Re: Ana Citaesh V Metro Nabokova ...
La "tranquillità" di mungere una vacca , tagliare l'erba , accendere un fuoco, costruire una casa, cavalcare , ... senza porti nessun problema , vivi la vita contento di ciò che hai . Vivo la vita ma non sono contento .
Remare , andare a funghi , a pescare , a spasso con gli amici . Costruire la staccionata , pelare le patate, portare al mercato il latte e il formaggio e lo yogurt ..... Mi mancano tante cose . Troppe . Sono malinconico .
Giornate monotone, costruite attorno a gesti ripetitivi, ad impegni che non lasciano spazio ad alcuna soddisfazione. Annoiati, demotivati gettiamo nella spazzatura il nostro tempo e lasciamo nel buio di un cassetto i nostri sogni, con la convinzione che nulla cambierà.
...accanto a noi persone estranee sfiorano come ombre la nostra vita. Conquistati dal denaro, dal potere, dal desiderio di protagonismo, di apparire, soffochiamo la meraviglia, le emozioni, i sentimenti.
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Correre in un prato fiorito, osservare i disegni sulle ali di una farfalla. Contare i petali di un fiore e respirare a pieni polmoni il suo profumo. Immergere le mani in una pozzanghera, per raccogliere del fango da modellare. Inseguire con il pensiero e con lo sguardo le acrobazie aeree dei gabbiani. Sostare su una scogliera, sotto gli spruzzi del mare in tempesta, allargare le braccia come se fossero delle ali, sentire il vento premere sul viso e sui palmi delle mani. Rifugiarsi presso la lanterna di un faro. Meravigliarsi del creato. Ascoltare favole, giocare a nascondersi, rotolarsi, parlare, farsi coccolare, abbracciare.
Provare, sperimentare, creare, scoprire, emozionarsi. Sognare senza limitazioni e credere che tutto sia possibile, come solo un bambino sa fare.
Sapere ciò che vale realmente nella vita e che bisogna fare. Abbandonare le trafficate ed eleganti vie della falsità e riappropriarsi del tempo. Sentirsi liberi dinnanzi a tutto ciò che esiste. Vedere chiaro dentro di sé. Guardare con gli occhi della gente, provare le loro emozioni. Pescare una stella in fondo al mare, imprigionare un raggio di sole, rubare un cuore.
Lasciare il peso e la lentezza del corpo. Spostarsi istantaneamente nello spazio, nell’eternità, come un pensiero, un’astrazione. Salire sulla vetta, cattedrale del creato, e poi volare con le mie ali in alto nel cielo, sopra il mondo ed il tempo, perdersi nell’immenso.
Ritrovare tutte le persone che ho perso per strada. Vivere per sempre, in armonia, trasformarsi in angelo per poter così appagare quel desiderio di onnipotenza e sentirsi simili a Dio.