Johnson, il leader del brexit tra i tories non riesce a prendere le redini del partito. Ulteriore turbolenza.
Infatti, questo mi ha sorpreso non me l'aspettavo una frattura ancora netta di tali proporzioni, anche se si sa che prendere il potere nel partito lassu' e' tosta:
Nei tories e' risaputo che si cammina coi coltelli dietro la schiena. Gli ex amici del Leave vogliono scalvacare Johnson. Potrebbe guadagarne Farage di Ukip.
Nel frattempo anche gli ultimi giornali italiani si accorgono del referendum truffa-fuffa:
<<Nel breve tempo la cosa più convenite (e realistica) che conviene fare all'UK è passare dall'essre membro dell'UE ad essere membro dell'EEA (European Economic Area, con la Norgevia). Che equivale praticamente ad essere nell'UE, ma senza potere decisionale. Da li in poi cercare di negoziare un nuovo accordo secondo le proprie esigenze. Dal punto di vista economico l'UK non ci perderebbe molto (l'unico business che andrebbe in fumo è quello dell'hub finanziario per quanto riguarda l'area euro).>>
Che sono poi le cose che io ho sempre sospettato e sostenuto. Giammai importanti decisioni economiche-commerciali-finanziarie possono essere condizionate dal voto del cittadino medio. I politicanti non lo permettono.
Farlo significherebbe avere un regime di democrazia diretta e pefetta a suffragio universale. Cosa che i nostri paesi non sono essendo delle democrazie partitiche ( nei quali si annidano i poteri forti nazionali, regionali, locali, comuali ecc. )
Mi dispiace, usando al solito dei luoghi comuni (

), per la vecchietta del Kent, lo stalliere del Devon, il pescatore dell'Hampshire, l'operaio delle Midlands che credevano davvero di contare qualcosa con il loro voto e di potere cambiare le loro vite con scelte nette.
Per avere dei referendum seri bisogna andare in Svizzera.
Per l'hub finanziario comunque ci si puo' mettere una pezza con le negoziazioni. Bisogna pero' vedere come la pensano i tedeschi che probabilmente tendono a sponsorizzare Francoforte ( ma non e' detto che sia opinione di tuttti gli economisti teutonici spostarlo dalla City, puo' convenire lasciarlo li').
Questo del Brexit, com quello scozzese ( qui rientrava pure il fiscale come questione prioritaria ) o quello della bandiera della Nuova Zelanda e' un referendum politico interno al paese, i cui risvolti sono strettamente politici-partitici. Nasce per questioni di leadership dei partiti. E le conseguenze maggiori immediate sono appunto sui partiti piuttosto che sull'economia-commercio-spazio europeo che se verranno ridiscusse, per essere mantenute o ridisegnate accadra' con la piu' calma possibile.