https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=5&t=12751&p=6692339#p6692339
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icipo76
08 Settembre 2010, 10:54

Re: URSS - Consigli Per Una Buona Moglie!
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[quote user="WILLOWMASK" post="6692335"][quote user="Irina" post="6692323"]Se leggerete l'articolo "La servitù della gleba" in Wikipedia, ci è scritto riguardo a questo fenomeno storico in Russia:
[i]La servitù della gleba in Russia 
	
In Russia la servitù della gleba cominciò ad affermarsi nel 1601, quando lo zar Boris Godunov limitò la libertà di movimento dei contadini. Già nel 1606, sotto Iwan Issajewitsch Bolotnikow vi fu una grande rivolta contadina contro la servitù della gleba. Ma fu solamente con Pietro il Grande che, nel 1723, si giunse ad una normativa legale della servitù della gleba che, come spesso accadeva nella legislazione di Pietro il Grande, era basata prevalentemente su modelli occidentali. La situazione dei contadini russi divenne ancora più pesante con Caterina II di Russia, nel tardo XVIII secolo, quando la servitù della gleba venne estesa anche all'Ucraina, dove, sino ad allora, i contadini erano rimasti liberi. La servitù della gleba venne abolita solamente nel 1861, dallo zar riformatore Alessandro II, circa 50 anni più tardi rispetto al resto d'Europa. Spesso questa abolizione non significava maggiore libertà per i contadini, quanto piuttosto una [b]maggiore dipendenza economica[/b], con la perdita, inoltre, della [b]tutela giuridica[/b]. Questa situazione non venne compiutamente risolta fino alla rivoluzione d'ottobre, e ne contribuì al successo.[/i]

Cioè lì è detto che la servitù della gleba dava ai contadini la tutela giuridica e maggiore indipendenza economica....
Behhhhhhhhh.........
In Russia si vendeva gli schiavi senza terra, si poteva separare i famigliari, vendere il marito o la moglie, vendere uno dei bambini... Ma quale differenza dalla schiavitù vedete?? E vi dico di più, questi schiavi non solo dovevano lavorare, ma anche pagare le tasse e fare il servizio militare che durava 25 anni.

Le donne condadine allora che erano schiave avevano 3 giorni liberi dopo il parto, poi andavano a lavorare e si portavano i loro lattanti con se, le era permessa altra "libertà": di abbandonare il lavoro quando bambino piangeva perche aveva fame, allora andavano ad allattare.

I contadini non avevano tempo per lavorare sui propri campi perché lavoravano sui campi del signore, spesso dovevano lavorare di domenica per non morire di fame.

Questa sarebbe "a tutela giuridica e maggiore indipendenza economica"?!

E la "rivoluzione d'ottobre" non liberò i contadini, ma li lasciò quasi senza la proprietà privata, la loro terra e bestiame diventò di kolkoz e loro dovevano lavorare non più per un signore come fu fino al 1861, ma per i sovieti, diventarono schiavi un'altra volta. Contadini dei kolkoz non potevano immigrare in città non potevano viaggiare, non avevano i documenti d'identità, come tutti gli altri cittadini. Ecco come li liberò il comunismo.

E i lavoratori in città si trovavano in condizioni dure anche loro. Non subito fu stabilito il giorno lavorativo di 8 ore, prima si arrivava anche a 12 ore, e spesso anche pausa pranzo era brevissima, esistevano anche le teorie "scientifiche" che mangiare durante il giorno lavorativo fa venire il sonno, dunque, non bisogna mangiare.

Se a qualcuno piace il comunismo, fatelo da voi, noi ne siamo gia pieni.[/quote]

C'è un pò di confusione con i fatti storici, e spero di far luce.....
Parli del 1861, quando la parola comunismo non esisteva nemmeno, visto che la rivoluzione Idealista Russa comincia nel 1905, conclusasi poi nel 1917, il problema semmai è stata l'incapacità totale della gestione geopolitica ed economica del regime Zarista, che dopo aver affamato la nazione, perso terre in guerra (vedi Polonia) e portato allo stremo i lavoratori e soprattutto i contadini, questi si rivoltano abbracciando un nuovo ideale. (ovviamente tutto questo molto sintetizzato... vi prego non fatemi la cronologia storica!!!)  
Ti voglio ricordare che in Italia i diritti dei lavoratori si sono ottenuti solo dopo la seconda guerra mondiale, quando i Sindacati ( QUELLI VERI!!! no quelli di adesso!!!) capitanata dalla la CGIL che, guarda caso di ispirazione comunista, apriva a nuove iniziative operaie come lo sciopero ( famoso quello di Torino degli operai della FIAT, che aprì alla forte battaglia sindacale contro il potere). Certo oggi quei diritti sono stati completamente dimenticati, in primis dagli stessi sindacati, ma questo è un altro discorso....
Ovviamente senza offendere nessuno....
Saluti[/quote]


non c'e' confusione prima irina parla del 1861 quando i contadini erano praticamente schiavi
dell' impero zarista poi appunto parla del dopo rivoluzione di ottobre dove le cose 
se vogliamo sono anche peggiorate 
i contadini lavoravano nelle kolkoz mica per se stessi, la proprieta' privata non esisteva
si lavorava solo per lo stato per lenin e per altri 4 scalzacani e in cambio ti davano un pezzo 
di pane !!!!!
il comunismo e' l' espressione assoluta della totale mancanza di liberta' 
non fatemi discorsi del tipo tutti lavoravano, tutti studiavano ecc.
la gente era trattata come le galline in un pollaio !! senza liberta' ma con il dovere e l' obbligo
di lavorare senza liberta' di decidere il proprio futuro


