È veramente tanto tempo che non aggiorno il “Gringox d’Ucraina”. Lo faccio adesso scrivendo due righe sul mio wekend di Pasqua ucraino trascorso in Crimea, a Yalta.
Nelle mie solite trasferte di lavoro nell’ovest Ucraina (ormai sono 6 anni che giro sempre gli stessi posti) sono ormai abituato a confrontrami con una realtà ucraina diversa da quella di Kiev, fatta di campagne sterminate, di colline dolci, di paesini e villaggi fermi nel tempo attraversati da carretti trainati da cavalli fino alle boscose montagne dei Carpazi. Forse la vera Ucraina, quella di una popolazione di lingua ucraina, nazionalista, con le sue tradizioni molto più vicine alla mittleuropa più che alla Russia. Ma l’Ucraina non finisce mai di stuprimi! In Crimea sono stato catapultato in tutt’altra realtà – sebbene lo sapessi sulla carta. Qui al contrario dell’ovest non c’è quasi traccia di “ucrainicità”, tutto scritto in russo, la gente parla solo russo, addirittura all’interno delle macchine molti espongono la bandierina russa…se non si incontrasse ogni tanto la bandiera ucraina gialla e blu che sventola e non si pagasse con le grivne, direi che potremmo tranquillamente trovarci in una regione della Russia!
Un piacere passeggiare lungo la набережная Ленина (naberezhnaja Lenina – lungomare Lenin), dal Parco Kalinin alla Piazza Lenin dove trionfa ancora la statua dellorgoglioso padre della Rivoluzione d’Ottobre, anche se ora deve condividere lo spazio con un vivacissimo McDonald di fronte. Tra palme, bar, discoteche e chioschetti che propongono suovenir ed escursioni si cammina per circa due kilometri: da una parte il mare col piccolo porticciolo e le minuscole spiaggette ghiaiose, dall’altra parte i bei edifici bianchi restaurati che danno sulla strada, e sullo sfondo le alte montagne rocciose con le vette ancora innevate. Si scorge bene la vetta del monte Ay-Petri (Ай-Петри,1233 m.).
Yalta è davvero bellissima. Certo bisogna comprenderla nella prospettiva di “kurort” sovietico (ora post-sovietico) cioè non bisogna scandalizzarsi nel vedere i rigogliosissimi e verdissimi pendii delle montagne puntellati di “casacce” e palazzoni soviet che come funghi bianchi enormi spuntano dal suolo e mostrano al cielo tutta la loro bruttezza…di contrasto invece è la vecchia Yalta con le sue casette basse semidiroccate di mattoni e legno e le viuzze piccole dove certo la pulizia non è di casa, ma le danno un tocco pittoresco unico! Stupenda è la chiesa di Aleksandr Nevski con le sue cupole dorate.
Chiesa Aleksandr Nevski.
Una intensa emozione mi ha assalito durante l’ascesa in bidonvia che porta dal centro di Yalta fino al belvedere; da una parte un po’ di preoccupazione per lo stato della struttura che tra scricchiolii, ruggine e dondolii strani, dà la sensazione che non sia stata revisionata da decenni; dall’altra per il ricordo di quel “mal’chik bananan” che saliva con la sua bella, della quale si era perdutamente innamorato, e in sottofondo la toccantissima colonna sonora degli Aqvarium…parlo del film “Assa” (Асса) e della dolcissima canzone “Gorod zolotoj” (per chi non l’abbia mai visto, consiglio di vederlo, a me è piaciuto un casino! È uno di quei film sovietici che vedo almeno una volta all’anno!
http://www.youtube.com/watch?v=G0F_rFcASRw).
Ciò che colpisce quando dopo aver lasciato l’orrenda Sinferopol’ (capitale della Repubblica Autonoma di Crimea), attraversato il passo e inizato la discesa verso la ЮБК (Южный Берег Крыма – sponda meridionale della Crimea) è la diversità della vegetazione: dagli ulivi, alle rose, ai tassi, a piante di pistacchio, ad abeti, a pini marittimi, a ciliegi, a magnolie…ma sono i vigneti ad impressionare maggiormente. Questa è la zona ucraina più rinomata per i vini (Massandra, Inkermann, Koktebel’), forse più dei Carpazi, anche se le qualità che si producono sono per lo più dolci, liquorosi e da dessert. Tanti appezzamenti di vigneti poggiano sui pendii delle montagne e guardano verso il sole.
