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Viaggiando Per La Russia → Oranienbaum
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Messaggio Viaggiando Per La Russia → Oranienbaum 
 
Va in onda il programma “Viaggiando per la Russia”.

Oggi, gentili ascoltatori, vi invitiamo a visitare Oranienbaum, sontuosa tenuta consacrata ai frivoli divertimenti dei suoi imperiali signori.


 oranienbaum
Foto RIA Novosti


Oranienbaum si trova a 40 km ad ovest di San Pietroburgo e sorge sulla sponda meridionale del Golfo di Finlandia. All’inizio del XVIII secolo lo zar Pietro il Grande regalo’ al suo favorito, Aleksandr Men’šikov, questo territorio che era ancora disabitato. Il sovrano intendeva affidare a Men’šikov la sovraintendenza dei lavori della costruzione della fortezza di Kronštadt, sull’isola di Kotlin. Questo appezzamento di terreno, situato proprio di fronte quest’isola, era il luogo ideale per permettere a Men’šikov di svolgere l’incarico affidatogli da Pietro I.

La personalita’ di Aleksandr Men’šikov e’ veramente insolita e suggestiva. Uomo di umili origini, figlio di un caporale o forse di uno stalliere, si racconta che quando incontro’ il sovrano fosse un semplice venditore ambulante di dolciumi. La sua indubbia destrezza gli consenti’ di diventare uno dei piu’ capaci collaboratori dello zar, partecipando a fianco del sovrano alle piu’ svariate attivita’ statali. Divenne presto uno degli uomini piu’ ricchi della Russia, accumulando onori e ricchezze con mezzi non sempre leciti, al punto che spesso dovette affrontare l’ira di Pietro I.

Ottenuto in dono dal sovrano questo territorio in riva al Mar Baltico, Men’šikov fece costruire uno stravagante quanto imponente palazzo. La sua costruzione inizio’ nel 1710 sotto la guida dell’architetto Giovanni Maria Fontana che tre anni dopo fu sostituito Gottfried Schädel, il quale porto’ a compimento i lavori nel 1725. Il palazzo e’ uno dei piu’ splendidi esempi dello stile barocco russo. E’ costituito da un corpo centrale dalle cui estremita’ si dipartono perpendicolarmente due ali laterali che culminano in due padiglioni. I suoi interni sono sontuosamente decorati da Bartolomeo Rastrelli e Antonio Rinaldi. Le finestre della facciata, lunga ben 210 metri, sporgono sul golfo di Finlandia. In ossequio allo scopo per cui Oranienbaum era sorta, sul tetto del palazzo venne posta una torre di vedetta dalla quale Men’šikov, con un cannocchiale, seguiva i lavori di costruzione della fortezza di Kronštadt.

Aleksandr Men’šikov non era solo collaboratore di Pietro I ma anche amico e compagno di bagordi, quindi il sovrano amava soggiornare spesso nella tenuta di Oranienbaum. Per venire incontro ai desideri dello zar Men’šikov fece costruire un canale nel giardino antistante il palazzo, per permettere a Pietro di giungervi su una scialuppa direttamente dal mare.

Nel giardino di Oranienbaum nel XVIII secolo venivano coltivati nelle serre frutti esotici e anche la melarancia da cui la tenuta di Men’šikov trae il suo nome, poiche’ oranienbaum in tedesco significa albero di melarancia.

Dopo la morte di Pietro I le alterne vicende della vita di Men’šikov culminarono nella sua perdita di influenza a corte e nel suo esilio. La tenuta dell’ex favorito fu confiscata e Oranienbaum divenne proprieta’ dello stato. Altri proprietari avrebbero lasciato il loro indelebile ricordo nel patrimonio architettonico di Oranienbaum.

Nel 1743 l’imperatrice Elisabetta regaralo’ al nipote, il futuro imperatore Pietro III, la tenuta di Oranienbaum in occasione delle sue nozze. Il giovane granduca, appassionato fino alla mania all’arte militare, fece costruire ad Oranienbaum una fortezza in miniatura, chiamata Peterstadt, cioe’ cittadella di Pietro, dove il futuro sovrano poteva trastullarsi nel suo divertimento preferito: disponendo di ufficiali e soldati poteva organizzare parate militari e simulare scontri campali.

Della fortezza non e’ rimasto nulla, mentre e’ possibile ancora ammirare il piccolo palazzo che Pietro III fece costruire da Rinaldi fra il 1758 e il 1760. L’edificio, a pianta quadrata, presenta in uno degli angoli una rientranza che dona al palazzo un aspetto veramente inusuale. Ma quello che sorprende ogni turista in visita ad Oranienbaum e’ il senso di leggerezza suscitato dalla difforme dimensione dei due piani del palazzo. Il primo piano e’ infatti piu’ alto del pianoterra e questo crea l’impressione che il palazzo sia sopraelevato rispetto al terreno. L’edificio contiene solo 6 stanze e tutto e’ rimasto come ai tempi in cui vi soggiornava Pietro III. La stanza piu’ grande e’ la c.d. sala dei quadri che fungeva da studio, salotto e stanza da pranzo. La disposizione dei quadri, immutata nei secoli, e’ molto originale perche’ non segue i criteri usuali: i quadri non sono disposti a seconda del soggetto o dell’autore, ma sono raggruppati in base alla tonalita’, formando una serie di diverse chiazze di colore sulle pareti che attirano inevitabilmente l’occhio del visitatore.

Ma fu la moglie di Pietro III, Caterina II, a regalare ad Oranienbaum il lato piu’ pittoresco di tutta la tenuta. Nel giardino retrostante al Grande Palazzo di Men’šikov l’imperatrice fece costruire da Rinaldi il Palazzo cinese e il Padiglione dello scivolo. Il Palazzo cinese fungeva da residenza estiva di Caterina ed e’ cosi’ denominato perche’ gli interni sono ornati da motivi decorativi cinesi oltre a contenere una vasta collezione di cineserie, dalle porcellane al mobilio, tanto in voga nel ‘700. Vicino al Palazzo cinese si trova l’opera sicuramente piu’ originale di Rinaldi, cioe’ il Padiglione dello scivolo, costruzione senza pari in Russia e in Europa. Gli ospiti di Caterina II si divertivano a salire in cima al padiglione, alto 33 metri, per discenderne con le slitte su degli scivoli in legno che formavano una pista simile alle moderne “montagne russe”. Il percorso superava i 500 metri ma purtroppo non e’ rimasto nulla ne’ degli scivoli in legno ne’ del colonnato che li affiancava, mentre si e’ conservato lo splendido padiglione in perfetto stile rococo’.

Come di consueto vi diamo qualche consiglio sul percorso da compiere per giungere alla meta di oggi. Potrete giungere ad Oranienbaum in treno partendo dalla stazione Baltijskij. Il viaggio dura circa 50 minuti. Vicino alla stazione ferroviaria si trova uno dei capolinea dei pullman: chi fra voi, gentili ascoltatori, dovesse perdere il treno potra’ senz’altro usufruire di questo comodo servizio. Ma non dimenticate che Oranienbaum nel 1948 ha mutato il suo nome in Lomonosov, in onore dell’omonimo scienziato russo, quindi nelle guide turistiche questa localita’ e’ riportata col suo nome attuale.

Siamo giunti, cosi’, al termine della nostra rubrica.

Vi aspettiamo, come sempre, fra due settimane con un nuovo itinerario turistico.

Salutandovi vi ringraziamo per la vostra cortese attenzione.

Con voi e’ stata Laura Venniro.


http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/6948822/46933637.html

Nella pagina linkata è disponibile il contributo audio.
 




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