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News - TERREMOTO ABRUZZO



Anonymous [ 07 Aprile 2010, 23:27 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
mah!! io non vorrei fare polemica ..forse tanti hanno le loro ragioni per lamentarsi
pero' mi sembra logisticamente impossibile che a distanza di un anno
una citta' poteva essere ricostruita completamente
si e' dato priorita' a costruire alloggi per togliere la gente dalle tendopoli e mi sembra sia stato fatto speriamo che con il tempo si costruisca anche il centro dell' aquila
ma subito e tutto e' impossibile ..i miracoli non li fa nessuno


Una volta ricostruito il centro storico e ristrutturate le case dicharate parzialmente inagibili o case che con una piccola ristrutturazione sono agibili, che ne saranno delle new town in cui non ci sono scuole, mezzi pubblici, centri ricreativi , bar, supermarket, costate circa 2500 Euro al metro quadro ?
Io penso sia difficile recuperare il centro storico, ma certi palazzi in periferia o case con i soldi spesi per le new town si ristrutturava una bella fetta di città.


Davide Rap [ 07 Aprile 2010, 23:34 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
meno di un anno fa non c'erano neppure le case.... tempo al tempo e arriveranno tutti i servizi... mi sembra normale mmm


Anonymous [ 07 Aprile 2010, 23:41 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Rapisarda ha scritto: [Visualizza Messaggio]
mi sembra che da febbraio tutto sia delegato alle amministrazioni locali (tutte di centro sinistra) la popolazione adesso ha qualcuno finalmente con cui lamentarsi e da cui pretendere immediatamente i lavori e che saprà sicuramente fare meglio di quanto fatto dal governo e dalla protezione civile capitanata da Bertolaso



Il commissario strordinario per la ricostruzione che ha sostituito Bertolaso è Gianni Chiodi (PDL) presidente della regione Abruzzo http://www.palazzochigi.it/GovernoI...civile_decreto/

Visto che il sindaco di l'Aquila è di centro sinistra, non vorrei che si rimpallassero le responsabilità (come accade spesso in Italia) nel caso ci fossero dei problemi riguardo alla ricostruzione.


Davide Rap [ 07 Aprile 2010, 23:55 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
da inizio febbraio è tutto in mano alla regione


icipo76 [ 08 Aprile 2010, 8:18 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
morello ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
mah!! io non vorrei fare polemica ..forse tanti hanno le loro ragioni per lamentarsi
pero' mi sembra logisticamente impossibile che a distanza di un anno
una citta' poteva essere ricostruita completamente
si e' dato priorita' a costruire alloggi per togliere la gente dalle tendopoli e mi sembra sia stato fatto speriamo che con il tempo si costruisca anche il centro dell' aquila
ma subito e tutto e' impossibile ..i miracoli non li fa nessuno


Una volta ricostruito il centro storico e ristrutturate le case dicharate parzialmente inagibili o case che con una piccola ristrutturazione sono agibili, che ne saranno delle new town in cui non ci sono scuole, mezzi pubblici, centri ricreativi , bar, supermarket, costate circa 2500 Euro al metro quadro ?
Io penso sia difficile recuperare il centro storico, ma certi palazzi in periferia o case con i soldi spesi per le new town si ristrutturava una bella fetta di città.


alla prima domanda non ti so rispondere
ma di alloggi c'e' sempre bisogno
forse verranno gestite dal comune e date come
case popolari a famiglie bisognose
questo non lo so
ma le ultime 2 righe che hai scritto non hanno senso
perche se invece di costruire questa new town avessero
ricostruito parzialmente il centro storico come dici tu
a quest'ora ci sarebbe ancora gente in tenda nell'area di rigore
di un campo da calcio

anche se queste case di periferia sono inutili hanno permesso
alla gente di passare l' inverno al caldo


invernorosso [ 08 Aprile 2010, 11:38 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Un collega abruzzese mi diceva che ricostruire il centro storico è un gran casino: case antiche che si reggevano una con l'altra, ora vale la stessa cosa conle macerie... togli un cumulo e si crepa la casa vicino che magari sembrava sana.
Certo questo non giustifica i ritardi nel ricostruire almeno la parte istituzionale e per certi versi simbolica della città. Ora non sto' a dire è competenza di quello che è di sinista o di quello che è di destra, sono polemiche che in questo caso non giovano a nulla e del tutto fuori luogo, certo che un evento del genere deve avere il supporto di tutta la catena istituzionale.
Cmq c'è poco da fare il terremoto ha cambiato la faccia dell'Aquila e degli altri centri vicini per sempre, peccato perche' ci sono stato un paio di volte ed era molto carina, spero che lo sara anche nel futuro.


icipo76 [ 08 Aprile 2010, 12:40 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
quoto quello che dice inverno

inoltre auguri mi sembra che quella torta significa che e' il tuo compleanno


invernorosso [ 08 Aprile 2010, 13:08 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
quoto quello che dice inverno

inoltre auguri mi sembra che quella torta significa che e' il tuo compleanno


No è il forum che ti calcola il colesterolo... ce l'ho un po' altino!
Grazie per gli auguri!


