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Storm In Moskow
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Messaggio Storm In Moskow 
 
Altra lodevole iniziativa del Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale.

Nell’estate del 1999 è terribile per Boris El’tsin e la sua famiglia. In quell’anno la popolarità del malato presidente russo giunse a livelli minimi della sua storia: un sondaggio indicò che solo il 2% della popolazione aveva fiducia in lui, mentre il 70% credeva nelle capacità del primo ministro Evgenii Primakov.
Ma la mattina del 12 maggio Primakov venne licenziato da El’tsin. Gli subentrò il quarantasettenne colonnello-generale che guidava il ministero degli Interni, Sergei Stepashin.
Stepashin restò in carica neanche tre mesi: all’inizio di agosto venne destituito e al suo posto venne nominato un giovane assai poco conosciuto dalla popolazione, la cui carriera era iniziata nel KGB e che in quel momento rivestiva la carica di direttore del Servizio federale di sicurezza (FSB, l’organizzazione erede del KGB) e dalla primavera ricopriva anche il posto di capo del Consiglio di sicurezza presidenziale.
La Russia era era uscita dal tracollo economico del 1998, ma la scena politica era caotica. El’tsin si stava avviando alla fine del suo secondo mandato presidenziale e la Costituzione non ne prevedeva un terzo. Circolavano voci di un suo possibile arresto assieme a quelle dei famigliari.
I sentimenti di ostilità popolare erano evidenti e governo e presidente erano incapaci di comunicare l’evidenza: che le cose andavano meglio rispetto all’anno precedente e certamente molto meglio di dieci prima. A quel punto la nomina di Putin alla guida del governo. Ma Putin doveva essere confermato nel suo incarico dalla Duma, il parlamento, ostile al presidente.
La figlia di El’Tsin, Tat’yana Yumasheva tiene un blog su internet e nel febbraio del 2010, ricordando il timore con cui guardavano al futuro un decennio prima, scriveva: “Chibais credeva che la Duma non avrebbe confermato Putin... I comunisti assieme all’ex primo ministro Primakov e al sindaco di Mosca Yurii Luzhkov avrebbero messo assieme una forte maggioranza per le prossime elezioni in grado di modificare la Costituzione. Dopo di che il paese sarebbe scivolato verso la catastrofe, o peggio alla guerra civile. Lo scenario migliore possibile era quello di un regime neocomunista, relativamente adattato a condizioni più moderne...”.
Ancora oggi non è chiaro come è perché si sia giunti alla nomina di Putin a primo ministro e come poi El’tsin e la sua famiglia abbiano trovato in lui il loro salvatore.
Sono mesi terribili quelli che seguono, un vero periodo di torbidi. C’è la seconda guerra di Cecenia e la serie di sanguinosi attentati notturni a condomini in varie località della Russia, che provocano centinaia di morti. Quel fine anno è particolare; non è solo fa fine del secolo, ma anche del millennio. Mentre tutto il mondo trepida per il bug del millennio El’tsin annuncia le sue dimissioni.
Si trattò di una iniziativa ben congegnata: anticipando le dimissioni, subentrava come facente funzioni il primo ministro Putin, che avrebbe potuto fare la campagna elettorale in questa veste. E Putin vinse le elezioni in modo travolgente.
Quei mesi del 1999 restano una delle pagine più oscure della storia recente della Russia. Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale ha appena pubblicato un importante studio di John Dunlop, “Storm in Moscow”. A Plan of the El’tsin Family to Destabilize Russia, che aiuterà a meglio comprendere quel periodo di torbidi.
John Dunlop è Senior fellow alla Hoover Institution. Si è a lungo occupato delle guerre in Cecenia, del nazionalismo russo. Attualmente si occupa delle origini del regime di Putin negli anni 1998-1999.
Fra le sue pubblicazioni: The Faces of Contemporary Russian Nationalism (Princeton University Press, 1983); The New Russian Nationalism (Praeger Publishers, 1985); The Rise of Russia and the Fall of the Soviet Union (Princeton University Press, 1993, 2a edizione rivista 1995); Russia Confronts Chechnya: Roots of a Separatist Conflict (Cambridge University Press, 1998); e The 2002 Dubrovka and 2004 Beslan Hostage Crises: a Critique of Russian Counter-Terrorism (Ibidem Verlag, 2006).


Il PDF è scaricabile gratuitamente qui

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