[quote:7a3fcbfe8c="EYES"]è strano....pensavo che il tuo principio piu saldo ( l'hai espresso tante volte) vfosse la "giustificazione" di reazioni a comportamenti altamenti dittatoriali...in questo caso affermi il contrario di quello che hai sempre affermato....non capisco perche.....Ed è ancora piu strano perche neanche di reazione si puo parlare...non c'è stato nessun atto terroristico e il comportamento dei baltici da questo punto di vista è sicuramente infiinitisimamente piu pacifico di quello della cecenia per esempio o di quello dei Partigiani d'Italia o di tutti coloro che si sono difesi e hanno reagito a una piu o meno presunta " prepotente invasione"[/quote:7a3fcbfe8c]
il pregiudizio nei miei confronti, in quanto di sinistra, purtroppo ti fa vedere, ma non solo a te, cose che io non ho mai detto nè mai sostenuto nè mai lontanamente pensato.
Primo: io non ho principi saldi, caso mai ho idee salde; sono per la uguaglianza, internazionalismo o universalismo (anche culturale), libertà , fraternità fra i popoli. Tutte idee che contrastano con tutti i sistemi economici basati su squilibri strutturali inevitabili in virtù del funzionamento stesso del ciclo economico. Ovviamente questo vale anche per ogni forma di dittatura, e se dico ogni dico OGNI.
Secondo: se non ho principi saldi, non posso avere come principio più saldo (peraltro vorrei sapere dove ho mai fatto questa affermazione) quello della «"giustificazione" di reazioni a comportamenti altamenti dittatoriali». COMPRENDERE e voler comprendere i fenomeni storici non significa affatto giustificare, significa comprendere alla luce dei contesti storici. Esempio: il nazismo ha fondato tutta la sua ideologia sull'esclusione e il dominio, trasformatosi in sterminio pianificato scientificamente. Nessuna giustificazione. Per me (in realtà lo ha scritto Hanna Arendt e qualcun altro) è il male assoluto. Nei confronti di questo male, qualunque reazione non è giustificabile (la violenza non lo è mai) ma è COMPRENSIBILE. Questi termini hanno un valore storico e filosofico, non devono solo essere letti secondo la definizione di un vocabolario di lingua italiana. Quindi non mi contraddico affatto, purtroppo per te
Terzo: non è vero che di reazione non si puo parlare, come testimoniato dalle cose corrette e esatte che ha scritto Rago. Certo, se la reazione la misuri solo in termini quantitativi (l'atto terroristico di cui parlavi) è come dici tu. Ma la negazione del diritto alla cittadinanza (cioè la questione passaporti) non è meno grave, in termini di principio e di diritto, perchè significa negare l'esistenza civile e, in alcuni casi, sociali di una persona, una sorta di vacuità assoluta.
Quarto: che il comportamento dei baltici oggi sia pacifico è, scusa il gioco di parole, pacifico. Ma ci sono delle ragioni precise: crisi economica e nullità sul piano militare e geopolitico. Ma, come ricordava ancora una volta correttamente Rago, i paesi baltici appoggiarono i nazisti e contribuirono alla morte di molte persone ebree e ebree-russe e russe e conservano ancora oggi, più di altri popoli dell'area, un acceso nazionalismo che però, proprio per le ragioni sopracitate non può trovare sfogo.
Quindi le ragioni dei rapporti nel passato e nel presente tra repubbliche baltiche ed ex Urss sono molto più complesse di quanto non sembri, questo spiega le cose che diceva Rago, ad esempio sugli apolidi involontari.
Infine, non mischiare l'oro (i partigiani d'Italia) col piombo (i terrorismi di qualunque natura), per due motivi:
1) senza l'azione dei partigiani, certamente insieme agli alleati, oggi non saremmo qui a discutere del senso della libertà ;
2) perchè poi non devi lamentarti se esco off topic; frasi come queste, per me, dimostrano il basso livello raggiunto dal nostro paese, dove, proprio in questi giorni, una proposta di legge del governo che ami, tenta di parificare i repubblichini di Salò e i soldati che per il regime combatterono ai partigiani, qualificandoli tutti come "combattenti". Mi fermo qua per non aprire polemiche, ma voi non provocatemi
Per Salik.
Ma come fai a stupirti che l'Italia appoggi queste discriminazioni? Tu pensi che un governo e uno stato che si apprestano a parificare fascisti e partigiani si possa preoccupare delle discriminazioni perpetuate da un "legittimo stato nazionale" nei confronti dei russi? Ma in che mondo vivi Salik? Scusa se te lo dico, ma mi sembri ingenuo (nel senso etimologico del termine, cioè di chi non va oltre l'origine delle cose, di chi si ferma all'aspetto semplice). E non lo dico in tono polemico, spero che tu mi creda. Lo dico con stupore, perchè mi sembra davvero strano che a volte la realtà evidente non la si veda.
E poi un'altra cosa. Forse nessuno ti ha aiutato "tecnicamente", nel senso che forse nessuno ti ha risposto sul cosa devi fare (ma ho messo il forse, perchè sia io che Rago che Gringox ti abbiamo risposto), cioè sul come risolvere il tuo singolo caso concreto. Ma non dire nè che ti abbiamo dato solo pareri (peraltro studio le migrazioni e le relazioni tra stati nazione da oltre sette anni e credo di sapere qualcosa a riguardo) nè che non ti abbiamo dato risposte. Rago è stato molto esauriente. E tralaltro ti ha anche ricordato quale è il ruolo di un forum, ed io sono concorde con lui.
Un abbraccio
Rodofetto