https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=36&t=5512&p=6586684#p6586684
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gringox
27 Luglio 2007, 12:17

Re: Bandiera Arancione La Trionferà
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[quote user="Coriolano della Floresta" post="6586681"]Il tuo pensiero mi pare opinabile su alcuni punti:

1° solitamente gli argomenti sugli impedimenti geopolitici sono sempre stati usati nella storia e spesso solo da parte di chi ne aveva un vantaggio per legittimare situazioni di fatto che non si voleva che cambiassero. L'Italia preunitaria ne è un lampante esempio ma sta di fatto che poi lo scenario è cambiato nonostante il dissenso di chi traeva benefici dall'assetto precedente. 

2°oggi la globalizzazione ha mutato i processi di integrazione regionale e anche la geopolitica sta mutando. Contesto che la geografia sia una realtà eterna e immodificabile. L'identità culturale si che è un elemento di forte continuità storica ma non sufficiente a condizionare le scelte politiche di un paese e la sua collocazione strategica.

3° Non condivido le tesi sui "destini dei popoli" perchè solitamente sono il risultato di filosofie metafisiche che sconfinano in ideologie autoritarie o spesso nascondono l'interesse di fazioni privilegiate. Considerandomi figlio della cultura liberale e utilitaria ritengo che il destino di una nazione dipende solo dal libero perseguimento del suo interesse. 
Accetto che nel particolare caso delle ex repubbliche dell'Urss non è detto che gli attuali regimi filo americani siano reale espressione della volontà dei loro popoli. Ma il problema sarebbe uguale se questi regimi fossero filo russi. 

4° Il punto che una nazione restando legata al suo destino geografico se la passerà meglio è confutato proprio dai territori di cui discutiamo. E' un dato storico che non abbiano goduto di un ridente passato sotto il regime sovietico e aspirino a qualcosa di meglio. Possibilmente le scelte di oggi non porteranno questi miglioramenti ma è un dato che si voglia provare altro.

5° Riguardo lo specifico caso delle ex repubbliche sovietiche io non ho notato, nelle mie poche conoscenze di cittadini russi, ucraini, bielorussi, etc... molta simpatia tra loro e tanto spirito nazionale. In più di un'occasione mi sono trovato in conversazioni imbarazzanti dove si discuteva con toni di disprezzo su questo o quello Stato della "Grande Russia!
Mi sto convincendo pian piano che la "Grande Russia" è una realtà spesso più visibile a chi la osserva da fuori che non a chi dovrebbe farne parte.

Io la penso così  :wink:[/quote]



Corioluccio io sarò coerente col mio approccio “metafisico” ma ti ribadisco la mia posizione e la spiego megliio segiuendo i tuoi punti.

Bravo, cmq, bella discussione:

1)	Proprio l’Italia pre-unitaria è un lampante esempio di cio’ che sostengo io a proposito del “destino dei popoli”, condizionato dalla specifica e propria territorialità. E’ destino che, nonostante le ovvie diversità di storia, dialetti, tradizioni e menate sulle quali non mi dilungo, ma note a tutti, il popolo italiano è un popolo unico che “deve” stare unito sul territorio italico. Risulta irrazionale e antinaturale dividere geograficamente l’italia e il suo popolo. La conformazione geografica dell’Italia fa si’ che essa debbe essere cosi’ com’e’, chiusa dalle Alpi a Nord e aperta ai 4 mari ttt’intorno. Infatti come la storia ha dimostrato, la politica, nonostante le resistenze dei regimi di allora (Impero austroungarico, Regno delle due sicilie, ecc) ha dovuto cedere al destino storico della nazione italiana che ha ritrovato la sua “pace” nell’unità del popolo in un unico territorio. Anche la prima guerra mondiale è stata giusta, perché ha riportato le terre che ancora erano ingiustamente sotto dominio asburgico entro il territorio italiano. Perché la geografia del territorio non è opinabile! 
	Detto cio’, l’impedimento geo-politico di cui parli è vero che spesso è stato usato dalle forze 	dominanti per trarne propri vantaggi…ma è anche vero che proprio il “destino territoriale” 	ha fatto si’ che le cose si cambiassero in un determinato modo. Ovviamente le cose poi le 	cambiano gli uomini, e gli uomini in questo caso significa la politica, le guerre, ecc…ma 	tutto guarda caso ci riporta a “vedere” l’aspetto geografico del territorio.

