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lenin
05 Febbraio 2005, 0:38


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Ho trovato questo vecchio articolo

Siamo all'inizio del 1996. 
Montanelli, che con Berlusconi aveva brutalmente rotto i rapporti nel 1994, una volta che questo era asceso al ruolo di Presidente del Consiglio e si era indirettamente imposto (ma neanche tanto indirettamente) a censore del "suo" Giornale (celebre l'episodio della sua irruzione nella redazione del quotidiano per frenare l'incontenibile liberalismo del Direttore), riceve un invito a pranzo da parte del Cavaliere. Convinto che Berlusconi abbia davvero smesso con la politica, Indro accetta di rivedere questo suo vecchio amico. 
La famiglia Berlusconi, dunque, pranza con l'eccellente giornalista. Ad un certo il padrone di casa si alza, apre le monumentali tende della vetrata che d&agrave;Â  nel parco di Arcore e fa cenno a Montanelli di osservare lo spettacolo: fuori, maestoso e pacchianissimo, si erge niente poco di meno che il Mausoleo funerario di Berlusconi. Una struttura in stile assiro-milanese, dir&agrave;Â  poi Montanelli: un trionfo di colonnine, scalini, archi, archetti e capitelli, oscenamente concepiti. Montanelli si complimenta per il raffinato gusto estetico e se ne torna a mangiare. "No, ma seguimi Indro" lo invita, lesto, il Cavaliere. 
Entrano cos&igrave; nel grande Mausoleo: Berlusconi indica all'amico un sarcofago egiziano di apparente antica fattura. "Un reperto?" pensa il buon Montanelli. "Questo &egrave; per me", chiarisce subito il Cavaliere. "Mi far&ograve; seppellire qui dentro". Montanelli si ricomplimenta per il raffinato gusto estetico e fa per uscire. "No, no, ma seguimi Indro" lo reinvita il Cavaliere, indicando con la mano una parete del Mausoleo. "Qui c'&egrave; il mio bassorilievo...". Montanelli si sforza di non pensare che si tratti di quello che teme. E INVECE. Tra gli oggetti che il Berlusconegizio contempla di portare nell'aldil&agrave;Â , spicca, dalla pietra, la sagoma di un vistoso cellulare: giusto per le telefonate dall'aldil&agrave;Â  all'aldiqua, non si sa mai... Montanelli si complimenta ancora per il raffinato gusto estetico e cerca invano di avvicinarsi all'uscita. "No, no, ma seguimi Indro" ribadisce Silvio. Giungono in una stanza piena zeppa di loculi vuoti: "Questo &egrave; il Cerchio dell'Amicizia", illustra il Cavaliere. "Questi primi quattro posti sono gi&agrave;Â  prenotati: ci verranno - anche se con questi nomi credo sia intervenuta la fantasia sarcastica di Montanelli - Marcello dell'Utri (!), Cesare Previti, Fedele Confalonieri ed Emilio Fede. Ecco, Indro, per questo quinto posto avrei pensato proprio a te". Momenti di silenzio. Non immaginiamo il pallore che dovr&agrave;Â  aver afflitto in quel momento il Direttore: sappiamo per&ograve; le sue precise parole. "Domine non sunt dignus".

Si sente la tua mancanza, Indro!

Lenin


