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tecnico
12 Febbraio 2007, 10:42

Re: 'Febbraio' Di B. Pasternak
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e per chi oltre a me ama israele sempre dello stesso autore
l' orto dei getsemani
lo scintillio di lontane stelle un' indifferente
luce gettata alla curva della strada.
la strada aggirava il monte degli ulivi,
giu,sotto di lei,scorreva il cedron.

a meta strada la radura era interrotta.
dietro cominciava la via lattea.
canuti,argentei ulivi tentennavano
nell'aria passi verso la lontananza.

in findo,c'era un orto,un podere.
lasciati i discepoli di la dal muro,
disse loro:"l'anima e' triste fino alla morte,
rimanete qui e vegliate con me".

e rinuncio' senza resistenza,
come a cose ricevute in prestito.
all'onnipotenza e al dono dei miracoli,
e fu allora come un mortale,come noi.

le distanze della notte ora parvero
la landa dell'annichilamento e dell'inesistenza.
la distesa del'universo disabitata,
e solo l'orto un luogo capace di vita.

e guardando quei neri sprofondi vuoti,senza principio ne fine,
perche' quel calice di morte via da lui passase
in un sudore di sangue prego' il padre suo.

lenito dalla preghiera lo spasimo mortale
torno' di la dalla siepe.per terra
i discepoli,vinti dal sonno,
giacevano nell'erba sul ciglio della strada.
li desto':"il signore vi ha scelti a vivere
nei miei giorni ed eccovi crolati come massi.
l'ora del figlio dell'uomo e' venuta.
egli si dara' in mano ai peccatori".

e aveva appena parlato che,chissa da dove,
ecco una folla di servi,una torma di vagabondi,
torce e spade e,davanti a tutti,giuda
col bacio del tradimento sulle labbra.

pietro tenne testa con la spada agli sgherri
e un orecchio a uno di loro mozzo'.
ma sente:"non col ferro si risolve la contesa,
rimetti a posto la tua spada,uomo.

pensi davvero che il padre mio di legioni alate
qui,a miriadi,non m'avrebbe armato?
e allora,impotenti a torcermi un capello,
i nemici si sarebbero dispersi senza traccia.

ma il libro della vita e' giunto alla pagina
piu' preziosa d'ogni cosa sacra.
ora deve compiersi cio' che fu scritto
lascia dunque che si compia.amen.

il corso dei secoli,lo vedi,e' come una parabola
e puo' prendere fuoco in piena corsa.
in nome della sua terribile grandeza
scendero' nella bara fra volontari tormenti.

scendero' nella bara e il terzo giorno risorgero',
e,come le zattere discendono i fiumi,
per il giudizio,a me,come chiatte in carovana,
affluiranno i secoli dall'oscurita'".


