Gorbaciov A Putin: "annullare Le Elezioni"
Mosca, 7 dicembre 2011 - Michail Gorbaciov, ultimo presidente dell'Unione Sovietica, padre del processo di glasnost (trasparenza) e perestroijka (rinnovamento) che ha portato alla dissoluzione dell'impero comunista, si unisce alla rabbia dei blogger e delle nuove generazioni chiedendo l'annullamento delle elezioni politiche di domenica scorsa. Pur senza citare personalmentei il premier Vladimir Putin (che ieri mattina, dopo aver visitato la mostra su Caravaggio al Museo Pushkin, ha personalmente consegnato il plico della propria candidatura al comitato elettorale centrale per le presidenziali di marzo), Gorbaciov è stato chiaro: bisognerebbe "annullare il risultato delle elezioni e indire una nuova consultazione, perché "il numero di cittadini russi che non credono all'onestà dei risultati annunciati sta crescendo". Parlando con l'agenzia Interfax, l'80enne ex leader sovietico, ha paventato rischi mortali per la fragile democrazia post-sovietica: "Il disprezzo per l'opinione pubblica sta gettando discredito sulle autorità e sta destabilizzando la situazione" ha detto Gorby.
OTTOCENTO FERMI E ARRESTI - Sarebbero arrivati infatti a più di 800, secondo alcuni siti internet di informazione e blog, i fermi effettuati dalla polizia ieri sera a Mosca e San Pietroburgo nel secondo giorno di proteste contro i presunti brogli elettorali. In 569 sarebbero stati fermati a piazza del Trionfo nella capitale dove si protestava per chiedere l'annullamento delle elezioni in cui il partito di Putin Russia Unita ha ottenuto la maggioranza pur subendo un vertiginoso calo di consensi che l'ha retrocesso sotto il 50% dei suffragi. Secondo la polizia, invece, il numero delle persone trattenute non supera i 300. Anche a San Pietroburgo i dimostranti sono tornati in piazza e il copione è stato lo stesso: 230 i fermi, sempre secondo fonti non ufficiali. Tra questi anche qualche giornalista e fotografo.
APPELLO FARSA - Nonostante il pugno di ferro delle autorità che a Mosca hanno schierato le forze speciali - i famigerati Omon -, il popolo dei "dissidenti" continua la sua battaglia. Al centro di Mosca è di nuovo sotto assedio la piazza del Trionfo, poco distante dal tribunale di via Tsverkaia dove oggi era atteso il verdetto nel processino di appello al blogger Andrei Navalny, ieri condannato a 15 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la manifestazione di lunedì sulle "elezioni farsa". Condanna confermata. Dunque Navalny resterà in carcere, mentre il suo blog è temporaneamente condotto dalla moglie.
TUTTI IN RETE - Su internet è stato creato un sito per coordinare le azioni di protesta e l'appuntamento a piazza del Trionfo nella capitale è diventato ormai quotidiano. "Ogni giorno alle 19 si terrà perciò un raduno non autorizzato "a favore di elezioni trasparenti" e contro il partito al potere - si legge sul sito. "C'è la possibilità di essere trattenuti da polizia e forze speciali per qualche ora o per qualche giorno, state attenti" si raccomandano gli organizzatori.
SOLIDARNOST IN AZIONE - Continuano poi anche i meeting del movimento Solidarnost che, lunedì, al grido di "Russia senza Putin", ha radunato almeno 8.000 persone, nella più grande manifestazione anti-governativa degli ultimi anni. Per loro, nuovo appuntamento sabato in piazza della Rivoluzione, a due passi dal Cremlino. Col vessillo adottato in questi giorni: un nastro bianco. Nata prima in piazza e poi divenuta anche il nome di un gruppo di utenti su Twitter, ora la fettuccia di raso, da portare legata alla borsa, come un fiocco, o al polso, è il particolare che contraddistingue chi sostiene il l capo del movimento d'opposizione russo, Ilya Yashin, condannato a 15 giorni di prigione per "resistenza alla polizia" (anche per lui condanna confermata). E per la nuova protesta prevista per sabato 10 dicembre, il nastrino bianco sarà l'elemento chiave.
