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direttore
10 Dicembre 2006, 18:08

Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
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Articolo di Anna Politkovskaja sul conflitto ceceno datato settembre  2004 ( prima delle quattro parti):

In Russia è in corso una guerra: sono ormai cinque anni che va avanti, e per lunghezza batte già la seconda guerra mondiale. Eppure, la campagna elettorale per la duma (il parlamento russo) alla fine del 2003 non ha mai affrontato questa domanda: perché la guerra non è ancora finita?
Putin è stato eletto presidente nel marzo del 2000. Poco prima dell'inizio della seconda guerra in Cecenia, nel 1999, era solo un colonnello semisconosciuto a cui era stata affidata la direzione dell'Fsb (il nuovo nome del Kgb). Ma è riuscito a bruciare le tappe della sua carriera, diventando il successore designato alla presidenza e primo ministro per volontà di Boris Eltsin – all'epoca affetto da continui problemi di salute – e della sua famiglia (la cerchia di persone più vicine al trono del Cremlino).

Nonostante il suo salto di carriera, però, Putin era un personaggio anonimo in Russia. La famiglia Eltsin decise allora che una guerra era il modo migliore per far crescere rapidamente la fama del successore alla presidenza che aveva promesso di tutelare il suo patrimonio. Così Putin ha dichiarato guerra alla Cecenia, approfittando della possibilità di farsi conoscere che gli offriva l'attualità: degli attentati a Mosca e a Volgodonsk avevano distrutto diversi edifici, e le bande di Basaev e Khattab stavano attaccando il Dagestan. 
Tutto è cominciato così: il controllo dei documenti d'identità nei villaggi ceceni si è trasformato in un'atroce operazione punitiva. I cadaveri sfigurati di persone cadute nelle grinfie dei federali sono diventati una tragedia quotidiana. Molte persone sono scomparse senza lasciare traccia, catturate dai militari. A poco a poco le esecuzioni sommarie e i rapimenti sono diventati il biglietto da visita dell'operazione "antiterrorismo" e delle azioni militari sul territorio ceceno.
Chi ne è al corrente? E chi se ne preoccupa? Sfortunatamente, un numero di persone molto ridotto. Il Cremlino ha tagliato fuori dalla Cecenia senza tanti complimenti tutti i testimoni superflui. In primo luogo ha escluso i rappresentanti delle organizzazioni internazionali, che potevano lavorare nella regione solo sotto lo stretto controllo dei militari, parlando esclusivamente con le persone a cui era permesso di avvicinarsi. In secondo luogo, ha proibito ai mezzi di comunicazione l'accesso alla regione.

I giornalisti dispongono esclusivamente delle informazioni filtrate dal servizio stampa militare ed è proibito verificarle direttamente nei villaggi ceceni. I giornalisti non hanno il diritto di abbandonare le posizioni delle unità di combattimento, e chi lo fa viene espulso dalla Cecenia: è così che giorno dopo giorno è stato tessuto l'inganno informativo. E nessuno ha fatto uno sforzo per sottrarsi a quest'inganno. I mezzi di comunicazione che hanno cercato di offrire un'informazione indipendente hanno chiuso i battenti.


