https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=4&t=8082&p=6623514#p6623514
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Ochopepa
30 Settembre 2008, 9:11

Re: Come Cresce Il Nazionalismo In Russia
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[quote user="Furba" post="6623504"]

allora esistono il patriotismo, il nazionalismo e il nazismo
per i russi le due ultime cose sono molto vicini grazie al nostro sistema dei termini. dopo aver letto le definizioni di queste cose riportate qua da alcuni utenti ci ho ripensato e ho capito la differenza tra il nazionalismo e il nazismo che esiste nella mente italiana. correggetemi se sbaglio.
cmq vorrei ritornare un attimo al post iniziale e puntare sul fatto che mi sembra orrende: la gente usa gli errori e il malcomportamento degli stranieri (non legati alla nazionalita') che vivono expatia come argomento per sostenere la loro intolleranza verso quelli che sono venuti all'estero e sono residenti (nel caso descritto da me) in russia[/quote]

In effetti, nazionalismo e nazismo hanno una radice comune, in quanto il nazismo altro non e' che la contrazione della parola nazional-socialismo, il partito politico di Hitler. Spesso peraltro si associano i termini nazismo e fascismo, che hanno significati parecchio diversi, al di la' dell'alleanza nefasta durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quanto all'intolleranza che puo' sfociare nel razzismo, questo e' purtroppo un male endemico nelle umane societa'. E' la paura del diverso che vince il senso di ospitalita' e curiosita' quando lo straniero diventa onnipresente e numeroso. In questo caso subentra il timore che porti via una parte del benessere o porti modifiche allo stile di vita. A questo punto bastano pochi stupidi atti, anche solo di maleducazione comune, per passare alla categorizzazione e generalizzazione degli immigrati stranieri come nocivi e criminali. L'unica soluzione in questi casi e' una forte coesione sociale e politiche per l'integrazione efficaci e pervasive. E' necessaria una societa' ben strutturata, in grado da un lato di accogliere ed istruire lo straniero immigrato su leggi e costumi del paese in cui si trova a vivere e dall'altro di rassicurare i cittadini sulla presenza ed efficacia di politiche eque di integrazione. Purtroppo il mondo moderno si preoccupa troppo poco dei problemi quando sono potenziali per poi invece lanciarsi in misure spesso esagerate quando questi esplodono. 
A me quello che fa piu' impressione e' che spesso ci si trova di fronte a casi in cui (come in Italia) quei problemi li si sono gia' vissuti sulla propria pelle (i miei bisnonni emigrarono in America, tanto per fare un esempio, ma c'e' stata anche la migrazione interna all'Italia, dal sud al nord). Questo pero' non sembra aver insegnato nulla. Qui' ho parlato di immigrazione, ma lo stesso vale per la tolleranza ed integrazione (rispettandone le specificita' culturali, ma non in contrasto con le leggi civili) delle cosiddette minoranze etniche o religiose. In questo mi sembra incredibile il caso di Israele e delle sue discriminazioni nei confronti della popolazione Palestinese residente.


