Oggi, gentili ascoltatori, vi invitiamo a visitare Kursk, citta’ natale di San Serafino, uno dei santi piu’ venerati dalla chiesa ortodossa russa.
Foto: RIA Novosti
Kursk dista 536 km a sud di Mosca e sorge sui fiumi Sejm e Tuscar’. Probabilmente un insediamento urbano esisteva gia’ dal X secolo, ma solo nel 1095 Kursk viene menzionata nelle antiche cronache russe. Il nucleo piu’ antico della citta’ sorgeva lungo le rive del fiume Kur, un affluente del Tuscar’: proprio dal fiume Kur la citta’ ha tratto il suo nome.
Questa era la zona di transito dei popoli nomadi di origine turca come i peceneghi, i quali diedero i nomi ai corsi d’acqua locali: kur nella loro lingua significa insediamento, citta’; mentre la parola tuscar’ significa piantare l’accampamento.
Kursk era una citta’ di confine, di conseguenza occupava sempre un posto di primo piano in tutte le guerre intraprese dallo stato russo: contro i mongoli, i lituani, i polacchi. La fierezza bellica della citta’ e il suo legame con il passato militare della Russia e’ reso tangibile dal fatto che il nome di diverse vie cittadine rievocano atmosfere guerresche. E cosi’, gentili ascoltatori, potrete trovare via dei fucilieri, via dei soldati, via dei cosacchi, via dei cannoni.
La planimetria della citta’ di Kursk e’ veramente singolare. Vicino alla riva del fiume Tuskar’ si trova la Piazza Rossa, cuore della citta’, da cui si dipartono a ventaglio tutte le vie principali di Kursk. Tra queste vogliamo citarne tre per l’originalita’ del loro aspetto. La via Lenin, una strada moderna pullulante di negozi: un vero paradiso per gli amanti dello shopping. La via Gor’kij dove si respira l’atmosfera dei tempi lontani grazie ai suoi palazzi antichi. La via Volodarskij, piccola riproduzione dell’universo russo antico, caratterizzata da vecchie casette di legno circondate da giardini. Gentili ascoltatori, se soggiornerete all’hotel “Kursk”, la piu’ grande struttura alberghiera della citta’ sita in via Lenin, potrete ammirare dai piani alti queste tre vie e in lontananza il bosco dall’altro lato del fiume.
San Serafino, al secolo Prokhor, era nato a Kursk il 19 giugno 1759. Il piccolo Prokhor rimase orfano di padre ad appena 3 anni e la madre, Agafia, dovette da sola occuparsi della famiglia e degli affari del marito defunto. Fra questi ultimi figurava l’appalto per l’edificazione della Cattedrale di San Sergio e della Madonna di Kazan’. Agafia soleva portare con se il figlio quando andava a verificare l’andamento dei lavori di costruzione. Un giorno Prokhor, allontanatosi dalla madre, cadde da una impalcatura. Agafia pensava di trovare a terra il figlio morto e invece Prokhor era illeso. La madre piamente interpreto’ questo evento come segno dell’intervento divino. Questa fu solo la prima delle innumerevoli volte in cui la presenza di Dio si manifesto’ in maniera tangibile nella vita del futuro santo.
A soli 15 anni Prokhor entro’ in convento e consacro’ la sua vita alla meditazione spirituale e alla mortificazione della carne.
Il 13 agosto 1786 Prokhor divenne monaco e gli fu imposto il nome di Serafino. Dopo una vita trascorsa in completa solitudine, pregando e digiunando, il monaco Serafino nel 1817 apri’ la sua cella ai fedeli per indicare a tutti la via della salvezza. Fino alla morte Serafino continuo’ instancabilmente ad elargire i suoi insegnamenti di vita cristiana, operando anche guarigioni miracolose.
Mori’ il 2 gennaio 1833 e venne canonizzato dalla chiesa 70 anni dopo. San Serafino aveva consacrato la sua vita all’ascesi e alla contemplazione, sottolineando l’importanza della preghiera nella vita di ogni cristiano.
Quando sarete a Kursk, gentili ascoltatori, potrete visitare la maestosa Cattedrale di San Sergio e della Madonna di Kazan’ situata nel centro storico della citta’. Non e’ escluso che a progettare la cattedrale, risalente alla fine del XVIII secolo, sia stato l’italiano Rastrelli. Al suo interno ci sono due chiese disposte su piani diversi: il piano superiore e’ occupato dalla chiesa di San Sergio, mentre quello inferiore dalla chiesa della Madonna di Kazan’. Di particolare bellezza e’ l’iconostasi in legno dorato della chiesa di San Sergio. Lo stile della cattedrale e’ tipicamente barocco con gli immancabili elementi ornamentali in gesso e le colonne corinzie del portico dell’entrata.
Ad un isolato di distanza dalla cattedrale si trova la chiesa di Sant’Elia dove venne battezzato San Serafino. L’edificio merita una particolare attenzione per i meravigliosi affreschi eseguiti sulla base dei disegni preparatori del famoso pittore russo Viktor Vasnezov. Gli affreschi risultano, di conseguenza, quasi identici a quelli dipinti dal celebre maestro nella cattedrale di San Vladimir a Kiev.
Come di consueto vi diamo qualche consiglio sul percorso da compiere per giungere alla meta di oggi. Da Mosca, dalla stazione Kurskaja, partono ogni giorno piu’ di quindici treni. Il viaggio dura circa 8 ore. Data la lunghezza del percorso vi sconsigliamo di compiere il viaggio in macchina.
Siamo giunti, cosi’, al termine della nostra rubrica.
Vi aspettiamo, come sempre, fra due settimane con un nuovo itinerario turistico.
Salutandovi vi ringraziamo per la vostra cortese attenzione.
Con voi e’ stata Laura Venniro.
http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/6948822/46985926.html
Nella pagina linkata è disponibile il contributo audio.












Sagrado (GO)

