TOP 16
SECONDA GIORNATA
CSKA Moscow - AXA FC Barcelona 72 - 55 IL TABELLINO
Efes Pilsen - Montepaschi Siena 76 - 79 IL TABELLINO
Lietuvos Rytas - Aris TT Bank 89 - 74
Panathinaikos - Partizan Igokea 67 - 65
Tau Ceramica - Fenerbahce Ulker 103 - 84
Zalgiris - Maccabi Elite 101 - 82
Lottomatica Roma - Unicaja 75 - 67 IL TABELLINO
Real Madrid - Olympiacos 80 - 70
LE CLASSIFICHE
Vince il Cska, 4° periodo fatale al Barcellona
Con una buona fetta di primo posto nel durissimo girone G in palio, il Cska Mosca scappa via nel 4° quarto e finisce per travolgere il Barcellona con un margine fin troppo ampio per quanto visto nei primi 30 minuti. Una gara non molto spettacolare, come spesso accade quando le difese sono di alto livello, ma intensa, combattuta e a lungo equilibrata tra due squadre che hanno le carte in regola per andare fino in fondo. Ha vinto il Cska perché ha una struttura più consolidata e campioni più abituati a resistere di fronte al peso della tensione delle partite e dei momenti che contano di più. Fondamentali i 20 punti e 8 rimbalzi di Andersen, 16 di Siskauskas e 10 di Langdon ma anche i 7 - tutti nell'ultima frazione - di Papaloukas tra i russi, mentre solo Lakovic (11) è andato in doppia cifra tra gli spagnoli, che hanno pagato pure le troppe palle perse (18).
Per aprire le danze, Messina sceglie Holden, Langdon, Siskauskas, Goree e Andersen, Pascual risponde con Lakovic, Grimau e Vazquez al fianco dei nostri Basile e Marconato. In un avvio molto equilibrato sono i lunghi a segnare i primi punti: infatti a David Andersen risponde Fran Vazquez. Il Cska ha bisogno che entri in partita Ramunas Siskauskas per mettere la testa avanti e prendere 4 punti di margine (8-4). Si sblocca Marconato da sotto, ma è ancora la squadra di Messina a comandare: la tripla di Langdon vale il +6 (13-7). Il Barcellona però punisce una palla persa di Khryapa e conclude bene il contropiede col canestro pesante di Lakovic a rimorchio. Ma il finale di quarto, che offre un assaggio della lunghezza delle due panchine (gli spagnoli non risentono del 3° fallo di Vazquez dopo 5'), sorride ancora ai russi con Andersen che sfrutta lo scarico di Papaloukas per siglare in sospensione il 16-11.
Messina apre il 2° periodo mettendo sul piatto la carta della zona 2-3. La scelta sembra dare i suoi frutti perché vanno fuori le triple di Neal e Ilyasova, arriva anche una palla persa di Sanchez e quando il Barcellona si sblocca proprio con il giovane turco da sotto, il Cska ha già trovato 6 punti in fila dell'ottimo Siskauskas (22-13). I russi scelgono di mettersi a zona solo sulle rimesse ma in un'occasione vengono puniti dalla tripla di Lakovic. Goree trasforma due liberi, poi però Marconato (6 punti e 3 rimbalzi) - pescato bene da Sanchez - converte due possessi in 4 punti e riduce le distanze (26-20 dopo 15' di gioco). Sale di livello la difesa del Barcellona, che a sua volta propone una zona molto mobile, quindi non sono casuali le difficoltà offensive del Cska che gestisce male qualche possesso. Basile (5 con 3 rimbalzi) in rovesciata porta i suoi a -3 (26-23), quindi un fallo di Sanchez su Goree viene giudicato, forse esagerando, antisportivo. Le cose per gli ospiti potrebbero complicarsi ma questo non accade perché, dopo i due liberi realizzati dall'americano, il Cska sul possesso successivo spreca - anche con un po' di sfortuna - tre conclusioni. Si sblocca un Acker rimasto ai margini con due viaggi in lunetta, ma i padroni di casa mantengono 7 punti di vantaggio al ritorno negli spogliatoi (32-25).
