https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=10&t=4145&p=6577388#p6577388
-----------------------------------
direttore
15 Dicembre 2006, 18:17

Re: Politkovskaya E Libertà Di Stampa Nel Mondo
-----------------------------------
Articolo scritto dalla giornalista Sabina Morandi alcuni mesi prima della morte di Anna Politkovskaja (prima delle due parti):


Che il presidente russo abbia la mano pesante con i giornalisti non è una novità. Dopo la crisi del teatro di Mosca caddero molte teste. Alcuni, come il direttore generale della Ntv Boris Jordan, vennero licenziati pochi minuti dopo la messa in onda di un servizio critico nei confronti del governo. Altri canali indipendenti, come Tvs, furono semplicemente chiusi, ufficialmente per motivi di bilancio. 
Capita l'antifona, in occasione dell'assedio di Beslan le televisioni di stato sono state decisamente più "maneggevoli": Rossia Tv e Canale Uno hanno dedicato brevi servizi all'assedio in corso senza alterare la programmazione. Così, mentre il massacro era in pieno svolgimento, soltanto chi aveva un collegamento satellitare con Bbc o Cnn poteva avere qualche informazione su quanto stava accadendo in Ossezia. Alla maggior parte dei cittadini russi non restava invece che scegliere fra la commedia "Donne in amore" trasmessa da Rossia TV o la spy story "Cappella Rossa" del Canale Uno.

Una volta messo il bavaglio alle televisioni le autorità russe si sono potute occupare dei pochi giornalisti indipendenti rimasti in circolazione. Il direttore dell'Izvestia è stato improvvisamente rimosso dall'incarico mentre il giornalista radiofonico Andrei Babitsky è stato bloccato all'aeroporto di Vnukuvo dove prima è stato perquisito e poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale: cinque giorni in cella sono stati sufficienti per tenerlo lontano dallo scenario del massacro.
Il caso più inquietante riguarda un'altra giornalista, Anna Politkovskaya che era riuscita a salire su di un volo diretto a Rostov. Poco dopo il decollo è stata colta da un malore e, una volta atterrata, è stata subito ricoverata. I medici non hanno dubbi: avvelenamento. 

Anna Politkovskaya aveva raggiunto la notorietà internazionale nell'ottobre del 2002 quando, insieme al corrispondente del Sunday Times era entrata nel teatro assediato dai terroristi e li aveva convinti a liberare alcuni ostaggi in cambio di acqua e viveri. I ceceni però la conoscevano già, tanto e vero che l'avevano inserita nell'elenco delle persone con cui erano disposti a trattare. 
  
La giornalista della Novaya Gazeta, infatti, aveva condotto alcune approfondite inchieste sulla violazione dei diritti umani nel conflitto ceceno, inchieste poi raccolte in un libro dall'eloquente titolo Cecenia disonore russo, pubblicato in Italia da Fandango. Una voce isolata che è risuonata forte e chiara nel vuoto spinto che circonda la sporca guerra cecena nel panorama mediatico russo.


