https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=5&t=14513&p=6722645#p6722645
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clocker
11 Giugno 2011, 17:06

Re: Stalin
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[quote user="Losagen" post="6722643"][quote user="clocker" post="6722639"] Dopo che ha dimezzato il comando dell'Armata Rossa per paura di un colpo di stato,[/quote]
Non è vero! i generali dell'Armata Rossa sono stati trasferiti prima a Karkov, poi a Ekaterinburg, e poi sul lago Baikal, sostituiti i documenti, e hanno operato da quel momento con altri nomi.
[quote user="clocker" post="6722639"] ed aver creduto ad Hitler rifiutando i rapporti dei servizi sovietici, il giorno dell'operazione barbarossa lui scappa come un codardo nella sua dacia, con la paura di essere arrestato dai suoi stessi Marescialli. [/quote]
Altra storiella per allocchi.
Unternehmen Barbarossa ha avuto inizio il 21 giugno. l'operazione sovietica doveva avere inizio il 2 luglio, Hitler ha anticipato Stalin di due settimana, ma può succedere. La disposizione delle truppe tedesche era veloce, disporre le truppe sovietiche, provenienti da ogni parte è stato leggermente piu' lungo.
Le sue unità corazzate si trovavano su centinaia di treni sparsi per tutta l’Unione Sovietica, le sue divisioni erano in marcia e distaccate dal loro comando, tutta l’organizzazione si stava ricombinando in vista dell’imminente attacco alla Germania, altrimenti non si spiega il perchè di 2.8 milioni di soldati russi furono fatti prigionieri nelle prime settimane della guerra. Stalin era pronto per attaccare la Germania, è solamente stato preceduto di un pelo. 
I tedeschi disponevano di centosettanta divisioni (30 delle quali corazzate o motorizzate), per un totale di 3 000 000 di uomini e circa 3 000 mezzi corazzati tra panzer, trasporti truppe, cannoni semoventi e veicoli anticarro; da parte loro i sovietici schieravano circa centocinquanta divisioni (20 delle quali corazzate o motorizzate) per un totale di 4 700 000 uomini.[/quote]
Si saranno favolette da propaganda americana.. però.. cito dal primo che ho trovato in rete
IL PARADIGMA DEL TERRORE DI MASSA: L'URSS DI LENIN E STALIN
A cura del prof. Marco Messeri
A partire dall'estate del 1936 si scatena l'ondata di repressione sanguinosa che sarà nota come Grande terrore. La manifestazione più clamorosa è una serie di nuovi processi-spettacolo che vedono tra gli imputati gran parte dell'antica dirigenza bolscevica. Nei casi maggiori la corte sarà presieduta da Vladimir Ulrich, mentre pubblico ministero sarà Andrej Vyshinskij. Primo è il processo contro il "centro trotstkista-zinoveviano" (19-28 ago 1936): gli imputati Kamenev e Zinovev confessano di avere fatto uccidere Kirov e di avere progettato l'assassinio di tutta la dirigenza del Pcus. Zinovev confessa addirittura di essere passato al fascismo. Tutti gli imputati vengono riconosciuti colpevoli e fucilati. Il 25 settembre 1936 il potente capo dell'Nkvd Jagoda viene destituito e rimpiazzato da Nikolaj Ezhov. Di lì a poco Ezhov denuncia anche un (fittizio) tradimento di Jagoda. Segue il processo contro il "centro parallelo trotstkista" per sabotaggio e legami col nemico tedesco e giapponese (23-30 gen 1937): sono imputati diversi vecchi militanti bolscevichi, tra cui Radek, accusati di avere clandestinamente preparato lo smembramento dell'Urss a vantaggio degli stranieri confinanti. Tutti gli imputati vengono riconosciuti colpevoli e fucilati (tranne Radek che viene deportato e scompare poi in un campo di concentramento). Nel febbraio-marzo, al Comitato centrale del Pcus, Stalin espone la tesi che la lotta di classe andrà inasprendosi, e non attenuandosi, durante la costruzione del socialismo: è la legittimazione sul piano teorico del Grande terrore. In segreto si tiene poi un processo per tradimento contro i responsabili dell'Armata rossa, basato anche su un falso dossier approntato dalla Gestapo (11 giugno 1937): tra gli altri sono imputati il generale Tukhachevskij e l'eroe della guerra civile Jona Jakir. Tutti gli imputati vengono riconosciuti colpevoli e fucilati. Jakir muore gridando: "Viva il partito! viva Stalin!". [b]Dal giorno del processo parte un'epurazione generale nelle forze armate: alla fine del 1938 la purga è costata 3 marescialli su 5, 12 comandanti dell'esercito su 14, tutti gli 8 ammiragli, 60 comandanti di corpo d'armata su 67, 136 generali di divisione su 199, 221 generali di brigata su 397, il 45% degli ufficiali e dei commissari politici. Nel 1937 vengono sciolti in particolare quasi tutti i distaccamenti militari addestrati da Yakir alla guerra partigiana. L'armata rossa è letteralmente destrutturata: affronterà la Seconda guerra mondiale trovandosi ancora in condizioni di grave disorganizzazione. [/b]L'acme nella serie dei processi-spettacolo è raggiunto col processo contro il "blocco dei destri e dei trotstkisti" (2-13 marzo 1938): sono imputati tra gli altri Bukharin, Rykov, Jagoda e altri vecchi bolscevichi. Tutti gli imputati (definiti dal pubblico ministero Vyshinskij "cani rognosi") vengono riconosciuti colpevoli e fucilati. 
In base alla figura penale dell'omissione di controllo la purga si estende anche ai parenti e agli amici degli epurati.


