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Luda Mila
02 Mag 2008, 10:24

Re: La Pasqua Ortodossa
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Cicerin, sai, le tue ultime parole mi fanno venire un triste sorriso...    Ma nessuno professava apertamente la sua fede! Neanche le vecchiette che non avrebbero dovuto aver paura del regime comunista... Per tutti la religione doveva essere una cosa non esistente, perche` il comunismo l`aveva abolita, o almeno ha dichiarato di averla abolita.
    Siccome praticamente tutti erano membri del Partito comunista, o del Komsomol - giovani comunisti, cominciando da scuola - nessuno poteva neanche immaginarsi di avere a casa un`icone, o leggere la Bibbia ( che non si trovava e non si comprava da nessuna parte) , o far battezzare il bambino apertamente. Mia nonna mi ha fatto battezzare in segreto, senza dirlo alla mamma, perche` lei era comunista e andava senz`altro punita: poteva seguire un`espulsione dal partito, e in quel periodo il fatto del genere sarebbe stato un disastro, la fine della vita!
   Non so come andava nelle piccole citta`, ma qui a MOsca la notte della Pasqua vicino alle chiese c`era la polizia di servizio che pescava i giovani per non lasciarli entrare nella chiesa altrimenti sarebbero stati cacciati dall`universita` se erano studenti, per esempio. E mi ricordo ancora che quela notte la TV sovietica trasmetteva sempre un concerto di musica europea, cantanti inglesi, italiani - una cosa rarissima in quell`epoca. Tutto per trattenere i giovani a casa, per farli dimenticare della festa religiosa.
  Parlare della religione era una cosa fuori posto, e ai bambini si diceva sempre: vergognatevi, ma che Dio, che panettone, sono le favole per i nonni e non per i futuri comunisti e per un vero uomo sovietico!
  Era cosi` la nostra vita... Non ci si crede?