Davide Rap [ 08 Aprile 2010, 13:29 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
auguri anche da parte mia


Losagen [ 08 Aprile 2010, 14:17 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
E' solo questione di volontà e di impegno. In un anno poteva essere fatta buona parte della ricostruzione del centro storico, che non è amplissimo e non ridotto in poltiglia.
Esempio: Dresda, ridotta in briciole dai bombardamenti e dal fuoco nel febbraio 1945 e ricostruita, raccogliendo i pezzettini e rimpolpando.
prima
364025654_46f616dd00_b
dopo
zwinger2
Il discorso è semplicemente un intruglio di burocrazia, di interesse politico ed economico e le solite promesse delle gole profonde.


Anonymous [ 12 Aprile 2010, 1:38 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Losagen ha scritto: [Visualizza Messaggio]
E' solo questione di volontà e di impegno. In un anno poteva essere fatta buona parte della ricostruzione del centro storico, che non è amplissimo e non ridotto in poltiglia.
Esempio: Dresda, ridotta in briciole dai bombardamenti e dal fuoco nel febbraio 1945 e ricostruita, raccogliendo i pezzettini e rimpolpando.
prima
364025654_46f616dd00_b
dopo
zwinger2
Il discorso è semplicemente un intruglio di burocrazia, di interesse politico ed economico e le solite promesse delle gole profonde.


Stessa cosa è stata fatta il umbria, dove la città come Assisi, ed altri centri abitati di interesse storico, furono danneggiate e Poi ricostruite tali e quali, senza new town.


Anonymous [ 12 Aprile 2010, 1:46 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
morello ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
mah!! io non vorrei fare polemica ..forse tanti hanno le loro ragioni per lamentarsi
pero' mi sembra logisticamente impossibile che a distanza di un anno
una citta' poteva essere ricostruita completamente
si e' dato priorita' a costruire alloggi per togliere la gente dalle tendopoli e mi sembra sia stato fatto speriamo che con il tempo si costruisca anche il centro dell' aquila
ma subito e tutto e' impossibile ..i miracoli non li fa nessuno


Una volta ricostruito il centro storico e ristrutturate le case dicharate parzialmente inagibili o case che con una piccola ristrutturazione sono agibili, che ne saranno delle new town in cui non ci sono scuole, mezzi pubblici, centri ricreativi , bar, supermarket, costate circa 2500 Euro al metro quadro ?
Io penso sia difficile recuperare il centro storico, ma certi palazzi in periferia o case con i soldi spesi per le new town si ristrutturava una bella fetta di città.


alla prima domanda non ti so rispondere
ma di alloggi c'e' sempre bisogno
forse verranno gestite dal comune e date come
case popolari a famiglie bisognose
questo non lo so
ma le ultime 2 righe che hai scritto non hanno senso
perche se invece di costruire questa new town avessero
ricostruito parzialmente il centro storico come dici tu
a quest'ora ci sarebbe ancora gente in tenda nell'area di rigore
di un campo da calcio

anche se queste case di periferia sono inutili hanno permesso
alla gente di passare l' inverno al caldo


Io penso che molte case sopratutto di periferia ed alcune in centro storico con qualche lavoretto di manutenzione venivano recuperate e rese agibili (vedendo i filmati) Poi esistono moduli abitativi o casette in legno con dimensioni di circa 50 m/60 metri quadri, come gli appartamenti delle new town (che non sono baraccopoli) che potevano ospitare gli sfollati in cui le abitazione erano molteo compromesse.
Inoltre per quelli in cui le abitazioni sono crollate o con gravi danni giosto vengano costruite nuove case o quartieri, ma non sparpagliati per 20 km e senza servizi fondamentali, scuole, farmacie, asili ecc ecc.
Inoltre tra le prime cose da fare è far ripartire l'economia come le aperture dei negozi (dove è possibile) bar , ristoranti industrie ecc ecc. Cosa che non è stata fatta.


icipo76 [ 12 Aprile 2010, 8:23 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
morello ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
morello ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
mah!! io non vorrei fare polemica ..forse tanti hanno le loro ragioni per lamentarsi
pero' mi sembra logisticamente impossibile che a distanza di un anno
una citta' poteva essere ricostruita completamente
si e' dato priorita' a costruire alloggi per togliere la gente dalle tendopoli e mi sembra sia stato fatto speriamo che con il tempo si costruisca anche il centro dell' aquila
ma subito e tutto e' impossibile ..i miracoli non li fa nessuno


Una volta ricostruito il centro storico e ristrutturate le case dicharate parzialmente inagibili o case che con una piccola ristrutturazione sono agibili, che ne saranno delle new town in cui non ci sono scuole, mezzi pubblici, centri ricreativi , bar, supermarket, costate circa 2500 Euro al metro quadro ?
Io penso sia difficile recuperare il centro storico, ma certi palazzi in periferia o case con i soldi spesi per le new town si ristrutturava una bella fetta di città.


alla prima domanda non ti so rispondere
ma di alloggi c'e' sempre bisogno
forse verranno gestite dal comune e date come
case popolari a famiglie bisognose
questo non lo so
ma le ultime 2 righe che hai scritto non hanno senso
perche se invece di costruire questa new town avessero
ricostruito parzialmente il centro storico come dici tu
a quest'ora ci sarebbe ancora gente in tenda nell'area di rigore
di un campo da calcio

anche se queste case di periferia sono inutili hanno permesso
alla gente di passare l' inverno al caldo


