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direttore
10 Dicembre 2006, 18:40

Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
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SECONDA PARTE 

La Cecenia è lo strumento con cui Putin ha conquistato il Cremlino e che lo ha spinto a cercare di soffocare la società civile e la libertà di espressione. Il 99 per cento dei mezzi di comunicazione russi, a causa della manipolazione di Putin sulla questione cecena, trasmettono dalla zona dell'"operazione antiterrorista" solo le informazioni che piacciono al governo centrale. Si tratta di due tipi d'informazioni: il primo riguarda l'eroismo delle unità federali, che eseguono il loro dovere in modo brillante e nel rispetto più totale della legge; il secondo è costituito dalle cronache sulla crudeltà dei ceceni e di chi dovrebbe governarli.
I russi hanno finito per crederci.

E così dalla seconda guerra cecena è nata la nuova Russia del dopo Eltsin, postdemocratica e non sovietica, dove l'importante – come ai tempi del comunismo – non è ciò che succede in realtà, ma come fare il lavaggio del cervello alla gente. Nel caso della Cecenia, il potere ha adottato una tattica tipicamente sovietica: nascondere la verità dietro una montagna di menzogne.

La Russia sta perdendo la capacità di mettere a fuoco i fatti, a volte senza neanche rendersene conto. Nel paese si è imposto il totalitarismo e i cittadini lo hanno accolto con favore, come "l'avvento dell'ordine", prima in Cecenia, poi in tutta la Russia. La morte di persone in guerra è considerata un male necessario: sono vittime giustificate dall'avvento dell'ordine. Volavamo verso l'inferno.

E ci siamo arrivati. Alla fine del 2001 una ragazza di 18 anni si è avvicinata al generale Gadzhiev, comandante militare della regione di Urus-Martan in Cecenia. Il fratello e il marito della giovane erano scomparsi per mano dei federali senza lasciare traccia. Per lei Gadzhiev, che aveva la fama di essere uno dei più crudeli boia della Cecenia e un organizzatore degli squadroni della morte, era il colpevole di quello che era successo ai suoi cari. La ragazza gli si è avvicinata il più possibile e si è fatta saltare in aria.

Aveva addosso una bomba fatta in casa, che aveva preparato da sola. Non era un'estremista religiosa o una fanatica della resistenza. Era semplicemente una cecena che viveva durante la seconda guerra nella regione. 
Essere una persona in Cecenia non ha lo stesso significato che in occidente. Una persona in Cecenia è un soggetto biologico privo di qualsiasi diritto e della possibilità di contare sulle strutture dello stato. Perciò una giovane di Urus-Martan, metà vedova e metà sposa, ha deciso di farsi giustizia da sola. 

I mezzi di comunicazione russi hanno usato toni patetici per parlare dell'omicidio del generale Gadzhiev: lui era un "eroe caduto", mentre la sua assassina era una "squilibrata" e una "nemica". Ancora una volta la società russa ha preferito chiudere gli occhi davanti alla verità. Putin non ha voluto neanche sentir parlare di una soluzione pacifica in Cecenia, considerandola quasi un'offesa personale. L'Europa – con i suoi leader, il Consiglio europeo, la Nato, il Parlamento europeo – si è lasciata imbrigliare da Putin, e gli ha lasciato fare quello che voleva. Schröder, Blair e Berlusconi hanno dimostrato un grande affetto nei confronti del presidente russo. I ceceni non hanno avuto considerazione da nessuno, e perciò si sono convinti di poter fare affidamento solo su se stessi.


