La stragrande maggioranza dei cechi e degli slovacchi non erano molto felici di vivere sotto gli Absburgo. Desiderosi d' indipendenza, uno Stato tutto per loro, mal sopportavano il giogo che l' Austria aveva imposto dopo la battaglia alla Montagna Bianca del 1620.
Cosi quando l' Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia dando inizio a quella che sarebbe diventata la 1a Guerra Mondiale, molti cecoslovacchi avrebbero voluto combattere dall' altra parte, assieme alle potenze della Triplice Intesa.
E molti lo fecero in verità. Tra questi vi furono i 50 mila della leggendaria Legione cecoslovacca.
Allo scoppio dell' ostilità molti cecoslovacchi che, per scelta o necessità, si trovavano in territorio russo decisero di non rientrare in Austria Ungheria per non dover combattere sotto le odiate insegne dell' Aquila bicipite. Richiesero quindi al generalissimo Brusilov di esser inquadrati nell' esercito zarista ma di essere impiegati solo contro i tedeschi, giacché combattendo contro gli austriaci avrebbero corso il rischio di trovarsi di fronte ai loro connazionali rimasti fedeli agli Absburgo. Il reggimento cosi formato si copri subito di gloria durante le prime fasi della guerra quando i russi riportarono discreti successi.
La fama del loro valore si accrebbe a tal punto che molti di quei cecoslovacchi che eran costretti a combattere per l' Austria disertarono andando ad ingrossare le fila di quella che ormai era conosciuta come la Legione. Ad essi si aggiunsero i prigionieri cechi e slovacchi che l' esercito di Brusilov man mano catturava in battaglia. Alla fine gli effettivi ammontarono a circa 50 mila uomini sotto il comando del generale Diederichs.
Ma il nuovo governo russo nato dalla rivoluzione bolscevica firmò a Brest-Litovsk una pace separata con le Potenze Centrali. Le ostilità sul fronte orientale cessarono immediatamente e anche la Legione fu costretta a fermarsi.
Ma la guerra sul fronte occidentale non era certo finita e i componenti la Legione decisero di andare a dar man forte a francesi ed inglesi. Come fare però a raggiungerli visto che le forze dell' Intesa occupavano il territorio che va dal Baltico al mar Nero?
Impossibile per cosi tanti uomini attraversare le linee nemiche. Fu quindi deciso di attraversare la Siberia fino a Vladivostok, imbarcarsi colà e rientrare in Europa via mare.
Da Kiev, dov' erano stanziati, i 50 mila della Legione (uno di loro era Jaroslav Hasek, più tardi autore del "Buon soldato Sveik") raggiunsero la ferrovia Transiberiana iniziando il viaggio, lungo 8 mila km, che li avrebbe portati fino al mar della Cina. Trotzky aveva assicurato i necessari lasciapassare ma durante la traversata sorsero numerosi problemi con distaccamenti di truppe sovietiche che non volevano saperne di far transitare dei soldati stranieri in armi. Alla fine i capi della Legione si videro costretti a prendere il diretto controllo della ferrovia. Un primo distaccamento dell' Armata raggiunse Vladivostok alla fine di aprile del 1918. Altri vennero ritardati dai continui assalti dei bolscevichi e raggiunsero la costa solo mesi più tardi, a guerra ormai finita.
Questa incredibile epopea fu seguita con crescente simpatia e partecipazione dalla stampa e dall' opinione pubblica occidentale, segnatamente anglosassone. Cosa che, a guerra finita, molto favori la creazione di uno stato indipendente cecoslovacco dalle ceneri dell' impero austroungarico.
g.
fonti: la mia capa e http://nortvoods.net/rrs/siberia/czecharmy.htm




















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