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Fabio
13 Giugno 2007, 23:20

Re: Film Dedicati Alla Russia
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I primi che mi vengono in mente e che consiglio (nonostante i commenti spesso non positivi de "Il Morandini") sono:

[b][color=#0c00ff]GORKY PARK[/color][/b]

[img]http://giotto.ibs.it/cop/copdjc.asp?e=8010312052132[/img]

Un film di Michael Apted. Con Lee Marvin, William Hurt, Ian Bannen, Joanna Pacula. Genere Giallo, Produzione USA 1983. 

È una storia di zibellini. Per risolvere il mistero di tre cadaveri scarnificati in un parco di Mosca, povero e giovane ispettore sovietico incontra dissidenti, consulta esperti di chirurgia plastica, s'innamora. Tratto dal romanzo di Martin Cruz Smith, il film procede con tre cilindri su quattro. Due belle metafore della libertà e della gioia di vivere. La Mosca ricostruita a Helsinki non convince. Attori bravi, ma fuori posto. Esordio di J. Pacula.

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[b][color=#0c00ff]IL BARBIERE DI SIBERIA[/color][/b] (Sibirskij tsiryulnik)

[img]http://giotto.ibs.it/cop/copdjc.asp?e=8010020070688[/img]

Un film di Nikita Michalkov. Con Richard Harris, Julia Ormond, Oleg Menshikov. Genere Drammatico, Produzione Francia, Russia, Italia, Cecoslovacchia 1999. 

Intrighi, imbrogli e peripezie sentimentali di Jane (J. Ormond), avventuriera yankee nella Russia del 1885 mentre era sul trono lo zar Alessandro III Romanov (1845-94). Di lei s'innamora follemente il cadetto Andrej Tolstoi (O. Menshikov) e per lei finisce in Siberia a scontare sette anni di galera e cinque di esilio. Il titolo è il nome di un colossale marchingegno a vapore che sega alberi ad alta velocità, progettato da Douglas McCraken (R. Harris). È una delle poche invenzioni divertenti di un turgido e impudente melodramma impregnato di retorica nazionalistica e di nostalgia per la Russia zarista, galleria di stereotipi folcloristici sull'immortale anima russa. Se non fosse per gli ultimi venti minuti siberiani, sarebbe un film indecente. “Dalla Russia senza pudore” (Luigi Paini). E con molto folclore. Michalkov entra in scena a cavallo nella divisa di Alessandro III. Scritto dal regista con Rustan Ibraginbekov e l'americano Rospo Pallenberg. Fotografia di Pavel Lebeshev.

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[b][color=#0c00ff]IL NEMICO ALLE PORTE[/color][/b]

[img]http://giotto.ibs.it/cop/copdjc.asp?e=8017229436598[/img]

[color=red]E' tratto dalla vera storia di Vassil Zaitsev, chi capita a Volgograd (ex Stalingrado) può vedere il suo fucile esposto nel museo dedicato alla II Guerra Mondiale.[/color]

Un film di Jean-Jacques Annaud. Con Ed Harris, Bob Hoskins, Jude Law, Joseph Fiennes, Rachel Weisz. Genere Guerra, Produzione Germania, Gran Bretagna, Irlanda 2000. 

Durante l'assedio di Stalingrado (sett. 1942-genn. 1943) un giovane contadino degli Urali (J. Law) diventa, come cecchino, un eroe della propaganda sovietica. Quella nazista gli contrappone un nobile ufficiale (E. Harris), tiratore altrettanto infallibile. Il torto di J.-J. Annaud, sopravvalutato regista francese cosmopolita, non è di avere appiattito un evento militare di importanza storica (un milione di morti russi, duecentocinquantamila tedeschi) su un duello da western, ma di averlo raccontato, in sintonia con le mode del tempo (stalinisti cattivissimi, comunisti pentiti, russi senza strategia: da chi fu sconfitta la Wehrmacht?), nei modi di un anticomunismo cialtrone e di un sentimentalismo piagnucoloso. Non mancano qua e là momenti intensi sia a livello di tensione spettacolare sia sul piano dello scavo psicologico. Costo: 90 milioni di dollari, il 70% di fonte tedesca. E si vede.[color=#ff0026][/color][color=#ff0026][/color]