Io penso che molte case sopratutto di periferia ed alcune in centro storico con qualche lavoretto di manutenzione venivano recuperate e rese agibili (vedendo i filmati) Poi esistono moduli abitativi o casette in legno con dimensioni di circa 50 m/60 metri quadri, come gli appartamenti delle new town (che non sono baraccopoli) che potevano ospitare gli sfollati in cui le abitazione erano molteo compromesse.
Inoltre per quelli in cui le abitazioni sono crollate o con gravi danni giosto vengano costruite nuove case o quartieri, ma non sparpagliati per 20 km e senza servizi fondamentali, scuole, farmacie, asili ecc ecc.
Inoltre tra le prime cose da fare è far ripartire l'economia come le aperture dei negozi (dove è possibile) bar , ristoranti industrie ecc ecc. Cosa che non è stata fatta.


rispetto le tue opinioni ma non le condivido
a me sembra che qua si parla come quando gioca la nazionale di calcio
siamo tutti allenatori
io non sono ne un architetto ne un esperto di urbanistica e nemmeno
sono mai stato all' aquila per rendermi conto di cosa e' stato fatto.
ritengo solo che non ci sia stato menefreghismo e alle persone sono stati
forniti alloggi nessuno e' rimasto a dormire all' aperto
poi col tempo si ricostruira' anche il centro


in umbria e' stato fatto ma non mi sembra in un solo anno
e qui in abruzzo e' appena trascorso un anno


Anonymous [ 14 Aprile 2010, 1:20 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]

rispetto le tue opinioni ma non le condivido
a me sembra che qua si parla come quando gioca la nazionale di calcio
siamo tutti allenatori
io non sono ne un architetto ne un esperto di urbanistica e nemmeno
sono mai stato all' aquila per rendermi conto di cosa e' stato fatto.
ritengo solo che non ci sia stato menefreghismo e alle persone sono stati
forniti alloggi nessuno e' rimasto a dormire all' aperto
poi col tempo si ricostruira' anche il centro


in umbria e' stato fatto ma non mi sembra in un solo anno
e qui in abruzzo e' appena trascorso un anno


Ma in Umbria a differenza che in abbruzzo si è iniziato a ristrutturare e ricostruire quasi subito dopo il sisma.


Anonymous [ 14 Aprile 2010, 1:22 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
L'Aquila, meno zona rossa in centro storico


Aumenta l’area che si potrà percorrere a piedi, ecco tutte le strade riaperte. Lombardi: le proprietà danneggiate, che siano pubbliche o private vanno considerate allo stesso modo


L’AQUILA. La zona rossa del centro storico dell’A quila si riduce ulteriormente, dopo un nuovo intervento di riperimetrazione disposto dal sindaco Massimo Cialente. L’annuncio arriva a margine della seduta del consiglio comunale, ospitata ancora una volta nella sede dei laboratori del Gran Sasso. Tra le decisioni assunte dal primo cittadino, quella riguardante il reinserimento nell’area percorribile che circoscrive il supermercato Standa. I provvedimenti - consultabili sul sito Internet del Comune dell’A quila - sottraggono alla zona rossa vico di Picenze, (dal numero civico 28 al 24), in corrispondenza con l’intersezione di via Tione) e via Celestino V, a ridosso del complesso, ora inagibile, della vecchia mensa dei poveri. Riaperta anche parte di via Cesare Battisti. Modifiche disposte anche nei pressi di piazza del Teatro, con l’apertura parziale di via Sinizzo, fino al numero civico 9. Le disposizioni rappresentano un passo in avanti, verso il ripristino della viabilità dell’ultimo tratto di corso Vittorio Emanuele.

LINEE GUIDA E proprio sulla ricostruzione del centro storico dell’Aquila, ma anche di quelli delle varie frazioni, il Consiglio vuole giocare la sua partita più importante. Un dibattito che nasce dalla proposta di deliberazione dela V Commissione consiliare «Garanzia e controllo», su criteri, indirizzi e linee generali per gli interventi di ricostruzione e restauro dei centri, la cui votazione è stata rinviata alla prossima seduta. «Il centro storico dell’Aquila, così come gli altri centri delle frazioni costituiscono la nostra priorità di intervento», ha detto il consigliere comunale, Enzo Lombardi (Forza Italia), presidente della commissione. «Devono essere considerati integralmente, in quanto beni di interesse generale per il nostro Paese. In tal senso», ha aggiunto, «tutte le proprietà che ricadono nel centro storico, siano esse pubbliche, siano esse private devono essere trattate allo stesso modo, perché nella ricostruzione non si deve tralasciare nessun elemento». Lombardi ha ribadito che «la copertura finanziaria di tutti gli interventi spetta allo Stato e che i fondi devono essere gestiti dal Comune, insieme alla Regione». Di qui, la necessità di rinnovare il dialogo tra il consiglio e la Struttura tecnica di missione.