Quando si ricomincia, i moscoviti ingranano subito la marcia giusta e salgono a +12 con Andersen e Langdon. Il Barcellona non segna e non riesce nemmeno a tirare, visto che perde 4 palloni in meno di 3 minuti, costringendo coach Pascual a ricorrere al timeout. Una giocata di aggressività frutta un gioco da tre punti a Mario Kasun (38-28), i russi puniscono subito con la tripla del solito Siskauskas a cui però risponde Ilyasova per una volta perso dalla difesa. L'ex giocatore dei Bucks si fa anche apprezzare per una clamorosa stoppata con cui nega la schiacciata a Goree trovato bene da Holden dopo il pick&roll. Il Barcellona si fa avanti con le triple di Sanchez e Grimau (44-37) quindi una palla persa di Holden lancia il contropiede ospite con Lakovic fermato fallosamente da Khryapa. Il fallo è ritenuto antisportivo dagli arbitri per la rabbia di coach Messina che prova a fermare il momento favorevole agli avversari con un minuto di sospensione. E la pausa fa male al play sloveno che spreca entrambi i liberi. L'inerzia della gara torna così in mano ai russi che trovano un buon contributo dall'energia di Van den Spiegel. La tripla di Basile insieme ai liberi di Trias però riduce ancora le distanze a 3 soli punti (46-43). Ci vuole un'invenzione in'entrata di Langdon per consentire ai padroni di casa di riprendere fiato e chiudere il quarto - grazie anche ad una buona azione difensiva - sul 48-43.
Lakovic segna un bel canestro dai 6 metri, poi però entra in scena Papaloukas che attacca il ferro e mette dentro due tiri consecutivi (52-45). Dopo il timeout spagnolo, Langdon va a bersaglio in uscita dai blocchi. Grimau, da capitano, interrompe il parziale negativo dei suoi e, dopo il jumper di Andersen, guadagna altri due punti dalla lunetta (57-49). Il Cska però in questa fase si dimostra superiore grazie alla classe di Papaloukas, che costruisce la tripla di Siskauskas e mette dentro un gioco da tre punti per il 63-51 a 5' dalla fine. Un vantaggio in doppia cifra, in una gara dal punteggio basso, è molto difficile da recuperare in meno di cinque minuti. E infatti il Barcellona non ci riesce, perché il Cska conferma il suo killer instinct e di fronte ad un avversario già tramortito non fa neanche un passo indietro. I liberi di Andersen valgono il +15 (67-52) poi, dopo un lampo della classe di Acker, la tripla di Khryapa sigla anche il +16 (70-54) a 2'50" dal termine. Partita chiusa, il Barcellona ci prova senza eccessiva convinzione e dunque il Cska di Messina può festeggiare la seconda vittoria nelle Top 16.
Siena all'Over Time doma l'Efes e resta a punteggio pieno!
Serviva un impresa…l'impresa è avvenuta! La Montepaschi torna da una Istanbul innevata con i due punti che le aprono, ormai senza più timore di dirlo, la strada verso gli ottavi di finale e con buone possibilità di ottenere il primo posto nel proprio girone, a discapito di un Panathinaikos in evidente difficoltà e capace di regolare solo di due punti il Partizan Belgrado. Si parte con i soliti cinque da parte MPS e con la sorpresa Arslan al posto di Penn in play per gli uomini di Blatt, che sette giorni fa su questo campo hanno regolato i campioni uscenti del Panathinaikos. Squadre contratte in apertura, un'intraprendente Eze apre i giochi grazie a due liberi, su di lui fallo antisportivo di Woods, ma è proprio il centro ex Minnesota T-Wolves a dominare sotto il suo canestro e a rispedire al mittente due penetrazioni senesi nei primi 2 minuti. Polveri bagnate da entrambe le parti, tanto che il punteggio và avanti a fatica: 4-4 dopo 5', 8-8 al settimo.
Degna di nota una gran penetrazione sulla linea di fondo di Stonerook chiusa con una gran schiacciata. Curioso siparietto al tavolo quando si alza dalla panchina Drake Diener: indossa la casacca numero 16 invece del 15 con cui è a referto. Primo quarto chiuso da una stoppata al limite della parabola discendente da parte di Ress su Gonlum che fissa il parziale sul 13-12 Efes. Il secondo quarto si apre con la novità Ermal Kuqo, che sarà poi miglior il marcatore dei suoi con 20 punti, a farla da mattatore ma, più esattamente, è tutto il pacchetto lunghi di casa a far dei danni alla difesa degli uomini di Pianigiani: al 17esimo siamo sul 24-17 con ben 19 punti firmati dai lunghi turchi. A questo punto si sveglia Drew Nicholas, limitato benissimo dalla staffetta Sato-Thornton-Diener, che con due triple consecutive porta i suoi sul 30-19 aprendo un divario che può far male, ma il carattere dei biancoverdi fa si che si chiuda all'intervallo sul 30-28, grazie a tre liberi di Thornton ad intervallare due triple di Terrel McIntyre.
Montepaschi ancora in partita nonostante il 18% da due punti.