2)	La globalizzazione tanto decantata o odiata da taluni e talaltri, non è altro che un processo socio-economico. Tutto qui. Ripeto: la geografia del territorio non la puoi mutare con l’economia né con la cultura. Esse infatti devono sempre avere a che fare col territorio e con esse si scontrano e si confrontano. Se è vero che la "moda" americamna ha invaso l'oriente, è pur vero che cio' è temporaneo e che prima o dopo un popolo dovrà "limare" questa moda o cmq adattarla alla sua caratteristica ed essenza di ppopolo diverso da quello americaano. La geografia del territorio è immutabile. D’altro canto è vero che il popolo e la società, che risiedono su un detreminato territorio sono suscettibili a mutamenti. Ma io rimango dell’idea, che nonostante cio’, ogni Nazione debba sempre essere cosciente del suo “destino”, che sotto il profilo delle relazioni esterne ed influenze, risente necessariamente proprio della sua geografia.

3)	Io credo invece nel “destino dei popoli”, quale conseguenza naturale della struttura geografica del territorio dove un popolo si è formato e conseguenza storica del suo sviluppo. L’autodeterminazione dei popoli, all’interno del proprio territorio, è sacrosanta, ma deve tener conto di tanti fattori, compresi la geografia, la storia, le radici e le origini del popolo, ecc. 

4)	Cio’ che dici io non lo condivido. In quanto il periodo “sovietico” è un momento storico negativo sotto tanti aspetti, ma è un momento “politico”. La dimostrazione di cio’ sta nel fatto che quella politica e quel regime oggi non ci sono piu’. Al contrario cio’ che rimane è l’essenza slava del popolo, la sua storia e le sue radici nel territorio dove il popolo è nato e si è sviluppato. Il fatto che queste nuove nazioni aspirino a qualcosa di meglio, è sempre un “atteggiamento” politico-sociale, che pero’ non tiene conto della realtà territoriale e della loro “predestinazione” storica. Oggi quel “meglio” per alcuni si chiama America, ma anche questo è un periodo, è un momento. Un Paese come l’Ucraina, non puo’ non essere sotto influenza russa, dato che la Russia stessa è nata a Kiev, nella Kievskaja Rus’!!! Da qui io evinco che, se da una parte la politica di uno Stato deve essere libera, dall’altra essa non puo’ non tener conto, per il bene del suo popolo, della situzione geografica e territoriale del Paese. Indi per cui l’equilibrio giusto sta in una politica magari autonoma, ma di “vicinanza” e buoni rapporti col Paese sotto il quale “naturalemente” si è vicini. Deleteria invece è la contrapposizione, vedi ora il caso della Georgia, in cui alla fine chi ne soffre è il popolo.

5)	Anche questo non è vero, o lo è in parte. L’Ucraina, come spesso ho detto, e ci vivo e me ne rendo conto è un Paese diviso ametà. Una parte russa, una parte slava non russa. L’Estonia e i baltici sono chiaramente anti-russi, per le sofferenze patite sotto il periodo storico sovietico, ma anch’esse devono rietenersi inevitabilmente sotto la sfera russa, perché sono nazioni che, oltre a non essere mai esistite, sono microscopiche e geograficamente insignificanti. Allora, ripeto, se è giusto che si autodeterminino (e su questo potrei anche discutere, ma non è tema di quesat discussione e non voglio che mi saltiate addosso, hehehe) nella politica, nell’economia, nella società, è ok; ma tutto cio’ non deve cmq prescindere dalla loro conformazione geografica e dalla loro posizione territoriale.


Ecco tutto.

Gringox


