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Rodofetto
03 Marzo 2005, 11:20


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Non conosco il quadro in questione, ma conosco quelle sensazioni. Nei paesaggi sterminati delle tundre nordiche su in Russia, nella regione di Arkhangel'sk, ho vissuto sensazioni molto forti, sia questa estate, quando i raggi di sole illuminano a giorno sin quasi alla mezzanotte, sia questo inverno, quando neve e ghiaccio colorano di cristallini prismi multicolore le albe e le notti. 
E' vero che in certi momenti la presenza dell'uomo &egrave; persino impossibile immaginarla, se non per il fatto che tu stesso sei l&igrave; a germinare quei pensieri. Soprattutto in inverno, quando lande o fiumi ghiacciati sono davanti ai tuoi occhi, senti la forza della natura dura, selvaggia, fredda e brutale e l'eterna lotta dell'uomo con essa. Quando osservavo all'alba o alla sera le genti passeggiare sul fiume ghiacciato che divide Arkhangel'sk dalle isole vicine (puoi vederne foto da me postate sull'album del forum), comprendevo quanto dovesse essere dura e difficile la vita in Russia, soprattutto nel passato, - ma ti assicuro che in alcune zone, e soprattutto nelle isole, se non fosse per la presenza di alcune marche pubblicitarie presenti anche nell'unico negozio di alimentari ivi presente, il tempo sembra non essere passato affatto - quale maestosa forza dovesse guidare le genti ad affrontare i problemi della vita quotidiana in seno a quella natura perennemente crudele nelle sua placide distese di ghiaccio che celano continuamente l'arrivo di una bufera o di una tempesta. Quella semplicit&agrave;Â  del quadro di cui tu parlavi, e che io non conosco, mi ha ricordato due cose: primo, di fronte a tanta crudelt&agrave;Â , la semplicit&agrave;Â  &egrave; inevitabile, perch&egrave; la vita, la nuda vita, ti &egrave; sempre costantemente presente; secondo, le donne russe  :oops: , questi angeli dotati di una forza straordinaria, che per me sono il vero pilastro di questa nazione. Vederle passeggiare sul ghiaccio o sulla neve, portando pacchi o recandosi al lavoro o a fare la spesa, o passeggiando con i loro figli, con quel sorriso sempre pronto, spesso celato da tanti pensieri che la nuda vita sicuramente impone, e sempre impeccabilmente eleganti (non parlo solo o tanto dei vestiti). Quel quadro di cui parli e i miei ricordi di viaggio mi hanno fatto venire in mente un film bellissimo di Kurosawa, che sicuramente tu conoscerai, ambientato in Siberia, "Dersu Uzala". Selvaggia natura e uomini semplici ne sono i protagonisti, perch&egrave; la vita nuda &egrave; questa, anche se noi, tra lustrini e luci tecnologiche, dimentichiamo spesso, o forse sempre, che dietro di essa si cela il silenzio di quel quadro pronto a crepitare imprevedibilmente e improvvisamente. Che in quel silenzio, o nella strada che nasce da un invisibile orizzonte, possa celarsi Dio o ci&ograve; che noi chiamiamo Dio, io non lo so, ma ne capisco il senso e mi sa davvero, semplicemente, di autenticamente russo.

Un abbraccio

Rodofetto


