Speck
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 Re: Una Domanda
Si usa avere quando i verbi servili** sono seguiti dal verbo essere o da un infinito passivo ("non ho potuto essere presente", "non ha voluto essere rieletto");
Se l’ausiliare richiesto è essere, in presenza di un pronome atono che preceda l’ausiliare si mantiene essere: "non ci sono voluti andare". Con pronome che segua l’infinito è usato avere: "non hanno potuto andarci".
** i cosiddetti verbi servili, in particolare i più comuni "dovere", "potere" e "volere", usati da soli richiedono l’ausiliare avere, quando invece accompagnano l’infinito di un altro verbo possono assumerne l’ausiliare ("sono dovuto andare").
Attualmente c'è una certa diffusione di usare il verbo "avere" in modo indifferenziato, quindi "sono dovuto andare" e anche "ho dovuto andare".
L'uso degli ausiliari coi verbi servili è risolvibile seguendo poche regole:
Se si sceglie l'ausiliare del verbo retto dal servile, non si sbaglia mai: es. "Ha dovuto mangiare" (come "ha mangiato"); "è dovuto partire" (come "è partito").
Se il verbo che segue il servile è intransitivo, si può usare sia "essere" che "avere": es. "è dovuto uscire" o "ha dovuto uscire".
Se l'infinito ha con sé un pronome atono (mi, si, ti, ci, vi) bisogna usare "essere" se il pronome è prima dell'infinito (es. "non si è voluto alzare"), "avere" se il pronome è dopo l'infinito (es. "non ha voluto alzarsi").
Se il servile è seguito dal verbo "essere", l'ausiliare sarà sempre "avere": es. "ha dovuto essere forte", "ha voluto essere il primo".
____________ È appurato che: "L'imbecillità di certe persone non conosce confini ed è inevitabile come il sole, la pioggia, il buio e la luna."
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