Importante è anche definire le priorità di intervento, anche perché la questione degli aggregati e dei consorzi è estremamente complessa, «specie quando non c’è certezza sulle risorse delle seconde case». Quelle stesse risorse a cui ha fatto appello l’a ssessore Pietro Di Stefano. «Appare chiaro», ha spiegato, «in quanto riconosciuto da tutti, che le risorse non sono sufficienti, specie se si tira in ballo la questione seconde case». C’è ancora incertezza circa il cronoprogramma delle provviste finanziarie, anche in relazione a quelli che sono i tempi per la ricostruzione e si tira in ballo la convenzione per il finanziamento agevolato, da parte dei vari istituti bancari, con l’e liminazione dell’iscrizione ipotecaria. Ma la questione è anche metodologica.

«La nostra esigenza fondamentale», ha spiegato il presidente del consiglio, Carlo Benedetti, «è quella di semplificare le linee guida per consentire una ripresa dell’a ttività edilizia e commerciale del centro. La nostra vita è adesso», ha aggiunto, «non fra dieci anni». Interventi critici sono arrivati dai consiglieri Vito Albano (Pd) e Enrico Perilli (Prc), il quale ha ritenuto «inutile una discussione di voto su un documento che è stato già bollato dall’architetto Gaetano Fontana, come “ pura economia familiare”». È intervenuto anche Roberto Tinari (Rialzati L’Aquila), per scandire i tempi. Il protrarsi del dibattito ha portato l’assise a rinviare il voto.

SEDE Resta aperta la questione della sede. «Abbiamo grandi difficoltà a fare svolgere le nostre sedute del consiglio all’A quila», ha spiegato Benedetti, «in quanto non esistono al momento strutture disponibili che possano garantire gli standard di sicurezza richiesti. D’altra parte non abbiamo neanche facoltà di utilizzare l’aula del consiglio regionale perché, dopo l’o ccupazione della struttura da parte dei commercianti di piazza Duomo, i consiglieri regionali ci hanno lasciato intendere che quest’aula non è più a nostra disposizione». Alcuni cittadini hanno però proposto la possibilità di fare ospitare il consiglio nelle aule multimediali dei plessi scolastici cittadini disponibili. «Da parte nostra stiamo facendo tutto il possibile», ha replicato Benedetti, «per tornare a fare le sedute in città, in quanto non è neanche praticabile la possibilità di continuare a svolgere sedute nelle sedi dell’auditorium Carispaq e dell’Ance perché queste organizzazioni hanno una vivace attività istituzionale».

AFM È stata invece approvata la mozione a firma dei consiglieri Giuseppe Bernardi (Sinistra democratica), Emanuele Imprudente (Mpa) oltre ad Albano, sull’Azienda farmaceutica municipale (Afm), relativamente, in particolare, alla dismissione del deposito dei farmaci. Attraverso il documento il consiglio impegna il sindaco Cialente e la giunta a verificare la legittimità e l’opportunità del provvedimento di chiusura del magazzino, avviato dal consiglio di amministrazione dell’ex-municipalizzata e a sospenderlo in via cautelativa.


Anonymous [ 14 Aprile 2010, 1:25 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Sfollati via dalla caserma, si tratta


L’assessore Masciocco: nessuna deportazione, i cittadini devono restare. La Finanza sfratta uffici e ospiti Tutti fuori entro giugno in vista della ripresa dei corsi per gli allievi

L’AQUILA. «Mi batterò perché gli sfollati non vengano costretti ad abbandonare la caserma della Finanza senza avere un’alternativa in città». Lo assicura l’assessore comunale all’assistenza della popolazione e alle politiche abitative Giustino Masciocco. «Non possiamo traumatizzare nuovamente gli ospiti della caserma che hanno già subìto la perdita della propria abitazione».

La risposta dell’assessore arriva all’indomani della decisione della Guardia di Finanza di riprendersi gran parte degli spazi finora concessi all’interno della scuola di Coppito, dove sono ospitati ancora molti uffici pubblici oltre agli sfollati. Con una lettera, infatti, sono stati invitati in forma ufficiale gli enti locali e gli altri uffici pubblici a lasciare, entro il 30 giugno, le aree occupate. Una decisione legata soprattutto alla riapertura, fin dal prossimo autunno, dei corsi per gli allievi marescialli e alla ripresa dell’attività istituzionale di quella che è pur sempre una caserma. Il provvedimento, tuttavia, non è piaciuto agli oltre 600 senza casa ospitati nella struttura, che potrebbero rimanere ancora una volta senza un tetto nel capoluogo.

«Quest’ipotesi non è neanche da prendere in considerazione», afferma con decisione l’assessore Masciocco. «Non possiamo deportare un’altra volta questa gente sulla costa. Al momento, infatti, non ci sono posti sufficienti a risolvere la situazione negli hotel dell’Aquila e del suo circondario. Una decisione del genere andrebbe contro la politica intrapresa per evitare l’esodo dalla città. Non vogliamo perdere altri concittadini». Per risolvere il problema, il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi e il vice Massimo Cialente sono già in contatto con i vertici della Guardia di Finanza. «Possiamo ipotizzare un’uscita morbida e graduale dalla struttura, non una deportazione», continua Masciocco. «D’altra parte, nei prossimi mesi, dovranno terminare i lavori delle case classificate B e C, la cosiddetta ricostruzione leggera, e molti, anche tra gli ospiti della caserma, potranno rientrare nelle proprie abitazioni.


