[quote user="Matt" post="6843127"]Fatti formalizzare il rifiuto ed impugna al tar
La denuncia è inutile, in quanto il funzionario si attiene a disposizioni dagli organismi dell'ente e quindi questo lo esime da responsabilità mentre l'ente, non essendo una persona fisica non può omettereun atto d'ufficio: societas delinquere non potest.
Nel caso di ricorso al tar, richiedi anche i danni da lesione di interesse legittimo.
In bocca al lupo[/quote]
l' ente, autonomamente non ha come assumere nessuna decisione, ne ha potesta di assumere decisioni contrarie alla legge. Le disposizioni "dell' ente" sono state scritte e sottoscritte da un funzionario dello stesso, che e' persona fisica, responsabile di omissione di atti d' ufficio.
Io ritengo che una bella diffida, risolva la disputa, tra un onesto cittadino ed una PA semplicemente idiota.
Sopportando qualsiasi angheria, si fa la fine della "rana bollita", tecnica solitamente posta in atto dalla PA per trasformare il cittadino in un ciuco.
Non si integra l'omissione di atti di ufficio in quanto il funzionario non si inventa di richiedere i redditi, gli viene chiesta a causa di una disposizione di servizio.
Questo toglie ogni responsabilità in capo al funzionario, il quale se si beccasse una denuncia per omissione di atti d'ufficio potrebbe scazzarsi e replicare con una bella denuncia per diffamazione.
Quindi non suggeriamo di fare cose azzardate. (Diverso sarebbe se la documentazione fosse perfetta ed il funzionario per semplice acredine od inimicizia si rifiutasse)
La diffida ad adempiere si necessita solamente in caso di ritardo da parte della PA a provvedere, mentre qui non c'è nessun ritardo, c'è un rifiuto.
Al che le vie sono 2:
1) Ricorso alla PA (ordinario ed in seconda via straordinario)
2) Ricorso giurisdizionale (TAR e poi appello al CdS)
Io vedrei addirittura una terza via....: stamparsi le disposizioni di legge in materia e chiedere un colloquio col dirigente...., un "ripassino" delle norme dovrebbe già indurlo a non fara caxxate......
Beh questa è una cosa importantissima e spero già l'abbia fatto in quanto diretto interessato!
Ps. temo di essermi sbagliato prima. non ci sono 2 vie (ed il TAR non ci azzecca nulla in quanto questo caso è disciplinato specificatamente) ma solo UNA:
OPPOSIZIONE AL TRIBUNALE ORDINARIO ex art 30, co 6 TESTO UNICO IMMIGRAZIONE
(fonte
http://www.altalex.com/documents/ne...tolo-iv#titolo4 )
Perdonatemi ma in studio non ho avuto tempo di controllare e sono andato a memoria
Questa storia sta diventando lunga ...
La PA ha l' obbligo al rispetto della legge, direi che si tratta di una regola base di qualsiasi "stato di diritto". Una PA che si inventa di sana pianta, norme contrarie alla legge, e' nella totale illegalita', se riceve una diffida dettagliata, con l' invito ad "adempiere" in base ad una legge e non adempie, omette un atto dovuto e commette il reato di "omissione di atti d' ufficio" in quanto, ripeto, omette di adempiere ad un atto del suo ufficio, menando il can per l' aia.
Rivolgersi al tribunale ordinario, comporta tempi non brevi, costi non irrisori mentre, ripeto, una diffida dettagliata, possibilmente allegando decisioni di tribunali, che certificano l' illegalita' di richiedere reddito ed abitazione, al coniuge non eu, di un cittadino Italiano, risolve con solerzia il problema, almeno, ti assicuro che in un caso simile, ha risolto il mio problema, in soli 8 giorni, diconsi otto.
Avevo chiesto ad un avvocato in italia, mi chiedeva 800 euro e tempi non piu brevi di 6 / 8 mesi. Ho speso 12 euro di raccomandate e risolto in soli 8 giorni, ripeto, otto.
La soluzione che prospetto, per risolvere questo "incidente" e' la presenza del coniuge non eu in Europa, che allo scadere del titolo di soggiorno, si reca presso l' ufficio stranieri della questura di competenza, con tutti i documenti relativi alla richiesta del titoli di soggiorno rifiutato per "assenza di reddito" e chiede che si apra un procedimento, in quanto risiede "illegalmente" in Italia.
Sono certo che la questura, valutera' il da farsi, concedendo quando dovuto per "diritto e legge", nel torto e' la questura, non il coniuge del cittadino italiano, comunque la si giri.
Questo continuo rincorerre tribunali e causette da niente, oltre ad ingrassare una enorme masnada di "pennivendoli del diritto" (in italia esiste la piu alta concentrazione di tali categorie, al mondo), pone il sistema giudiziario agli ultimi posti, nelle classifiche internazionali e comunque, tutela la stessa questura (nel caso in esame) assegnando una apparenza di "legalita'" a quanto, legale non lo e' per niente.
A questi cultori del dritto e rovescio presenti presso certi uffici stranieri, bisogna prenderli letteralmente a calci nel deretano, utilizzando procedure "alternative" che li pongano in situazioni paradossali e ridicole.
Alla fine, ovviamente, richiesta di provvedimenti contro questore, dirigente ufficio starnieri" della questura competente, indirizzata a Prefetto e ministero degli interni. Una non da risultati, ma se 100 richiedenti, pongono 100 casini, sono certo che la "questura" leggera' bene la legislazione vigente e appendera' le "normative interne" contrarie alla legge, nei pressi della carta igenica.
Aggiungo che, trattandosi della evidente violazione di una normativa europea, nei confronti di cittadini / coniugi europei, si ha la possibilita' di richiedere l' intervento del solvit, online, che in genere risolve queste stupidaggini, molto velocemente, obbligando la PA italiana, al rispetto della normativa vigente.:
http://ec.europa.eu/solvit/index_it.htm
Con cio concludo e non torno su questo argomento, la mia visione della cloaca istituzionale italiana e del fetore che emanano certi tribunali, questure e simili, e' totalmente differente dalla Tua.
Buona giornata