Il tema di oggi è Giustizia e Legalità . In ogni rassegna inserirò un argomento confrontando le proposte delle forze politiche ( una sintesi ). Nella precedente rassegna : Energia e Ambiente.
Dal programma della Sinistra Arcobaleno ( candidato premier Fausto Bertinotti ) :
Abolizione dell’ergastolo e dei circuiti di massima sicurezza. Creazione di un Testo unico della legislazione antimafia. Creazione di un’Agenzia nazionale per la gestione e riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Depenalizzazione delle pratiche di consumo delle droghe.
Dal programma dell’ Udc ( candidato premier Pier Ferdinando Casini ) :
Una ''rottamazione'' delle cause civili: incentivazione delle conciliazioni delle cause pendenti attraverso bonus fiscali. Responsabilità del pm per l'esercizio dell'azione penale. Semplificazione dei riti civili e penali con attribuzione al giudice della responsabilità della ragionevole durata del processo con adozione di protocolli di gestione e programmazione delle udienze.
Dal programma del Partito Democratico ( candidato premier Walter Veltroni ) :
Non candidabili i condannati per reati «gravissimi». Processi civili e penali in tempi ragionevoli con: accorpamento dei tribunali; specializzazione dei magistrati; ricorso diffuso alla composizione extragiudiziale delle liti; introduzione del manager in tribunale. Le intercettazioni servono all’autorità giudiziaria ma ci sia chi risponda delle violazioni del diritto alla riservatezza.
Dal programma del Popolo della libertà ( candidato premier Silvio Berlusconi ) :
Garanzia della certezza della pena con la previsione che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta, ed esclusione degli sconti di pena per i recidivi e per chi abbia commesso reati di particolare gravità e di allarme sociale. Inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne. Costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti. Limitazioni dell’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi.
Dal programma di Italia dei valori ( sostegno per Walter Veltroni ) :
Pene certe e processi penali e civili più rapidi (possibilità di applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio). Reintroduzione del reato di falso in bilancio. Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello. Incandidabilità al Parlamento per i condannati con sentenza passata in giudicato.
Situazione politica
Presentate ufficialmente le liste dei candidati alle elezioni politiche italiane del 13 e 14 aprile. A tenere banco sono state nelle ultime ore le polemiche all’interno del Pdl sulla candidatura dell’imprenditore Giuseppe Ciarrapico a causa di sue dichiarazioni su simpatie per il fascismo poi precisate. Intanto il leader democratico Walter Veltroni prosegue nel suo tour elettorale. Fausto Bertinotti punta il dito contro l’eccessiva bipolarizzazione della politica italiana. E la Chiesa si appella ai cattolici.
Elezioni : l’appello dei vescovi
La Chiesa non intende interferire nelle scelte degli elettori. Ma auspica che le elezioni possano essere "un'occasione di crescita morale e civile". E' quel che afferma il presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, nella prolusione pronunciata in occasione dell'apertura del Consiglio Episcopale Permanente. E aggiunge - citando Benedetto XVI - che è compito dei cattolici opporsi al "rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi, antropologici ed etici, radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi".
Fonte: La Repubblica
Il Pdl e le polemiche su Ciarrapico
In un'intervista l'imprenditore Giuseppe Ciarrapico, ex presidente della Roma calcio, ha affermato: «Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie ma non l'ho mai rinnegato». E Alleanza nazionale non ha nascosto le perplessità sulla candidatura. Già domenica uno dei dirigenti di An incaricato di seguire la partita delle liste ammetteva: «Noi non lo vogliamo, l’ha scelto Berlusconi». La polemica scatenata dall'intervista porta Ciarrapico a dettare successivamente una nota di smentita: «Il testo dell'intervista pubblicata non corrisponde al mio pensiero. Il fascismo appartiene al nostro passato e il giudizio su questo periodo drammatico della nostra storia è bene che sia lasciato agli storici. Per quanto mi riguarda, non ho mai nascosto la mia giovanile adesione ad esso, al pari di tanti illustri italiani, ma al tempo stesso ho sempre espresso la mia netta riprovazione e condanna, qualunque sia stata, per la perdita della democrazia e ancora di più per le discriminazioni razziali. E immediatamente arrivava anche il dietrofront di Fini: «Lo avesse fatto prima, probabilmente avrebbe risparmiato a tutti le polemiche di queste ore. È un candidato del Pdl - osservava Fini - ed è stato molto, molto opportuno che sgombrasse il campo da polemiche che avrebbero avvelenato la campagna elettorale. Sono lieto che è stato molto netto nel dire che le leggi razziali sono state un'infamia e che il passato è stato giudicato dalla storia».
Fonte: Corriere della sera
Veltroni: “Come Zapatero anche noi puntiamo a polarizzare”
Il segretario del partito Democratico Walter Veltroni legge nella vittoria di Zapatero alle elezioni spagnole una "conferma di quello che come partito Democratico abbiamo deciso di fare", ovvero candidarsi alle politiche da soli, o "meglio, con l'Idv che annuncia di voler fare un unico gruppo parlamentare con noi"."Noi - dice Veltroni - puntiamo cosi' ad avere un risultato di polarizzazione per effetto della nostra scelta che ha gia' prodotto notevoli cambiamenti" nel panorama politico italiano, pur caratterizzato "da una legge elettorale pensata per coalizioni".
Fonte: Rainews24
La grande paura di Bertinotti
Il candidato leader dell’Arcobaleno non ha avuto esitazioni ad ammettere che il voto ispano-francese ha fatto risuonare alto «un allarme» per la sinistra radicale italiana. Del resto, come non potrebbe, visto l’ormai completo annientamento dell’Izquierda Unida in Spagna e la sopravvivenza residuale e minacciata in Francia di sigle un tempo temibili? E, quando dice, riferendosi con acidità alla non appartenenza del Pd all’Internazionale socialista, che «in Italia non ci sono formazioni socialiste», Bertinotti ammette che neppure l’Arcobaleno è Zapatero, cioè il vincitore. Dunque, non gli resta che consolarsi con la Germania, «dove la sinistra si costituisce su nuove basi, su basi unite». Poi c’è un altro grave problema: il preoccupante affiorare in Europa di una tendenza alla bipolarizzazione, al concentrarsi, cioè, dei voti, attorno a due forze principali.
Fonte: La Stampa












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