L’amministrazione comunale ha già liberato diversi spazi all’i nterno della struttura di Coppito e presto ne libererà altri. Spero, perciò, che sarà possibile rendere compatibili le attività della scuola con le esigenze degli sfollati, adoperando le aree disponibili». Nei periodi di maggiore difficoltà, infatti, la scuola di Coppito è arrivata a ospitare anche 1350 terremotati. «Adesso sono meno della metà e non possiamo dire che l’emergenza sia finita», continua Masciocco. «Per questo, mi appello alla sensibilità di chi deve prendere queste decisioni e, in particolare, ai vertici della Guardia di Finanza che hanno sempre collaborato con noi».


Insomma, l’assessore promette il massimo impegno sul fronte del pressing istituzionale, «anche se», aggiunge, «non posso ancora dare certezze. Penso, tuttavia, che il buonsenso prevarrà sul resto e, personalmente, farò tutto il possibile per scongiurare l’ipotesi di un trasferimento degli ospiti di Coppito in strutture che non siano all’interno della città». (fonte: Il centro)


icipo76 [ 14 Aprile 2010, 8:32 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
morello ha scritto: [Visualizza Messaggio]
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]

rispetto le tue opinioni ma non le condivido
a me sembra che qua si parla come quando gioca la nazionale di calcio
siamo tutti allenatori
io non sono ne un architetto ne un esperto di urbanistica e nemmeno
sono mai stato all' aquila per rendermi conto di cosa e' stato fatto.
ritengo solo che non ci sia stato menefreghismo e alle persone sono stati
forniti alloggi nessuno e' rimasto a dormire all' aperto
poi col tempo si ricostruira' anche il centro


in umbria e' stato fatto ma non mi sembra in un solo anno
e qui in abruzzo e' appena trascorso un anno


Ma in Umbria a differenza che in abbruzzo si è iniziato a ristrutturare e ricostruire quasi subito dopo il sisma.


si pero' molta gente e' rimasta a vivere nei container per 2 anni
c'era gente senza casa ma le chiese erano restaurate

ritengo che sia imposibile costruire simultaneamente ogni edificio
avranno fatto una scaletta
priorita' fu' togliere la gente dalle tende prima di natale
speriamo che adesso pero' non si addormentino sui lavori e ricostruiscano tutto


Speck [ 14 Aprile 2010, 9:12 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
lcipo76 ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Ma in Umbria a differenza che in abbruzzo si è iniziato a ristrutturare e ricostruire quasi subito dopo il sisma.

[/quote]

il problema è solo uno.
dove c'è il magna magna tutti incassano, stanno zitti e poi si lamentano.
dove invece, ma sarebbe meglio dire, quando nelle rare occasioni lo stato si da da fare, tutti godono e poi si lamentano e tutti hanno da dire.

purtroppo con morello, molte volte è come parlare con i muri. ti rimbalza....pure di gomma è!!
in friuli ci sono voluti 10 anni per terminare i lavori. la gente ha vissuto anni nelle tende. nessuno è andato a ricostruire, ma si sono rimboccati le maniche ed hanno ricostruito! prima le case meno danneggiate, poi quelle mediamente danneggiate, infine quelle ultra danneggiate, dopo di che hanno iniziato con i centri storici e per ultimis le chiese i campanili. forse è una regione che non c'entra niente con l'italia? mi pare di no...sono solo semplicemente grandi lavoratori. 'è anche da dire una cosa...furono colpiti tanti paesini per cui tutti si conosco e una mana aiuta l'altra.
mi pare che in friuli ci furono pure migliaia di morti e quasi tutto fu raso al suolo... forse è questa la differenza che dirà morello...però strano...se si contano il numero di abitanti che furono investiti dal terremoto forse saranno inferiori o uguali a quelli dell'aquila e dintorni, non lo so... il computer lo uso per altre cose per cui se tanto mi da tanto....penso che i risultati sinora ottenuti sono abbastanza buoni...non trovi morello???
peccato che hanno fatto la cosa più giusta: a volte e molto spesso si fa più in fretta a partire da zero che mettere le pezze.
morello parla di casette in legno....peccato che ci vuole tanto terreno per mettere tante casette....ma si dimentica degli alberi che vanno tagliati per crearle...magari è pure verde come quel deficente che un giorno mi "disse spegni la moto che inquini, intanto il cafone con tanto di stemmino "no al nucleare" viaggiava in land azionata con motore diesel che emetteva uina fumaglia nera ogni volta che accellerava, come forse che la gente non voleva vendere o ridare i terreni ai comuni...peccato!! anche questo lo doveva mettere nel calderone, per cui le casette in legno vanno a farsi benedire.


Anonymous [ 09 Luglio 2010, 22:09 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Manganellate ai terremotati


Migliaia di aquilani protestano davanti ai Palazzi romani, la polizia carica


ROMA. Doveva essere una manifestazione pacifica con migliaia di aquilani nella capitale per chiedere agevolazioni fiscali e fondi per la ricostruzione. Invece si è trasformata in una specie di guerriglia con tanto di manganellate ai manifestanti per impedire che raggiungessero il Parlamento. Anche il sindaco Cialente e il deputato Lolli sono stati colpiti. In tutto tre feriti e alcuni contusi. Il corteo. Il blocco è avvenuto all'imbocco di via del Corso dove le forze di polizia hanno impedito agli aquilani di entrare. Le tasse. Un emendamento figlio di un accordo tra Letta e Tremonti allunga a 10 anni i termini per la restituzione delle tasse.


