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ema
02 Marzo 2005, 6:53

ascoltando Tchaikovsky
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Ascoltando il concerto per violino e orchestra di  Tchaikovsky, suonato da uno dei miei violinisti preferiti: David Oistrach, mi sono venute in mente due considerazioni. La prima &egrave; che non capisco perch&egrave; si dice che i russi appartengono ad un popolo che nasconde i propri sentimenti. O che li ha in misura minore rispetto ai popli latini. Il tema dell'adagio &egrave; di uno struggente romanticismo melanconico,  e questo &egrave; una costante nella produzione artistica russa: forse che interiorizzino i sentimenti per esternarli dopo come un fiume in piena?
La seconda considerazione &egrave; che oggi non si aggiunge nulla di nuovo con la corrispondenza telematica, riguardo la possibilit&agrave;Â  di conoscersi a distanza,  Tchaikovsky ebbe una corrispondenza con Nadezda Filaretovna von Meck per 14 anni senza mai conoscerla..... io mi sono limitato a 2 anni di letterine mandate via ICQ, chiss&agrave;Â  dove sar&agrave;Â  adesso la mia Nadezda  :-)


