante giapponese nella zona di Piccadilly. Così ha raccontato a un giornalista del Sunday Times che è riuscito a vederlo in ospedale, dove è piantonato dalla polizia: "Io ho ordinato, ma lui non ha mangiato niente, sembrava nervoso. Mi ha consegnato un documento di quattro pagine, voleva che lo leggessi subito. Conteneva una lista di nomi, tra cui alcuni funzionari dell'Fsb, che sarebbero coinvolti nell'omicidio della giornalista. Il documento era una e-mail, non un documento ufficiale, non ho capito perché sia venuto a Londra per darmelo quando avrebbe potuto girarmi l'e-mail".

Qualche ora dopo l'incontro, Livtinenko ha cominciato ad accusare i primi malori. Tre giorni dopo, il ricovero al Barnet Hospital e, poi, al London's University College Hospital. Una serie di esami tossicologici ha indicato all'origine dell'avvelenamento una sostanza micidiale, il tallio. Lui non ha dubbi sul fatto che qualcuno abbia tentato di farlo fuori: "Probabilmente pensavano che morissi entro tre giorni per infarto".

Di tallio, in teoria, ne basta un grammo, per uccidere una persona. Inodore e incolore, in Medioriente è usato come topicida. Gli amici che hanno fatto visita a Litvinenko, riferiscono che "sembra un fantasma": non ha più del 50% di probabilità di sopravvivenza e viene alimentato per endovena. Berezovski è andato a trovarlo venerdì scorso, "è invecchiato di dieci anni", ha detto.

L'avvelenamento risale al primo novembre ma solo ora i media britannici hanno dato risalto alla notizia, rispolverando pure un clamoroso caso, avvenuto a Londra nel 1978, in piena Guerra Fredda, quando il dissidente bulgaro Gergi Markov fu assassinato dai servizi segreti agli ordini dell'Urss con la punta avvelenata di un ombrello.

Scotland Yard dichiara che "agenti della direzione del crimine indagano su un avvelenamento sospetto, non ci sono stati arresti, l'inchiesta continua", e che "Litvinenko ha ricevuto a ottobre un e-mail da una persona conosciuta in Italia, un certo Mario, che si era detto in possesso di "informazioni importanti" sull'omicidio di Anna Politkovskaia e gli ha proposto un incontro a Londra".

Secondo il Mail on Sunday, il Mario in questione si chiama, di cognome, Scaramella, sarebbe "un accademico dell'università di Napoli e consulente della commissione Mitrokhin istituita dal Parlamento italiano per indagare sulle attività del Kgb in Italia durante la Guerra Fredda". Proprio Scaramella avrebbe fatto sì che la commissione Mitrokhin interrogasse Litvinenko, fuggito dalla Russia dopo essere stato messo sotto accusa per alto tradimento. E Berezovski insiste: "E' stato quel bandito di Putin".

Fonte: La Repubblica ( Italia)


direttore [ 20 Novembre 2006, 15:32 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
POLITKOVSKAYA: EX SPIA GRAVE, CREMLINO RESPINGE SOSPETTI

"Sono ancora gravi ma stabili le condizioni di salute di Alexander Litvinenko, l'ex spia russa ricoverata a Londra, mentre il Cremlino definisce "senza senso" la tesi di una regia di Mosca dietro il sospetto avvelenamento dell'ex agente segreto. Quest'ultimo, ha riferito un comunicato dell'Universiyty College Hospital, "non e' in grado di parlare con i giornalisti". "Non vi sono mandati di cattura", in questa fase, ha tenuto a precisare un portavoce della polizia londinese mentre fonti qualificate del Foreign Office hanno fatto sapere che se fosse dimostrato un coinvolgimento di Mosca nell'affaire, cio' "sara' preso molto seriamente" poiche' e' stato compiuto un attentato ai danni di un cittadino straniero "con metodi usati normalmente dai terroristi". L'ex spia era amico personale della giornalista Anna Politkovskaya assassinata il 7 ottobre scorso. E' per questo, hanno affermato amici e collaboratori di Litvinenko, che l'uomo e' stato avvelenato. Tra questi c'e' anche il miliardario russo e nemico di Vladimir Putin, Boris Berezovsky, che alcuni ritengono l'obiettivo trasversale del tentativo di uccidere l'ex agente del KGB. Berezovsky, infatti, potrebbe usare i milioni di rubli di cui dispone per poter orientare la campagna per le presidenziali nel 2008. "Non vi e' necessita' di commentare queste dichiarazioni senza senso", ha tagliato corto il vice portavoce Dmitry Peskov, rispondendo alla Reuters. L' 1 novembre scorso Litvinenko avrebbe ingerito involontariamente una dose estremamente alta di Tallio, una sostanza inodore e insapore altamente tossica, mentre stava pranzando con un suo informatore italiano, Mario Scaramella, tra l'altro informatore della Commissione parlamentare Mitrokhin. L'ex agente russo ha raccontato che quest'ultimo gli aveva promesso documenti scottanti sulla morte della Politkovskaya, per cui gli aveva proposto di incontrarsi in un ristorante giapponese nei pressi di Piccadilly Circus".