YouTube Link


invernorosso [ 10 Luglio 2010, 7:26 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Spero che sia solo l'inizio.


Anonymous [ 03 Agosto 2010, 22:15 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Tangenti post-terremoto, quattro arresti tra politici e imprenditori


Tra questi l'ex assessore regionale Stati (Dc e Forza Italia) e l'ex deputato Angeloni (Forza Italia)

L'AQUILA - Quattro persone, politici e imprenditori, sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, riguardante presunte tangenti nella ricostruzione post-terremoto. Il procuratore parla di «favori e utilità ricevuti per aver compiuto attività contrari ai compiti e ai doveri connessi alla funzione pubblica ricoperta». Secondo l'accusa «il quadro probatorio è incontestabile, considerato che vi sono prove evidenti dei doni e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale e alle persone a lei vicine al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma 2009. Le indagini sono in corso e allo stato degli atti non sono indagati altri soggetti con incarichi rilevanti nell'ambito regionale e della Protezione civile nazionale».

ARRESTATI - Gli arrestati sono: Ezio Stati, per anni tesoriere della Dc abruzzese, arrestato negli anni Novanta e condannato in via definita per finanziamento illecito ai partiti. Indagata ma non arrestata sua figlia Daniela, assessore della Regione Abruzzo, che ha rimesso le deleghe su protezione civile, ambiente e rifiuti. Su di lei pende un provvedimento interdittivo dai pubblici uffici. Arrestati anche Vincenzo Angeloni, ex deputato di Forza Italia, Marco Buzzelli (compagno di Daniela Stati) e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica, già direttore di Telespazio. Nei mesi successivi al terremoto, Daniela Stati propose di istituire ad Avezzano un Centro nazionale di Protezione civile nell'area dell'interporto dove già si era insediato il centro logistico per l'emergenza terremoto. Di questo progetto, che provocò polemiche, è in corso la valutazione.

0l6ggh0c-180x140 Manifestazione di terremotati all'Aquila


Anonymous [ 03 Agosto 2010, 22:19 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Terremoto, gli hotel mandano via gli sfollati «La Regione non paga, rischio il fallimento»


La denuncia di un albergatore di Alba Adriatica, sulla costa teramana: «Quando l'emergenza era gestita dalla Protezione civile abbiamo ricevuto i primi pagamenti. Ora che è tutto in mano alla Regione, non vediamo più un euro». Così l'operatore ha accumulato debiti per 500 mila euro e entro giovedì vuole che i terremotati liberino le stanze. Il suo caso non è l'unico e il governatore Gianni Chiodi ammette: i soldi per l'emergenza sono finiti venerdì vertice con Tremonti e protezione civile. «Da un mese e mezzo segnalo il problema», ha commentato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente

ALBA ADRIATICA. Gli ultimi ospiti provenienti dall'Aquilano dovranno riconsegnare le camere entro fine settimana. E' l'estrema conseguenza cui è giunto un albergatore di Alba Adriatica finito quasi sul lastrico a causa dei ritardi nel rimborso delle spese per l'accoglienza degli aquilani sfollati a causa del terremoto del 6 aprile 2009.

«Siamo allo stremo delle forze», si lamenta il titolare dell'hotel che parla a nome di tutti i suoi colleghi che dal 6 aprile del 2009 hanno messo a disposizione le loro strutture per le vittime del terremoto.