La strada che scende a Yalta è un tuttuno di tornanti, ma l’asfalto è in buone condizioni – cosa strana per l’Ucraina. Una nota curiosa: sulla strada Sinferopol’ – Yalta funziona il filobus che percorre la tratta più lunga del mondo, ben 85 km! (io non l’ho provato, ma la prossima volta giuro che lo faccio, hehehe, quasi 3 ore per percorrere 85 km., su un vecchio e sbilenco trollejbus sovietico).
I dintorni di Yalta sono veramente interessanti e qui sì che si respira un po’ di storia, quella degli ultimi due secoli; ma almeno le attrazioni non mancano.
La casa museo di Chekov, con le suppellettili ancora rimaste così come le aveva posate il grande scrittore russo che qui cercava di curarsi dalla tubercolosi e trascorse gli ultimi suoi 5 anni di vita. Molto rilassante è l’atmosfera che si respira in questa dacia immersa nel verde, a due passi dal mare.
Proseguendo verso ovest, sempre zizzagando tra i tornanti e tra un sanatorio e l’altro (i sanatori, così si chiamano, oggi sono tipo alberghi, ma erano dedicati e lo sono ancora alle cure varie per diverse malattie), si raggiunge dopo pochi kilometri il Livadiskij Dvorets (Ливадииский Дворец), un palazzo bianco, anch’esso in mezzo ad un enorme parco dove io ho percepito i brividi della storia. Camminando all’esterno ma soprattutto dentro quelle enormi stanza rivedevo i grandi della terra che nel febbraio del 1945 si ritrovavano per spartire l’Europa del dopo Hitler, della Germania che ormai stava inesorabilmente perdendo la guerra. Grande emozione nel vedere la “sala bianca” col grande tavolo e le bandierine inglese, americana e sovietica che segnano i posti dove si sono seduti Churchill, Roosvelt e Stalin…me li vedevo lì, il “panzone” col sigaro in bocca, il vecchio con un piede già quasi nella fossa e il “baffone” col suo solito pastrano e il berretto in testa, così come nella storica foto appesa alla parete dietro quel tavolo. Qui si sono decise le sorti dell’Europa e la divisione ideologica del mondo post-nazismo.
Che effetto poi salire al secondo piano dove si trovano le stanze con i ricordi della famiglia imperiale dei Romanov e dello zar Nicola II, che qui trascorse solo poche estati, prima di essere arrestato e poi ucciso insieme alla famiglia dai bolscevichi. Grande lusso e splendore, ma anche ricordi di una vita “umana” di vacanza, quella che mostrano le foto dell’epoca della famiglia imperiale che si godeva il riposo del mare… una strana sensazione mi assaliva nel pensare che qui hanno vissuto prima lo zar e la sua famiglia e poco dopo il suo carnefice…
Palazzo Livadia
Ma l’impatto più suggestivo delle escursioni nella zona di Yalta viene dalla visione del cd. Ласточкино Гнездо (Lastochkino Gnezdo – Nido di Rondine): un piccolissimo castelletto fiabesco posto sul cucuzzolo di un faraglione a picco sul mare. Non vi è nulla di storico in questo edificio costruito nel 1912 da un barone tedesco per la sua amante, per di più che all’interno ci hanno addirittura fatto un ristorante italiano!! Ma l’effetto scenografico è notevole, soprattutto se si arriva – come ho fatto io – dal mare e lo si coglie dal basso, dalla barca. Una volta scesi al molo sotto il castello, ci si inerpica a piedi su delle ripide scale e si arriva al castello.
