Putin rilancia il lavoro con gare per miglior saldatori, muratori ed elettricisti. Ai vincitori 7.600 euro
di Guido De Franceschi
Correva l'anno 1967 e i Cccp-Fedeli alla linea, nella canzone "A ja ljublju Sssr", salmodiavano: "Voglio odorare / il sapore celeste del ferro, / voglio vedere il profumo sanguigno del fuoco (…). / Onoro il braccio / che muove il telaio, / onoro la forza / che muove l'acciaio". Queste parole di Giovanni Lindo Ferretti, che attraverso la sua personalissima lente punk appenninico-berlinese fu esegeta serissimo e allo stesso tempo parodistico dell'iconografia sovietica, catturavano con esattezza la postrema rifrazione di decenni di propaganda moscovita, quando ormai l'Urss era in limine mortis.
Un panorama di compagni-operai dal muscolo guizzante e dallo sguardo fisso negli orizzonti del proletariato trionfante; un panorama di infuocate fucine in cui, tra il marziale sferragliare dei macchinari dell'industria pesante, si forgiava a mani nude la potenza dell'Unione Sovietica e, con essa, un futuro migliore per l'umanità. Manifesti, quadri e statue ritraevano gli eroici lavoratori, storpiando la realtà ma nutrendo la fantasia. Poi a Mosca il comunismo ha inizato a segnare il passo, il regime è imploso, l'Urss si è disgregata. E in Russia il lavoro manuale ha rapidamente perso ogni prestigio, al punto che da qualche anno le aziende faticano molto a trovare manodopera specializzata.
Il presidente Vladimir Putin ha quindi deciso di intervenire: tenterà di restituire un po' di attrattiva alla figura dell'operaio, visto che i giovani russi non manifestano nessun appetito per un percorso professionale di questo tipo. D'altronde, già in un lungo intervento pre-elettorale, pubblicato nel febbraio scorso sul principale quotidiano russo, la Komsomolskaya Pravda, Putin aveva scritto: "Dobbiamo ricreare un'aristocrazia dei lavoratori in Russia".
Ora che è stato rieletto per la terza volta a capo dello Stato, Putin ha lanciato una prima iniziativa in questo senso: una competizione tra lavoratori per scegliere e premiare i migliori in ogni settore. Sono state individuate cinque categorie: saldatori, muratori, minatori, elettricisti e operatori di macchinari pesanti. I tre lavoratori che assurgeranno al podio in ciascuno dei cinque settori riceveranno un riconoscimento in denaro: al primo saranno conferiti trecentomila rubli (circa 7.600 euro), al secondo duecentomila e al terzo centomila.
A qualcuno è parso che la griglia che divide il mondo del lavoro manuale in soltanto cinque aree sia un po' asfittica e quindi la competizione potrebbe essere allargata anche ad altre categorie, qualora qualche altro ente o organizzazione di settore volesse rimpinguare di sua tasca l'ammontare complessivo del montepremi.
Il ministro per la Salute e lo Sviluppo sociale, Tatyana Golikova, assicura che l'annuncio è stato accolto con grande entusiasmo e che, grazie alle segnalazioni dei datori di lavoro e dei sindacati, saranno tempestivamente iniziate le selezioni dei candidiati al premio, anche se per ora soltanto a livello locale. A questa prima cernita seguirà una seconda fase a livello nazionale che condurrà alla nomina dei vincitori. Il processo di selezione dovrebbe avvenire tra giugno e ottobre e nel corso del prossimo autunno dovrebbero conoscersi i nomi dei vincitori dei premi in denaro, invero non generosissimi.
L'iniziativa di Putin profuma di vintage. D'altronde non è certo la prima volta che il presidente russo guarda, alla bisogna, nello specchietto retrovisore e usa come combustibile della propria popolarità qualche elemento tratto dai parafernalia del fu impero sovietico. In questo caso la memoria corre rapida a Alexey Grigoryevich Stakhanov, il minatore russo che, lavorando di pala e piccone nel Donbass ucraino, fu protagonista di un record, forse pilotato, nell'estrazione di carbone: il 31 agosto del 1935 il ventinovenne Stakhanov in meno di sei ore scavò 102 tonnellate e divenne un "eroe del lavoro socialista".
Grazie alla indefessa dedizione dei suoi muscoli e della sua volontà alla causa sovietica, Stakhanov finì sulla copertina di Time e fu celebrato per decenni dalla più tonitruante delle grancasse propagandistiche staliniane. Oltre alla qualifica di eroe, Stakhanov guadagnò l'assegnazione di un appartamento di un qualche prestigio, l'ingresso come lemma nei vocabolari di tutte le lingue del mondo, una fama difficile da sostenere anche per le sue robuste spalle di superminatore e una tardiva predilezione per le bibite ad alta gradazione alcolica. Il recordman del carbone morirà nel 1977.
I tempi sono cambiati e probabilmente al miglior saldatore del 2012, al miglior elettricista e agli altri vincitori spetterà soltanto una manciata di rubli e un trafiletto nelle brevi di cronaca. Effimera, quasi sicuramente, sarà la loro celebrità. D'altronde, un editoriale dell'importante organo di informazione russo gazeta.ru – dopo aver ricordato come ci voglia ben altro per risolvere il problema delle aziende che faticano a trovare manodopera specializzata e a fermare il drammatico calo di riconoscimento sociale (ed economico) per le professioni manuali – paragona l'iniziativa putiniana non a pratiche del passato che riconducono la mente a Stakhanov e all'operaismo sovietico, ma al presente e cioè ai talent show televisivi. Siamo ben distanti dalla statuaria promozione del lavoratore modello sovietico.
Tutt'al più due ore in prime-time, la premiazione, la consegna di un sacchetto (piccolo) di gettoni d'oro, una pioggia di lustrini. E, no, i nomi dei vincitori non entreranno nei vocabolari di tutte le lingue del mondo. E probabilmente la maggioranza degli adolescenti russi non inizierà a sognare di fare il minatore.
BATIR, hai qualcuno da proporre??












PADOVA




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