LEGGI Chiodi ammette: "Finiti i fondi per l'emergenza sisma" - Aquilani sfrattati dagli alberghi, il caso in Parlamento - I numeri: in 22.563 su 55.870 hanno un alloggio
Sono 130 le strutture ricettive del Teramano coinvolte nell'emergenza e tutt'ora, secondo i dati aggiornati al 13 luglio sul sito internet del commissario per la ricostruzione, in provincia di Teramo sono ospitati 792 aquilani rimasti senza casa. Il contratto sottoscritto più di un anno fa dagli albergatori teramani prevede il rimborso di un primo acconto delle spese al momento della presentazione della fattura e il saldo entro i 60 giorni successivi.
«Ma questo non è mai avvenuto», sottolinea il titolare dell'hotel di Alba. «Fino a quando c'è stata la Protezione civile a gestire l'emergenza abbiamo ricevuto pagamenti posticipati, ma con regolarità».
Dal 1º gennaio la competenza dei rimborsi è passata alla Regione e i bonifici bancari inviati sono diventati rarissimi. «Ne abbiamo ricevuti un paio, mentre prima ne arrivava circa uno al mese», spiega ancora l'albergatore. «A queste condizioni non posso più ospitare nessuno. Rischio il fallimento».
L'ultimo bonifico l'albergatore albense l'ha ricevuto a metà giugno, ed era riferito al saldo delle spese di agosto 2009. Praticamente quasi un anno di attesa. «Nel momento di massima emergenza abbiamo ospitato più di cento aquilani, tenendo occupate tutte le camere disponibili», afferma il titolare dell'hotel. «Dalla Regione dobbiamo ancora ricevere 600mila euro solo per l'albergo».
Per far fronte alle spese correnti (stipendi, acqua, luce, gas, lavanderia, alimenti, pulizia, telefono) l'albergatore ha chiesto prestiti in banca, accumulando uno scoperto di mezzo milione di euro. Cifre da fallimento che però non smuovono la Regione. «Non c'è un referente con cui parlare e da cui avere risposte precise», fa notare il proprietario dell'hotel «l'unica cosa che mi hanno detto quando ho telefonato è che l'ente non ha soldi per i rimborsi e che facciamo bene a mandare via gli sfollati».
La protesta investe anche aspetti legati alla comunicazione dei risultati raggiunti nella gestione dell'emergenza. «Non mi va che la Regione si prenda meriti che non ha», insiste il titolare dell'hotel. «Siamo stati noi operatori turistici a farci carico dell'ospitalità fornita alle vittime del terremoto».
Quello dell'albergatore di Alba Adriatica non è un caso isolato. «Tutti i propietari di strutture ricettive della costa si trovano nelle nostre stesse condizioni», tiene a precisare «e non hanno altra scelta possibilità che cacciare gli aquilani per recuperare qualche soldo con i turisti».
Nell'hotel di Alba ne sono rimasti soltanto quattro o cinque, per lo più anziani. «Questa mattina gli abbiamo comunicato che entro giovedì prossimo devono liberare le camere», spiega l'albergore, «non abbiamo più risorse e a queste condizioni non possiamo più tenerli».
Gli sfollati dell'aquilano che dovranno lasciare l'albergo di Alba faranno fatica a trovare una sistemazione alternativa sulla costa. «Non credo che verranno ospitati in un altro hotel», conclude l'albergatore. «Ora l'obbligo di trovare una soluzione non è nostro ma dello Stato».

Fonte: Link


Anonymous [ 05 Aprile 2011, 22:32 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
L'Aquila, due anni dopo il terremoto


L'Aquila ricorda la tragedia del 6 aprile 2009 e le 309 vittime del sisma. In città convegni, mostre, proiezioni e dibattiti. Un crescendo con due momenti clou: la fiaccolata silenziosa che attraverserà le vie del centro sino alle 3,32, ora della scossa che ha distrutto L'Aquila, e domani mattina la messa alla basilica di Santa Maria di Collemaggio a cui parteciperà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


invernorosso [ 06 Aprile 2011, 10:50 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Sono passati 2 anni, ma notizie sulla situazione degli sfollati, del progetto C.A.S.E., sulla ricostruzione nisba.
Le news postate da Morello non promettono nulla di buono.


Anonymous [ 25 Gennaio 2012, 0:30 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Terremoto: Bertolaso indagato per omicidio colposo


L'ex capo della Protezione Civile è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica dell'Aquila


L'AQUILA - L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica dell'Aquila con l'accusa di omicidio colposo: a suo carico è stata aperta un'inchiesta parallela a quella che ha portato al processo alla Commissione Grandi rischi.


Anonymous [ 25 Gennaio 2012, 0:36 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
ASSEMBLEA CITTADINA: NECESSARIA NUOVA MANIFESTAZIONE


L’Aquila, 21 gennaio 2012 – L’Assemblea cittadina dell’Aquila tornerà a riunirsi domenica, 22 gennaio, alle ore 10,30, nel Tendone di Piazza Duomo.
Negli incontri che si stanno tenendo, molto partecipati, emerge la necessità di tornare a manifestare per denunciare i ritardi della ricostruzione pesante fuori dai centri storici, ai quali ora si vanno ad aggiungere la mortificante ordinanza per la ricostruzione del centro storico della città e dei restanti 56 Comuni del cratere e la devastante direttiva del Vice Commissario Cicchetti, relativa all’assistenza alla popolazione, che altro non farà che amplificare il disagio e le difficoltà dei cittadini terremotati.
E intanto si assiste agli arresti, con accuse gravissime, di alti funzionari che dovrebbero garantire e assicurare la ricostruzione della città. E sono di questi giorni le parole agghiaccianti dell’ex capo della Protezione Civile Bertolaso che prepara lo scenario teatrale e mediatico per quella commissione grandi rischi che si concluse con l’invito, rivolto a tutti i cittadini, di stare tranquilli e di andare a bere un buon bicchiere di vino; e nei giorni del dolore, della disperazione, delle vite interrotte, il sottosegretario Letta e lo stesso Bertolaso tramavano affinché il posto in prima fila di Berlusconi non venisse rubato da altri livelli istituzionali. I funerali delle vittime ridotti anch’essi ad un raccapricciante spettacolo mediatico.

Da questo girone infernale i cittadini hanno deciso di uscire, rivendicando i loro diritti, tutelando la propria dignità.
E’ necessario un fortissimo segnale di dissenso che deve essere dato alle Amministrazioni Locali, al Commissario alla Ricostruzione ed al Governo Centrale, utilizzando tutti gli strumenti democratici garantiti dalla Costituzione italiana: dalla grande manifestazione unitaria di tutta la cittadinanza, alla difesa dei diritti, attraverso un’ azione collettiva che imponga il rispetto delle regole.