Fonte: Repubblica ( Italia)


direttore [ 21 Novembre 2006, 8:03 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
"Il tentato omicidio di Aleksander Litvinenko, ricoverato il 19 novembre a Londra in fin di vita per un avvelenamento da tallio, ha suscitato commenti allarmati e ipotesi di complotto sulla stampa britannica.

L'ex agente del Kgb è diventato suddito di sua Maestà dopo essere stato accusato di alto tradimento in Russia, ed è attualmente coinvolto nelle indagini sull'assassinio di Anna Politkovskaja. Litvinenko si è sentito male dopo aver pranzato in un ristorante giapponese con un informatore italiano che doveva consegnargli documenti riguardanti il caso della giornalista russa.

Secondo il Times, l'indiziato numero uno è il Cremlino: "Litvinenko era una spina nel fianco di Vladimir Putin a causa del suo passato e delle sue critiche. Se quest'ipotesi fosse provata, sarebbe uno dei più gravi abusi mai perpetrati dalla Russia nel Regno Unito".

Per il quotidiano britannico non ci sarebbe da stupirsi: "L'Fsb, l'agenzia di servizi segreti che ha sostituito il Kgb, è ancora convinta che l'Occidente trami contro gli interessi della Russia, ed è impegnata in una caccia spietata ai traditori, specialmente quelli che parlano troppo dai loro rifugi all'estero".

Sempre sul Times, il columnist Robert Skidelsky avanza qualche dubbio: "Decine di oppositori hanno perso la vita o il lavoro da quando Putin è arrivato al potere con l'obiettivo di ristabilire l'autorità dello stato. Ma non dobbiamo fare l'errore di pensare a un potere monolitico. La Russia non ha un governo: ha un principe a capo di una corte lacerata da fazioni rivali. È possibile che questi crimini siano stati ordinati a livelli più bassi della struttura, ma con il nulla osta della alte sfere".

Anche per Mary Dejevsky, che scrive sull'Independent, la faccenda non è così semplice: "L'ipotesi della mano di Putin dietro all'attentato è chiara, ma è da provare. Il Cremlino ultimamente si sta sforzando molto di migliorare la propria immagine, e questi omicidi sono l'ultima cosa di cui ha bisogno. Sia Litvinenko che Politkovskaja avevano molti altri nemici. È possibile che la giornalista sia stata tirata in ballo per via della sua reputazione all'estero e per creare ulteriori problemi a Putin".-

Fonte: Rivista Internazionale ( Italia)


direttore [ 21 Novembre 2006, 8:14 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
"Erano nella lista nera del primo ministro ceceno filorusso, Ramsan Kadyrov, figlio di Akhmad: Politkovskaya la reporter, invisa anche al Cremlino, per le sue ripetute denunce delle violazioni dei diritti umani in Cecenia; Baisarov per il suo rifiuto di sciogliere un reparto speciale ceceno agli ordini dei servizi segreti federali (FSB) e per le sue recenti interviste sui media russi contro il proprio premier. Due delitti che potrebbero avere la stessa matrice, secondo "Novaia Gazieta", proiettando l´ombra di Kadyrov sulla capitale russa, dove per la prima volta la polizia cecena, sia pure sotto l´occhio dei colleghi federali, ha eliminato platealmente un suo bersaglio. A sostenere questa tesi, in particolare, è l´ex sindaco di Grozny Beslan Gantamirov, anch´egli in pessimi rapporti con Kadyrov, ma non con il Cremlino".