Ripresa che si apre alla grande per gli ospiti che rovesciano il risultato e si portano al massimo vantaggio sul 42-48 prima con una bomba di Ilievski e poi con Eze da fuori, il tutto ad un minuto dall'ultimo intervallo e con il nigeriano e Thornton in doppia cifra a quota 10.
Tatticismi esasperati da una parte e dall'altra: da una parte le mille ed una varianti difensive di coach Blatt, che però si scorda in panchina per tutta la ripresa Woods, e dall'altra la volontà senese di tenere i ritmi bassi per evitare che la gara sfugga di mano. Tutto però sembra venir vanificato da un 4/4 da tre punti della ditta Kuqo - Penn che con 2 centri a testa fanno andare su tutte le furie Pianigiani, esce Lavrinovic, colpevole di aver difeso solo visivamente sul centro turco-albanese. Ennesima prova di carattere della Montepaschi che ricuce lo strappo dal 62-55, con quattro bersagli dai 6,25: Thornton, Stonerook, McIntyre ed ancora Thornton portano la gara, a 54” dal termine sul 69-69. A 8” dal termine Bootsy spedisce sul ferro la tripla della vittoria, ma è bravo ad accoppiarsi subito con Nicholas e, con l'aiuto del raddoppio di Stonerook, forza all'errore il tiro allo scadere dell'ex Benetton.
Overtime: Sato dall'arco e poi capitan Stonerook su rimbalzo offensivo aprono l'extra-time, ma prima un fallo di Thornton su tiro pesante di Nicholas, 3/3 ai liberi e doppia cifra raggiunta a quota 12 per lui, poi due perse dai Campioni d'Italia con la terza tripla di Scoonie Penn portano di nuovo avanti i padroni di casa. 5° fallo di Stonerook, che esce con 9 punti e 5 assist, su Hutson che realizza solo un libero. Lavrinovic, rientrato al posto del riccioluto nativo dell' Ohio, subisce due falli e porta di nuovo i suoi sul più uno, 76-77. Eze sul capovolgimento stoppa Hutson e, a 18” dal termine, Bootsy Thornton compie la magia che regala la gara ai propri colori: si arresta alla lunetta con Nicholas incollato addosso, contatto tra i due, gli arbitri non fischiano, in controtempo e in precario equilibrio la guardia senese infila il tiro del 76-79. Timeout Efes, la panchina MPS sceglie di difendere e ha ragione: prima Kuqo e poi Nicholas sbagliano il tiro del pari.
Grande impresa degli uomini di Pianigiani, la gara dell'Abdi Ipeçki ha confermato i progressi del gioco senese, tornato come intensità ai livelli di qualche mese fa.
La Lottomatica è ordinata e concentrata, l'Unicaja no: prima
vittoria nelle Top16 dei capitolini
vittoria nelle Top16 dei capitolini
Grande attesa al PalaLottomatica per l'arrivo dell'Unicaja Malaga di coach Sergio Scariolo. Nonostante gli ormai consueti vuoti sugli spalti, l'atmosfera è calda e pronta a riscaldare il cuore dei 12 giallorossi capitolini. Nella Lottomatica, che deve rinunciare a...Jasmin Repesa, influenzato, non recupera Allan Ray, vittima di uno stiramento all'adduttore sinistro, mentre saranno del match Stefansson, Jaaber e Ukic. Nell'Unicaja due le assenze pesanti: a Carlos Cabezas, infortunatosi ormai un mese fa e sostituito da Terrel Castle, si è aggiunto anche Berni Rodriguez.
Primo Quarto
Gregor Fucka esordisce nel match fallendo due facili conclusioni dai 4 metri e spedendo in curva una palla indirizzata a Lorbek, così Roma deve attendere due minuti per trovare il primo canestro (con Ukic, 2-6). L'airone non si demoralizza e, anzi, segna cinque punti in fila per il primo vantaggio Roma (7-6 a 6'). Daniel Santiago, molto cercato sotto le plance, fa valere il suo peso segnando 6 dei primi 8 punti dell'Unicaja, anche perchè Jiri Welsch fallisce tre tiri aperti dai 6.25 e Haislip non comincia benissimo; l'idea di Guido Saibene è allora di levare Lorbek inserendo Crosariol, al debutto di fronte al suo nuovo pubblico. A 2'30'' dalla prima sirena (10-10) debutta al PalaEur anche Ibrahim Jaaber, che si presenta con un errore dal'arco seguito da una splendida penetrazione di Stefansson. Sembra reggere bene la Lottomatica, che tuttavia negli ultimi 90'' subisce un break di 7-0 (con tripla sulla sirena di Welsch), col punteggio fissato sul 12-17.