Nell’incontro dello scorso mercoledì sono stase avanzate alcune proposte, tra le più significative quella di indire la manifestazione entro la prima metà di febbraio e l’accensione delle luci in tutte le case inagibili, già dal giorno precedente la manifestazione, non solo per illuminare il buco nero che ormai accompagna le vite dei cittadini dalla notte del 6 aprile 2009, ma per rendere visibile la volontà di una rinascita che non può più attendere. (fonte: http://www.6aprile.it)


Anonymous [ 27 Gennaio 2012, 23:06 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
L'Aquila, Monti accelera sulla ricostruzione. Barca incaricato di integrare interventi


A quasi tre anni dal sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese, nel centro storico della città è tutto fermo. Presto un tavolo con Antonio Catricalà. Il sindaco Cialente ha presentato il piano di ricostruzione che prevede una spesa di 5 miliardi

ROMA - Sono passati quasi tre anni dal sisma che il 6 aprile 2009 ha distrutto L'Aquila, ma nel centro storico della città la ricostruzione non è ancora partita. Proprio per accelerare l'inizio degli interventi e integrare le iniziative volte allo sviluppo del capoluogo abruzzese, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha conferito al ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, l'incarico di attivare un tavolo, cui contribuiranno in modo specifico, Antonio Catricalà e le strutture della presidenza del Consiglio, i ministri interessati e la ragioneria generale dello Stato. Lo ha reso noto la presidenza del Consiglio.

E proprio oggi il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha presentato il piano di ricostruzione, strumento tecnico e di programmazione della rinascita del centro storico del capoluogo di regione abruzzese, che prevede oltre 5 miliardi per gli interventi all'Aquila e nelle sue frazioni.

Un documento più volte fonte di polemiche, perché sollecitato dalla struttura commissariale, dal ministero dell'Economia, dalla Protezione civile e anche di recente dal presidente del Consiglio, Mario Monti. In particolare, si tratta di un programma da 3,5 miliardi per L'Aquila e oltre 1,5 per le frazioni. È articolato in quattro grandi sezioni: le linee di indirizzo strategico, lo stralcio per il capoluogo, quello per le frazioni e quello per i progetti strategici futuri. La chiave sono gli interventi "diretti", quelli conformi all'attuale piano regolatore del capoluogo, risalente al 1975 che, per l'amministrazione, potrebbero partire subito, anche se oggi è stato lanciato l'allarme sulla filiera tecnica.

Secondo le tappe enunciate dall'assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano nella conferenza stampa di oggi, già giovedì 2 febbraio il piano sarà al vaglio della seconda commissione consiliare (Territorio); poi sarà presentato brevemente alle dieci circoscrizioni; quindi il passaggio in Consiglio comunale.

Seguiranno le consultazioni previste dal nuovo regolamento sulla partecipazione, con 15 giorni per fare osservazioni dopo la pubblicazione. Un altro passaggio in Consiglio suggellerà l'approvazione definitiva. Stimolato dai cronisti sulla possibilità di avere un piano esecutivo prima dell'estate, Di Stefano ha risposto: "Credo di si, anche se abbiamo le elezioni, un intermezzo da considerare". Il 6 e 7 maggio, infatti, nel capoluogo si vota per il rinnovo del Consiglio comunale. Una buona parte di operatività, comunque, il piano la prende con l'adozione". Ancora prima dell'intesa con la struttura commissariale, secondo Di Stefano "la semplice approvazione del piano potrà consentire la presentazione dei progetti, almeno di quelli che non vanno in variante di Prg". L'intesa, infatti, "dovrebbe essere stipulata in mezzo tra l'approvazione e l'adozione, dice il decreto 3, però, secondo una recente nota della struttura tecnica di missione, ora l'intesa sta a valle di tutto".

"Il rischio che L'Aquila sia una Pompei moderna non esiste, ma bisogna capire quali saranno i tempi. Ci si potranno mettere 10, 15, 20 anni, a seconda di quanto saranno bravi soprattutto i comuni, ma sul fatto che si ricostruirà non c'è ombra di dubbio". Lo ha affermato il presidente della Regione Abruzzo e commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi. "Qualcuno ha fatto credere agli aquilani che la ricostruzione sarebbe avvenuta in tempi brevi - ha aggiunto Chiodi - invece ci vorrà molto tempo. Quello che manca all'Aquila è la serenità. Per ricostruire ci vogliono coloro che diffondono e alimentano speranze. Siamo di fronte a normative non più emergenziali. Gli appalti richiedono tempi lunghi". Il presidente si è poi soffermato sulla ricostruzione del centro storico: "ribadisco che solo oggi sembrerebbe che il Comune dell'Aquila abbia reso noto il piano di ricostruzione - ha detto il presidente -. D'altronde è una legge voluta da noi ad imporlo. È il ministero dell'Economia a richiederci i piani di ricostruzione, così da poter elaborare una stima dei costi".


danpav2881 [ 27 Gennaio 2012, 23:24 ]
Oggetto: Re: TERREMOTO ABRUZZO
Alla facciaccia di chi protesta contro le azioni di questo Governo!!!!!

Quest'uomo è una macchina da guerra.




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