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n4italia
18 Novembre 2012, 20:25

Favole Russe Del XVIII Secolo  &#8594;   Ippolit Bogdanovic. Quando Allo Stupido Asinello…
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Favole russe del XVIII secolo

Quando la Russia parlava il linguaggio della fiaba.

Un programma di Aurelio Montingelli e Anna Gromova per scoprire nel passato le  profetiche allusioni del presente.

Con irriverenza e fedelta’

 

Ippolit Bogdanovic

(1743–1803)

 [img]http://www.russia-italia.com/files/images/4024/bogdanovic.jpg[/img] 

Scrisse i primi versi a 14 anni, ma il successo, strepitoso, si abbatte’ su di lui quando pubblico’ il poema che  lo avrebbe segnato per tutta la vita.

Si chiamava “Dushenka” e lui stesso avrebbe spiegato perche’.

Ottimo conoscitore del latino era rimasto affascinato  da Apuleo, l’autore classico preferito dai ragazzi  afflitti da acne giovanile. E nell’Asino d’oro aveva trovato la storia di Psiche e Amore. Psiche in russo e’ “Dusha”, da qui il diminuitivo molto familiare di “Dushenka”.

E lui ne avrebbe la storia in dolci versi con alcune venature erotiche.

Quindici edizioni in pochi mesi, con buona pace di Belinski che, un secolo dopo lo avrebbe stroncato inesorabilmente.

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 Ippolit Bogdanovich.  “Quando allo stupido asinello…”

 

“Quando allo stupido asinello

Venne a noia il vecchio campicello

Decise di cambiar vita

E  penso’ ad una sortita.

 

Piu’ non voleva pascolare,

Ma mangiar bene e comandare.

 

Il padrone gli volle far capire

Che al mondo non era facile stupire

E che per sfondare in societa’

Ci vuole faccia tosta e disonesta’.

 

L’asinello gli rise addosso immantinente

Perche’ sapeva come affascinar la gente.

Bastava trovare il raglio giusto

E fare il bellimbusto.

 

E cosi’ si avvio’ verso la gloria

La rogatoria

l’istruttoria

 e la vittoria.

 

Ma bisognava prima il fiume attraversare

E poi il mondo conquistare.

Si getto’ in acqua con grande slancio

E trovare il giusto aggancio.

 

 

Col tempo quel fiume addormentato

in un pantano si era trasformato

che permetteva di nuotare fino a mezza strada

con la melma al posto della biada.

 

“Non e’ niente – grido’- un altro sforzo ancora

E arrivero’ alla buonora .”

 

Invece se ne sta ancora li’,

A cantare  “hi, hi, hi”.
                   

Avete ascoltato  “Favole russe del XVIII secolo”

Quando la Russia parlava  con  il linguaggio della fiaba.


http://italian.ruvr.ru/radio_broadcast/55518946/58089341.html 

Nella pagina linkata è disponibile il contributo audio.