APPELLO UE - L'Unione europea ha chiesto alle autorità russe di rispettare la libertà di espressione e di riunione dopo la repressione delle proteste dell'opposizione contro la vittoria del partito di Vladimir Putin alle legislative di domenica scorsa. Il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha richiamato Mosca alla "necessità di rispettare la libertà di riunione ed espressione", ha annunciato un suo portavoce in una nota. Ashton ha anche espresso la sua preoccupazione dopo gli arresti di "centinaia di manifestanti" e le notizie di "violenze poliziesche contro militanti, giornalisti e passanti". Il rappresentante diplomatico della Ue ha invece accolto con favore il lavoro degli osservatori dell'Osce che, in un rapporto pubblicato lunedì, hanno parlato di "violazioni" e di schede false al voto che ha consegnato la maggioranza assoluta della Duma al partito di Vladimir Putin. Anceh la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto prendere posizione al suo Paese. ''Il governo tedesco segue con molta attenzione gli avvenimenti in Russia di questi ultimi giorni - ha detto il portavoce di governo Steffen Seibert - e si aspetta che la Russia rispetti i suoi impegni democratici e costituzionali''.
APPELLO OSCE - Non possono esserci zone a democrazia sospesa o limitata, e in Russia "devono essere garantiti il diritto a manifestare pacificamente e la libertà di espressione - avverte il deputato radicale-Pd, Matteo Mecacci, presidente della Commissione per la democrazia, i diritti umani e le questioni umanitarie dell'Assemblea parlamentare dell'Osce. "Ogni Paese - rileva Mecacci - ha il dovere di rispettare le opinioni dei propri cittadini, soprattutto quando non coincidono con quelle delle autorità al governo. La limitazione dei diritti civili e politici fondamentali come questi non consente il corretto funzionamento di una democrazia e proseguire su questa strada sarebbe molto pericoloso. Inoltre, è grave che vi sia stato l'oscuramento, sin dal giorno delle elezioni, del sito internet di Golos, la principale organizzazione indipendente di osservazione elettorale in Russia. Il procedimento giudiziario intentato nei confronti di Golos che ha visto questa organizzazione multata per il solo fatto di aver fornito informazioni indipendenti e imparziali, riportate da migliaia di cittadini di tutta la Federazione Russa trasmette un segnale negativo".
MEDVEDEV A PRAGA - E mentre il premier Vladimir Putin a Mosca sorveglia preoccupato le manifestazioni di piazza, il presidente russo Dmitri Medvedev arriva questa sera a Praga per una visita di 24 ore nella quale principalmente parlerà della controversa vicenda dello scudo antimissilistico Nato e di cooperazione economica bilaterale, a partire dalla candidatura russa per la costruzione di due nuovi reattori centrale nucleare ceca di Temelin. Nell'agenda dei colloqui, la posizione più alta ce l'avrà sicuramente il tema dello scudo antimissilistico della Nato, secondo l'ambasciatore russo a Praga Sergei Kiselev. La visita di Medvedev ha luogo mentre, oggi e domani, i ministri degli Esteri della Nato cercano delle soluzioni per tranquillizzare Mosca, che negli ultimi tempi ha alzato la voce sulla questione. La Russia considera i piani Usa-Nato di dispiegamento di una minaccia all'equilibrio strategico in Europa, nonostante le rassicurazioni occidentali secondo le quali in realtà i piani sono diretti a contrastare un Iran eventualmente dotato di armi nucleari.
SCONTRO CON LA NATO - Mosca ha proposto alla Nato un sistema congiunto, con una collaborazione ampia che implichi anche ispezioni alle reciproche installazioni militari. Di fronte allo stallo, Medvedev ha minacciato il dispiegamento nell'enclave russa di Kaliningrad, incastonata tra Polonia e Lituania, di missili Iskander e ha attivato un radar antimissile sempre a Kaliningrad. Commenta il danese Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato: "La Russia non sprechi soldi contro un nemico artificiale contro un nemico artificiale che non esiste". Risposta del ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, prima dell'avvio dei lavori del Consiglio Russia-Nato in programma domani: "L'installazione del sistema anti-missile Iskander a Kaliningrad non violerebbe alcun obbligo assunto a livello internazionale". Tensioni simili, in Russia, non si registravano da un pezzo.
Putin avrà avuto un alzamento di pressione a sentire le parole di Gorbaciov
