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direttore
04 Dicembre 2006, 15:45

Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
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Questo articolo è scritto da Marco Philopat per un inserto del giornale italiano "La Repubblica" e rigurda la figura di anna Politkovskaja:

Una giornalista che ha avuto il coraggio di smascherare il potere in uno straordinario volume che difficilmente verrà pubblicato nel suo paese. La Russia di Putin, uscito per Adelphi con una traduzione perfetta di Claudia Zonghetti è il suo secondo libro. Il primo, Cecenia, il disonore russo fu pubblicato da Fandango nel 2003. Entrambi sono saggi di denuncia rimbalzati più volte su tutte le agenzie di stampa del mondo, proprio come è successo con Gomorra di Roberto Saviano, a dimostrare che la convergenza tra letteratura e critica sociale incide parecchio e può provocare l’intervento scomposto dei nuovi ricchi globalizzati. 

Più straziante di Dostoevskij, più surreale di Bulgakov, più violento di Majakovskij, pagina dopo pagina, cazzotto dopo cazzotto, La Russia di Putin ti stende al tappeto. Un drammatico testo sulle atrocità sociali scaturite dalle ceneri dell’ex Urss: giovani militari di leva spariti nel nulla ceceno, forse uccisi da “terroristi internazionali” ma più probabilmente seviziati e stuprati dal nonnismo degli ufficiali; massacri di povera gente; eroi di guerra inseriti nella malavita per sfamare la propria famiglia; sottomarini atomici arrugginiti e comandati da uomini costretti a mangiarsi le suole delle scarpe; i gas velenosi nel teatro Dubrovka, e infine il massacro di bambini nella scuola di Beslan... 

Le rigorose indagini e le passionali prese di posizione di Anna Politkovskaja hanno colpito al cuore il sistema di Putin, bisognava tapparle la bocca per sempre... A noi restano i suoi libri, fondamentali per comprendere il lontano far-east russo e tutti i medioevi della modernità.


