[quote user="icipo76" post="6849166"]intervista alla tarallucci e vino , non dice niente di nuovo[/quote]
sì, però è stata molto piacevole e Putin ha fatto un figurone
appunto , manco una domanda un po' scomoda , che ne so qualcosa su litvinenko o altro di roba, cose da chiedere ce ne a iosa ,
anzi a volte manco domande faceva
putin si limitava a raccontare le cose dal suo punto di vista e basta
veramente qualche argomento scomodo è stato affrontato (oligarchi, ucraina, siria, hacker russi) e putin esponendo il suo punto di vista con una linearità sorpendente (e non mentendo) ha fatto un figurone
Ho appena finito di vedere l'intervista? Che dire, se non che mi trovo completamente d'accordo con assodipicche? Le uniche cose in cui non mi trovo d'accordo con l'intervistato sono la sua politica verso gli omosessuali e altre piccole parti, ma "vabbè"; non è il mio paese. Per il resto si è dimostrato l'autentico giocatore di scacchi e calcolatore metodico che è. Una figura che in una nota Asimoviana sarebbe un degno reggente di una dittatura razionale.
“Non è il mio paese”, come dici tu, è la frase magica

che viene spesso dimenticata da quelli che parlano di Russia (come di Iran, di Turchia e tanti altri). Nella sua semplicità invece denota un gran rispetto per culture diverse, al contrario di chi vorrebbe insegnare ai popoli come comportarsi.
In linea di principio le dichiarazioni di Putin sono sempre pacate sugli omosessuali, che in fin dei conti fanno una vita normale come tutti in Russia, nessuno li scheda o li va a prendere a casa per controllare con chi stanno a letto. A dirla tutta in Russia a nessuno frega nulla di ciò che fai a casa tua, è invece proibita la "propaganda" di ciò che indubbiamente offende una larghissima parte della popolazione (milioni di musulmani, decine di milioni di cristiani ortodossi, centinaia di migliaia di buddisti, gran parte della classe sociale più bassa, ecc.)...a dirla tutta a me onestamente sembra più “democratico” un presidente che si comporta coerentemente con i sentimenti del proprio popolo, piuttosto che certi politici europei che impongono al resto della popolazione marcette di gente vestita come i Village People.