Fonte: Emmegipress ( Italia)


direttore [ 21 Novembre 2006, 14:05 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
"Una folla riunita a Mosca mercoledì scorso ha ricordato la giornalista investigativa Anna Politkovskaya alla fine del periodo di 40 giorni di dolore
( tradizione russa). La gente è rimasta in piedi silenziosamente tenendo candele illuminate e i ritratti della reporter, altri hanno trasportato i cartelli con messaggi alle autorità : “chi l' ha uccisa?„ “non potete uccidere la verità.„ Molti fiori sono stati deposti all'esterno del palazzo dove la Politkovskaya è stata assassinata lo scorso 7 ottobre".

Fonte: Russia Today


direttore [ 21 Novembre 2006, 19:30 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Turkmenistan

Separmurad Nyazov Presidente


"Nyazov (conosciuto come il Turkmenbashi - "padre di tutti i turkmeni") controlla tutti i mezzi di comunicazione dai quali è costantemente glorificato. Non esistono media in mano a privati e la libertà di stampa è uguale a zero. Le notizie sono filtrate sistematicamente e i giornalisti che criticano il governo vanno in prigione. Il paese è virtualmente chiuso ai giornalisti stranieri, di cui le richieste per l'accreditamento sono
rifiutate sistematicamente".


direttore [ 22 Novembre 2006, 10:11 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Il tribunale della città di Perm ha deciso di prolungare fino al 23 dicembre 2006 la detenzione di Vladimir Korolev 55 anni fotografo del settimanale economico Permski Obozrevatel. "Reporters senza frontiere denuncia le condizioni di detenzione del fotografo affetto da gravi problemi di salute. Chiediamo la sua messa in libertà", ha dichiarato l'organizzazione di difesa della libertà della stampa. Secondo la Corte di Perm, Vladimir Korolev non è detenuto per
la sua attività giornalistica. Il fotografo afferma che l'obiettivo delle autorità è di gettare discredito su Igor Grinberg ( fondatore del settimanale) e fare scomparire Permski Obozrevatel, uno dei pochi giornali indipendenti nella regione.

Fonte: Reporters senza frontiere


direttore [ 22 Novembre 2006, 10:36 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Bielorussia

Alexander Lukashenko Presidente


"Governa il paese con pugno di ferro e sin dalla sua elezione nel 1994 ha ridotto l'indipendenza dei media. L'impunità è la norma e non si investiga sugli omicidi che coinvolgono giornalisti. I responsabili per la scomparsa del giornalista russo Dmitri Zavadski restano impuniti".


direttore [ 23 Novembre 2006, 13:58 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
LONDRA - Si sono ulteriormente aggravate le condizioni del colonnello Alexander Litvinenko, ex agente dei servizi segreti russi avvelenato a Londra tre settimane fa mentre indagava sull'omicidio di Anna Politkovskaya. I test hanno messo in evidenza che nel suo intestino vi sono tre strani oggetti di materiale denso che l'uomo avrebbe ingerito, secondo quanto riportato dal sito della Bbc. L'ospedale non ha chiarito se i tre corpi estranei siano direttamente legati alla malattia. I raggi X hanno mostrato un oggetto rotondo, probabilmente un involucro, nella parte sinistra dell'addome, un altro simile nel colon e un terzo in un'altra parte dell'intestino.

TALLIO RADIOATTIVO - L'ex spia «versa in uno stato molto grave, e rimane in terapia intensiva», fa sapere un portavoce dell'ospedale londinese University College, dove l'uomo, 41 anni, si trova ricoverato. Litvinenko, strenuo oppositore del presidente russo Putin, aveva raccontato ai medici di essersi sentito male dopo essersi incontrato con due connazionali in un hotel della capitale britannica. Si era ipotizzato che gli fosse stato somministrato di nascosto tallio radioattivo, sostanza altamente tossica e in grado di uccidere con estrema lentezza, intaccando sempre di più le difese immunitarie; l'ipotesi era stata poi stata giudicata «improbabile» dagli specialisti che seguono Litvinenko.

Fonte: Corriere della Sera ( Italia)


direttore [ 23 Novembre 2006, 16:28 ]
Oggetto: Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
Iran

Ali Khamenei Guida Suprema

" L'Iran è la più grande prigione del Medioriente per i giornalisti e la figura di spicco è la Guida Suprema l' Ayatollah Ali Khamenei. Il regime controlla la stampa e oltre una dozzina di pubblicazioni sono state sospese. I giornalisti continuano a essere arbitrariamente arrestati. Khamenei, che accusa la stampa di "favorire il nemico", è stata la persona maggiormente responsabile della violenza contro i giornalisti scatenatasi nella primavera del 2000"

Fonte : Reporters senza frontiere




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