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Ospite
15 Gennaio 2008, 13:29

Re: De Andrè
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Sottotitolare?
Sono d'accordo, sarebbe l'unico modo...o, addirittura, far sentire, in sotofondo, la canzone originale e la Voce di Faber.
Ma per concludere in bellezza, trascrivo qui quello che Fabrizio ha detto dopo aver tradotto le due canzoni di Leonard Cohen, e che è, un pò, anche il mio punto di vista:
“Suzanne” e “Giovanna D’Arco”
….”Queste erano due traduzioni fatte tanti anni fa, da un mio collega canadese, Leonard Cohen.
Io penso che quando un cantautore non è particolarmente in vena sia opportuno che traduca . Si raggiungono, nell’immediato, i due risultati: di esercitarsi e quello di dimostrarsi soggettivamente umili; io credo che, dell’umiltà c’e’ ne bisogno, qualsiasi mestiere si faccia nella vita, o che si scelga di fare; si può raggiungere uno scopo, direi, più interessate: è quello di essere anche utili agli altri ; insomma, traducendo, in questo caso dall’inglese, si mettono alle condizioni le persone che non lo sanno, me compreso, io uso il dizionario per tradurre, di conoscere quel poco o quel tanto che la poesia che può esserci in alcuna poesia dei alcuni nostri colleghi che si esprimono in lingue diverse. Io ho un metodo  particolare di tradurre:non me ne fotto abbastanza dalla traduzione letterale; cerco di entrare più nello spirito della canzone che è stata scritta, e soprattutto nello spirito dell’autore che l’ha pensata, che l’ha sentita, che l’ha scritta: in questo, confortato anche da quello che diceva il nostro grande critico d’arte Don Benedetto Croce che diceva che ci sono due categorie di traduzioni: quelle brutte e fedeli e quelle belle e infedeli. Io, di fronte a quello che io riesco a reputarsi sia il bello sono disposto a qualsiasi terribile infedeltà…”
Fabrizio De Andrè

Abbraccio a tutti,
Ada