Secondo Quarto
La Lottomatica inizia il secondo periodo con uno spirito più combattivo e grazie ad uno scatenato Roberto Gabini (8p in questo periodo) mette la freccia (19-17). L'Unicaja dal canto suo soffre in attacco gli impacci di un incerto Ndong, Kus viene limitato da Jaaber (splendida una sua stoppata sul tiro da tre dell'ex-Cibona), tocca quindi a German Gabriel trovare la via del canestro (26-24 a 5'), seppur a stento. Sulla prepotente schiacciata di David Hawkins, ad inchiodare il +4 Lottomatica (28-24 a 3'52'') Sergio Scariolo chiama così un minuto di sospensione. Dal quale esce molto carico Jaaber che, dopo aver scippato palla a Kus, segna e subisce il fallo, poi convertito nel libero del +7 (31-24). L'Unicaja incassa, imbrigliata dall'attenta difesa dei capitolini, ma poi reagisce, trovando in Marcus Haislip (11 alla pausa) un terminale di sicura affidabilità (33-31 a 1'22'', 5 in fila dell'ex-Ulker). Inaspettatamente, Simone Bagnoli estrae dal cilindro una splendida tripla sulla sirena che regala a Roma il 39-34 col quale si va al riposo e a lui un pizzico di fiducia dopo l'incolore prestazione di Mosca.
Terzo Quarto
Roma ricomincia col quintetto base, l'Unicaja fa altrettanto. I capitolini sembrano un po' arrugginiti ma gli spagnoli non fanno meglio, tant'è che con la tripla di De la Fuente e il piazzato di Lorbek la Lottomatica tocca anche il +9 (49-40), prima che Welsch e Haislip ristabiliscano le distanze (49-44 a 4'). Ma è un fuoco di paglia per gli spagnoli: il pick-and-roll tra Ukic e Lorbek produce il bersaglio di quest'ultimo dai 6.25, sul quale Scariolo, infuriato e anche privo di Ndong infortunato, è costretto a chiamare time-out (52-44 a 3'35''). Il coach bresciano si gioca la carta della zona 2-3, battuta con irrisoria facilità dal positivo Ukic, il cui arresto e tiro dà alla Lottomatica il massimo vantaggio (58-48); ma le tegole del quarto fallo di Fucka e di Gabini si abbattono sulla Lottomatica in vista del decisivo quarto periodo (58-53).
Ultimo Quarto
Trascinata da un Haislip a tratti incontenibile (ma a tratti dannoso) e da un'ottima difesa, l'Unicaja ricuce lo strappo del terzo periodo rientrando pienamente in gara (58-56 a 7'41''), pur sbagliando tanti tiri liberi. L'inerzia sembra spostarsi in direzione spagnola, ma in un momento psicologicamente difficile, la Lottomatica ritrova coraggio e determinazione e, con la pazienza propria dei grandi e spinta dal calore del pubblico romano, vola sul addirittura +11 (67-56 a 4'44'') con la gran tripla di Stefansson a punire dall'angolo la zona degli andalusi. L'Unicaja non solo fa molta fatica nel produrre una manovra fluida ma si sciogle anche in difesa e per Lottomatica, finalmente forte anche a rimbalzo (con Fucka, Lorbek e, a sorpresa, con Jaaber), non è molto problematico condurre in porto la vittoria (73-60 a 1'36'').
Malàga non crede assai nella rimonta e così il sodalizio capitolino può festeggiare un altro successo prestigioso (75-64), dopo quelli contro Panathinaikos, Real Madrid e Barcellona. Una Lottomatica grande contro le grandi, insomma. Sempre concentrata nel match, forte in difesa contro i piccoli andalusi, assai ben limitati, ma anche abile a trovare sempre la soluzione più corretta in attacco. Con questa grinta sognare è lecito.
Una Lottomatica molto disciplinata in ambo le zone del campo porta a casa dunque un successo meritato, fortemente voluto dopo il brusco ko di Mosca. Brava nel limitare i turnover (solo sette) e a contenere a rimbalzo la prepotenza fisica di Santiago (addirittura 0 rimbalzi per lui, e 6p), Ndong e Gabriel, la squadra del presidente Toti ha avuto il merito di costruire ogni attacco con intelligenza, leggendo bene tutte le situazioni anche quando Scariolo ha azzardato la difesa a zona. Ukic (19) e Jaaber (5p, 7r, 8rec, 2as) hanno stravinto il confronto con Popovic (6) e Kus (11) apparsi un po' molli e privi di idee, Hawkins ha a tratti dominato (11), anche i lunghi hanno fatto la loro parte, con Gabini (10) e Lorbek (9p, 6r, 2as, 4rec) decisivi nei momenti chiave della gara e bravi a limitare Haislip (20) costringendolo, soprattutto nel secondo tempo, a tante forzature.