Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.
Se ti riferisci al tvorog, rivediti la tua definizione sui formaggi, perché lo è a tutti gli effetti. Poi scusa, Se un paese ha una povera tradizione casearia (dati i climi quasi prettamente -eccetto sud russia- rigidi che ti danno problemi di lavorazione) perché dovrebbero imporselo? Come se io, campano che abita al nord italia, va vicino a qualche allevatore bovino o ovino e gli dico: "ma che schifezza di formaggio vi mangiate? ma perché non fate una bella produzione di mozzarella di bufala o di caciocavallo silano?" senza che questi non sappiano nemmeno le procedure perché NON abituati a quel tipo d lavorazione.
Ciao Stalker. Secondo me quando BigIdea parlava di una cosa “giallognola che lui non definisce formaggio” non si riferiva al tvorog, ma a quel gruppo di formaggi gialli che si trovano normalmente nei negozi russi.
Magari mi sbaglio (nel caso mi scuso in anticipo), ma lui “non li definisce formaggi” perchè non gli piacciono, o li disprezza in quanto produzione alimentare industriale. De gustibus, dicevano a Roma già qualche anno fa....
Boh, per come la vedo io, quelli sono normalissimi formaggi prodotti ovviamente in modo non artigianale, prodotti industriali che non differiscono per nulla dai vari gouda, edam, tilsit, emmenthal che producono le grandi industrie olandesi o tedesche e con cui inondano i nostri supermercati. Il comunissimo formaggio russo non differisce per nulla, anzi ha pure un sapore simile a queli citati. Che non abbiano sapori particolari è vero, banalmente spiegabile col fatto che le mandrie da latte russe non vivono certo in alpeggio, sono nutrite con mangimi selezionati, tanto quanto accade per le frisone tedesche o olandesi.
Ci sono mille ragioni per le quali in Russia non è conveniente produrre formaggio di nicchia o di elevata stagionatura, basta guardare la carta geografica o fare un giro in un supermercato locale per capirlo. Definire il formaggio “essenziale per il fabbisogno quotidiano” è secondo me sbagliato, perchè da una vita non ha un posto di rilievo nella cucina russa.
Ah, io non ho ancora trovato un russo che piangendo mi dica quanto gli manca il parmigiano, la fontina o la mozzarella di bufala. Non c’è? Pazienza, tanto anche prima era qualcosa che si comperava giusto a Natale...Abitudini alimentari diverse...stranamente, formaggi gialli molto simili la Russia li importa anche da Argentina, Bielorussia ed altro, mi viene il dubbio che forse semplicemente la gente apprezzi quel gusto debole.
Riguardo al giudizio negativo sul periodo di Stalin, nel complesso sono d’accordo con lui, gli riconosco solo a suo favore il fatto di avere difeso la sovranità nazionale e di avere ricacciato a casa propria soldati tedeschi (e italiani, romeni, spagnoli, ecc... per completezza). Certo a carissimo prezzo.
Ad onor del vero, rientrando in argomento agricolo, mia suocera ha lavorato per 25 anni in un kholkoz sovietico non lontano da Tambov, dove era permesso tenere anche 1-2 vacche da latte per uso famigliare che stavano libere al pascolo assieme ad altre, con cui producevano latte per fare formaggi artigianali in famiglia.
Ah, io non direi che l’Italia è un paese allucinante perchè non si trova il kefir, il tvorog, la smetana, l’ukrop, le aringhe affumicate o il caviale tutto l’anno. Cose che i Russi sono abituati a vedere o acquistare giornalmente.