Nido di Rondine
Vale la pena visitare anche e il Воронцовский Дворец (Vorontsovskij Dvorets, che si trova ad Alupka, 15 kilometri da Yalta) e il Массандровский Дворец (Massandrovskij Dvorets, a Massandra, poco fuori Yalta). Il primo è un bellissimo palazzo dell’ottocento costruito per il conte Vorontsov, in stile alnglosassone all’interno e all’esterno bizzarra combinazione di stile arabeggiante da un lato e scozzese dall’altro. All’interno anche qui colpiscono la maestosità delle sale e delle pitture alle pareti; ma l’aspetto più piacevole anche in questo caso è il giardino che circonda l’edificio, pieno di una varietà incredibile di piante e di siepi e la bellissima vista sul Mar Nero.
Vorontsovski Dvorets
Il Palazzo Massandra non sono riuscito a visitarlo all’interno, perché già chiuso quando sono arrivato, ma è un edificio carino, non grande, situatо sulla collina a pochi kilometri dal centro di Yalta, in mezzo al verde, tanto per csambiare! Qui ci veniva Stalin a passare le estati, e prima, ai tempi degli zar, da Alessandro III a Nicola II, era usata come residenza estiva e punto di partenza per le battute di caccia nei boschi circostanti.
Massandrovskij Dvorets
Vicino al Palazzo, nel centro del microscopico paesino di Massandra, si trova la fabbrica del vino Massandra, qui si possono degustare i vari tipi di vino. Io ovviamente non potevo mancare la degustazione…siamo lontani anni luce dalla nostra cara Italia, soprattutto dalle mie papille gustative che sono state educate sin da piccolo ai vini secchi, fermi e dal colore rosso rubino; però devo ammettere che anche questi vini dolci, intensi e pastosi sono di qualità e validi, ma se ingeriti in piccole dosi! Dei 10 vini assaggiati, 6 o 7 li ho trovati praticamente identici. Potrebbero essere paragonati ai nostri Moscato o Zibibbo siciliani, ma ancora più dolci!
Infine un altro piccolo aneddoto realtivo alla cucina. Proveniente da Kiev tra le cose che più desideravo provare arrivando in Crimea c’era il pesce del Mar Nero; mi aspettavo una grande varietà di prodotti di mare e di pesci, mi immaginavo chioschetti che proponevano shashlyk di pesce alla griglia, antipasti di mare al limone…ahimè anche in questo caso l’Italia è lontana anni luce! Cosa mi trovo in risposta? Carne di montone e zuppette tartare!! Eh sì, perché la Crimea è terra tartara (Batir qui ci sono i tuoi parenti, ehehehe…i Tartari della Crimea!) e come si sa i Tartari sono musulmani e la loro cucina non prevede il maiale bensì carne di pollo e montone. Insomma in riva al mare si mangia shashlyk di montone…che tristezza! Ma con accanimento e testardaggine sono comunque riuscito a soddisfare la mia curiosità – pagandola con lauta ricompensa (ristorantino carissimo!) – e a provare, almeno una sera, una grigliata mista di pesce. Tra i vari tipi di pesce assaggiati sono riuscito a riconscere solo le triglie (qui chiamate barabulka – барабулка); degli altri pescetti ricordo i nomi, ma non ho trovato la traduzione in italiano. Chissà, magari Ludamila o Irina mi possono aiutare a tradurli. Si tratta di sargan (сарган), pelengas (пеленгас) e gorbyl (горбыл). Piatto invece molto comune e veramente delizioso, come antipasto, sono i rapany (рапаны), una specie di mollusco che vagamente ricorda la lumaca.
Ultimissima nota – dettaglio più che altro per chi vive in Ucraina che ha possibilità di confronto – riguarda i prezzi: Yalta è cara. Ma è cara quanto Kiev. E la qaulità del servzio in generale non corrisponde del tutto ai prezzi che si pagano per averlo. Io ho alloggiato in un appartamento monolocale vicinissimo al lungomare e ho pagato 400 grn. a notte (poco meno di 40 euro), ma ne valeva meno di 20… le escursioni e le entrate ai musei sono sempre intorno ai 20-40 grn. (da 2 a 3 euro); per mangiare bene si sta intorno ai 250 grn a testa (circa 23 euro). Adesso non è ancora alta stagione; da giugno a settembre i prezzi sono più cari.
Un abbraccio al Forum,
Gringox