https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=36&t=2238&p=23429#p23429
-----------------------------------
Mr.G
20 Settembre 2005, 12:31

VIKTOR PELEVIN
-----------------------------------
Pelevin appartiene al filone della grande tradizione russa che risale a Gogol' e a Dostoevskij, in cui le intuizioni metafisiche sul mistero dell'esistenza cozzano contro le grottesche banalit&agrave;Â  della vita reale. Ha preso in prestito da Tolstoj la dottrina dello Ã¢â‚¬Å“straniamentoÃ¢â‚¬Â, nel tentativo di illuminare e riscattare la caoticit&agrave;Â  della vita quotidiana. Viktor Pelevin &egrave; stato avvicinato dai critici anche a Philip K. Dick, con cui ha in comune le atmosfere spesso incerte fra il sogno e la veglia, fra la realt&agrave;Â  e un mondo virtuale, e alla scuola americana dell'avant-pop, per la rappresentazione visionaria e grottesca della moderna societ&agrave;Â  iperconsumistica. C'&egrave; perfino chi ha ritrovato nella sua Ã¢â‚¬Å“satira esotericaÃ¢â‚¬Â l'influenza dei metafisici-occultisti russi prerivoluzionari. Il Time lo ha definendo Ã¢â‚¬Å“un Nabokov psichedelico per l'era cibernetica. Nato a Mosca nel 1962, studi di ingegneria aeronautica presto abbandonati, una passione per le filosofie orientali e la meditazione zen, Viktor Pelevin &egrave; oggi il pi&ugrave; famoso e amato fra gli scrittori russi della post-perestrojka. Il suo successo &egrave; enorme fra i giovani del suo Paese e con la pubblicazione in America &egrave; esploso in tutto il mondo. Pelevin, da parte sua, si tiene lontano dai riflettori, si rifugia di tanto in tanto in qualche monastero zen, snobba il mondo letterario e rifiuta il ruolo di portavoce politico o ideologico di una generazione.

Questo il suo libro : 

[color=blue]VIKTOR PELEVIN - LA FRECCIA GIALLA [/color]
[color=red](MONDADORI - PAG.118 - 13,00 EURO) [/color]
Un treno che corre velocissimo senza fermarsi mai, anche quando su di esso accadono eventi irreparabili. La meta &egrave; un ponte distrutto e il treno vi si dirige, sapendo che una volta raggiunto, non ci sar&agrave;Â  pi&ugrave; nulla. Sulla Ã‚Â«Freccia giallaÃ‚Â» viaggiano molte persone, un microcosmo che vive e si alimenta quotidianamente delle storie dei singoli, che sembrano, comunque, non alterare il corso delle cose, che hanno un tragitto per determinato. Tutti sembrano ormai soggiogati dal rumore cadenzato delle ruote che passano sui giunti dei binari, tutti sembrano non riuscire a sottrarsi dall' ipnotico ripetersi di quel 'clak-clak' che sottolinea ogni loro gesto, quasi dettandone i tempi. Tutti ad eccezione di uno, Andrej, che lentamente prende coscienza di ci&ograve; che &egrave; e di come non intende pi&ugrave; sottostare alle leggi che regolano la vita di chi sta sulla Ã‚Â«Freccia giall&agrave;Â . E il modo per interrompere quella prigionia in movimento &egrave; fuggire, &egrave; tentare di scendere. Ma come lo si pu&ograve; fare se quel maledetto treno non si ferma mai? Ã‚Â»La freccia giallaÃ‚Â« (arricchito di due racconti brevi, Ã‚Â»Un ospite alla festa di BonÃ‚Â« e Ã‚Â»Nota sulla ricerca del ventoÃ‚Â«) &egrave; l' ultimo romanzo di Viktor Pelevin e, come gli altri, lo conferma ai vertici della letteratura contemporanea russa. Anche perch&egrave; ha saputo risolvere, da par suo, il sempre difficile rovello che affligge gli scrittori che si cimentano sul problema di descrivere societ&agrave;Â  chiuse e le loro problematiche. E il problema, per Pelevin, &egrave; ancor pi&ugrave; difficile perch&egrave; il 'luogo chius&ograve; &egrave; un luogo in movimento in cui la fissit&agrave;Â  dei punti di riferimento &egrave; un sogno, una illusione. Il giovane Andrej vive dentro quel treno, 'subend&ograve; gli altri, guardandoli come elementi a lui estranei, dai quali allontanarsi, anzi scappare. Ma la Ã‚Â»Freccia giallaÃ‚Â« &egrave; una prigione e di questo apparentemente il solo a rendersene conto &egrave; Andrej, che &egrave; anche il solo che ha voglia di ribellarsi e, in questo modo, di lasciarsi alle spalle un mondo al quale non sente di appartenere. 
 &nbsp;
Non l'ho ancora letto , questo &egrave; quello che dicono del libro . 
Poka 
Mr.G


