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klava
01 Marzo 2007, 16:57

Re: Vediamo Se è La Volta Buona
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[quote user="lilibrik" post="6581302"]Bene, vediamo se riesco a farmi perdonare... per ieri.

Impegnativo... OBLOMOVSHINA... hai del coraggio ad imbarcarti con Goncarov...
Fui costretta a leggerlo per un esame universitario... e come tutte le cose imposte... risultano sempre un pò sgradite. Personalmente questo annullamneto della volontà umana causato dalla servitù della gleba....non ce l'ho visto; forse nn era quello che io cercavo dentro un romanzo all'epoca; un aspetto che mi colpì molto del libro era da un lato il fancazzianesimo di OBLOMOV e dall'altro l'arrivismo di STOLTZ, il medico tedesco.
All'epoca avevo per la testa Pechorin e le sue nomadi.... niente a che fare con Oblomov... 
Ma ti piace '800 letterario russo?[/quote]

Se posso dire la mia, cara Lilibrik (e solo per il nome temo estreme reazioni..), non credo che ci voglia del coraggio a leggere Goncarov. Penso di aver letto anche di peggio, nel senso 'pregnante' del termine, poichè credo che tutta la letteratura russa non sia pesante, ma semplicemente mastodontica e omnicomprensiva.

Il 'peggio' potrebbe essere Scholokov oppure Saltikov-Scedrin, o magari anche il Majakovskij di cui sottilmente sei 'testimonial' con il tuo nick name (sebbene io adori quest'ultimo alla follia e abbia scritto anche la tesi di laurea su di lui).

Mi sembra strano che, proprio perchè tu abbia dovuto leggere il suddetto romanzo per un esame all'università, abbia voluto cogliere soltanto l'aspetto fancazzista del protagonista e lo strapotere psicologico che su di lui ha il rivale Stoltz. 
Questo romanzo è famoso perchè per la prima volta dopo la figura del dandy cinico e asettico impersonificato dal citato Pechorin, si svela alla letteratura russa la versione più sciatta, incoerente e 'irrecuperabile' del uomo-superfluo Oblomov.
Se ricordo bene l'Oblomovismo fu una corrente letteraria che affondava le sue radici anche nella sedentarietà di una società immobilizzata dal persistere della servitù della gleba e della onnipotente e sonnolente borghesia. Oblomov è il punto di rottura essendo, in primis, l'uomo inetto e impotente di fronte alla sua sgretolante realtà ormai al declino e in aria di rivolte epocali da parte delle classi fino ad allora oppresse.

Peccato che tu non abbia apprezzato o colto quali punti vitali andava a toccare Goncarov con questo irripetibiloe romanzo. Accanto a fior fior di capolavori più o meno a lui contemporanei, ha avuto la sua più che discreta rilevanza e popolarità a livello letterario.

Klava


