https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=4&t=8930&p=6637669#p6637669
-----------------------------------
Shrek
13 Marzo 2009, 20:29

Re: Si E' Spenta Eluana Englaro
-----------------------------------
Drugo è inutile insistere su questo piano, quando si parte prevenuti non si ha la volontà di capire.
Si ascolta ma non si capisce.

Sulla questione delle libertà e della coscienza "atea" ci sarebbe da scrivere un trattato grande come l'elenco telefonico di Milano.. 

L'unica cosa che mi viene da dire è che la coscienza umanistica è in costante evoluzione, come una moda: oggi "questo" è male, domani è indifferente, dopo domani è addirittura un termine di vanto.. è un processo assolutamente normale e non arginabile in una società in cui l'uomo è il dio di se stesso. Un tempo era normale e socialmente accettabile avere schiavi sui quali esercitare potere di vita e di morte, chi lo faceva dormiva tranquillo e non aveva crisi di coscienza; avere schiavi era comodo, semplificava la vita. 

Il mondo si è evoluto e le coscienze si sono elevate spinte da una forza esterna che ha mostrato un obbiettivo e ha dato a tutti uno scopo, è stato un percorso lungo e faticoso ma, adesso, sappiamo che ne è valsa la pena. Al tempo stesso però, grazie ai traguardi raggiunti, ci siamo rilassati ed abbiamo perso di vista la stella che ci indicava la via nella presunzione di non averne più bisogno; ed ecco che la spinta è cessata e la parabola torna a scendere perchè l'uomo, come animale, tende a rendersi la vita facile.

Mancando l'assoluto, manca un riferimento immutabile, manca l'obbiettivo inarrivabile a cui tendere. In assenza di ciò ci appoggiamo alle nostre debolezze adattando il nostro pensiero in loro conseguenza. Come è possibile credere che valori come i 'diritti umani' esistano a priori in una società in cui l'uomo rappresenta il dio di se stesso? Già oggi questi diritti uani sono, nella pratica, messi in discussione da quei governi che più di tutti si vantano di esserne custodi. Già oggi questi diritti hanno perso il loro smalto di immutabilità, di conqista eterna.

io credo che la sola libertà praticabile per l'uomo sia l'autodisciplina, così come la fatica dell'arrampicata è la libertà esercitata dallo scalatore. Se lo scalatore avesse il potere di abbassare la montagna, probabilmente a due terzi della salita cederebbe alla tentazione, ma per sua fortuna non può. Cosa fissa invece i "valori umanistici"? La chimicha del cervello?

PS: sotto capodanno sono passato da un 'nuovo' (nuova gestione, nuovo nome, vecchio posto) club del centro di Firenze, in un bar-prive del primo piano, sul muro dietro al bancone, campeggiava una scritta enorme: "sono il centro del mio universo". Questo aiuta a capire il tipo di imprinting con cui sta crescendo la nostra società, inutile dire che quel club è stato depennato dalla lista dei posti "frequentabili". Comunque sia vorrei sapere come fate a crede che in un mondo in cui tutti siamo -e se ancora non lo siamo lo stiamo diventando- "il centro del nostro universo" si possa pensare di trovare un equilibrio. 
E' il cancro dell'empirismo britannico per cui la socetà come organismo superiore non esiste ma esistono solo gli individui nella loro singolarità. Il pensiero del novecento si è sviluppato su questo seme, poveri noi.


