Russia. Diminuiscono i favorevoli alla pena capitale
News del 09-07-2005
In tre anni la percentuale di russi favorevoli alla pena di morte è diminuita del 14%, passando dal 79% nel 2002 al 65% nel 2005; lo rivela una ricerca condotta dal Levada Center, in base alla quale i contrari alla pena capitale sono passati dal 17% al 25%, la percentuale degli indecisi è invece passata dal 4% al 10%.
I favorevoli sono in prevalenza maschi, di età superiore ai 40 anni, con titolo di studio inferiore, risiedono in città piccole e percepiscono redditi medi (3.000 - 9.000 rubli al mese per ciascun membro della famiglia).
Risultano generalmente elettori del Rodina o del Partito Comunista.
I contrari sono per lo più donne, di età inferiore ai 40 anni, con titolo di studio superiore ed un reddito superiore alla media.
Sono in genere sostenitori del partito di maggioranza Russia Unita.
Il sondaggio è stato svolto tra il 17 ed il 20 giugno 2005, su un campione di 1.600 intervistati distribuiti in 128 diverse località .
La Russia è impegnata nell'abolizione della pena di morte come membro del Consiglio d'Europa dal 28 febbraio 1996.
Nel 1996, l'allora Presidente Boris Eltsin, per adempiere agli obblighi internazionali, ha imposto una moratoria sulle esecuzioni - tuttora in vigore - che ha aggirato il costante rifiuto da parte del Parlamento (Duma di Stato) di abolire la pena di morte (una proposta di legge per una moratoria è stata respinta dal Parlamento il 14 marzo 1997).
L'attuale Presidente Vladimir Putin si è rifiutato di revocare la moratoria, nonostante le pressanti richieste in questo senso.
a cura di NTC












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