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gringox
17 Giugno 2011, 11:06

Re: Gringox d'Ucraina (sola lettura).
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21 settembre 2008


Pezzettini di vita quotidiana kieviana. 

Calipso. 

Giornata di lavoro in ufficio, tranquilla, ma noiosetta oggi. Fuori infuria la tempesta. Piove a di rotto tutto il giorno, e fa un freddo porco. Siamo solo al 18 settembre, ma i 6 gradi là fuori, mi proiettano in un attimo all’idea dell’inverno. E ciò mi spaventa un poco. No, per carità, l’inverno “russo” è meraviglioso, è forse più l’idea del freddo che arriverà, rispetto al freddo stesso, che mi spaventa. 
Ma oggi, oltre al tempaccio fuori, un’altra “sorpresina” in stile ucraino appesantisce uno stato d’animo già abbastanza triste. Infatti da stamattina ci hanno chiuso l’acqua. In tutta la via Bubnova, compreso quindi l’edificio del “quartier generale del Gringox d’Ucraina” hanno tolto l’acqua, non solo quella calda, ma proprio tutta l’acqua. E, tanto per cambiare, alla domanda su quando sarebbe tornata, giunge la risposta più tipica “ucraina” fatta di braccia che si alzano al cielo spalancate che confermano tutta la rassegnazione fatalista di cui è intriso questo popolo. Mannaggia a quei lavori per la metropolitana che da più di un anno creano a noi abitanti della zona, variegate complicazioni nella vita quotidiana: a volte salta l’elettricità, a volte chiudono l’acqua, altre ancora crolla un pezzo di strada asfaltata… 

Insomma, tra una cosa e l’altra, sono ormai le nove di sera. Non sono stanco, non ho sonno, non ho fame, sento quella svogliatezza e senso di noia di fine giornata. In più ci si è messo pure il tempo e l’acqua…d’un tratto mi balena in mente un’ideuccia accattivante. Guardo l’orologio. È un po’ tardi, ma che importa! In quattro e quattr’otto decido di andare al “solito” Calipso. Ma sì! È vicino a casa, è un ambiente pulito, c’è sempre posto e il luogo nel complesso è degno e rilassante. Me ne vado a trascorrere due orette di sauna! Calipso, in effetti, un po’ il nome “esoticheggiante” da sauna ce l’ha. L’ho trovato qualche tempo fa, dopo aver girato e provato diverse saune qui a Kiev. E mi sono poi trovato bene e sono sempre tornato lì.  Nel finesettimana costa 200 grivne per un’ora, ma oggi è giovedì e me la cavo con 150 grn./ora (poco più di 20 euro). Diciamo che da questo punto di vista è nella media, ma ripeto, io mi trovo bene al Calipso e allora perché cambiare? 

La sauna è come sempre il luogo del relax e dello scioglimento dello stress. Bah, per me oggi è anche un modo un po’ costoso, ma utile per lavarmi, vista la situazione dell’acqua (che non c’è!) a casa. 
L’appartamento adibito a sauna è ampio e addobbato con accortezza affinché non manchi niente per soddisfare le spesso esigenti voglie del cliente: oltre alla cabina della sauna in legno, alla Jacuzzi e alla botte di legno con l’acqua fredda, ci sono anche una bella panca “a due piazze”, anch’essa in legno, per eventuali momenti di intimità con la propria “lei” occasionale o fissa che sia, un originale tavolo a forma di tronco d’albero tagliato con delle curiose seggioline di legno per potersi sedere, tra una seduta in sauna e l’altra, e gustarsi della fresca birra; e un televisore al plasma, sempre acceso che proietta programmi di cui ignoro il contenuto… il box doccia è arricchito del cd “vodopad” (cascata), cioè un secchio ancorato sul soffitto con una corda penzolante che non appena viene tirata, zacchete, ti fa piombare sulla testa uno scroscio di acqua gelata, che ti scuote tutto il corpo provocandoti una sensazione improvvisa di svenimento, accompagnata da uno spontaneo urlo di reazione, che precede il sollievo corporeo per essersi “liberati” del bollore atroce che ti ardeva fino a pochi secondi prima. 
Ritornando  alla “bochka” (botte) di legno, sembra quasi un tinello di quelli dove anticamente veniva pigiato il vino. Profonda poco più di un metro e con un diametro delle stesse dimensioni, è piena anch’essa di acqua gelida ed è pronta per ricevere il corpo umano accaldato e bollente, appena uscito dalla sauna. 

E così, senza perdere troppo tempo, mi spoglio velocemente e mi fiondo in sauna. Oggi come sempre (in sauna ci vengo abbastanza spesso) capovolgo anzitutto la clessidra per ritentare la solita sfida con me stesso di riuscire a restare dentro per 15 minuti – sfida che puntualmente perdo!; stendo il mio asciugamano e mi ci siedo sopra. Ahh…che bello! Non so perché, ma la sensazione iniziale di distensione che mi procurano i primi momenti di sauna, quel lasciarsi completamente andare, sciogliendosi al calore secco che avanza, non trova paragoni se non vagamente nello stato di abbandono del corpo che si concede alle mani esperte di una qualche brava massaggiatrice. Ma in sauna è comunque diverso. 
Le prime goccioline di sudore iniziano a scivolare dalla fronte dopo pochi secondi, mentre la temperatura lentamente sale da 80° a 100° gradi. Dapprima tre-quattro goccioline, in breve dalle braccia, dalla faccia, dalla pancia, dalla schiena, fino ad arrivare alle gambe, il corpo prende sempre più le sembianze di una spugna che trabocca liquido da tutti i pori. Gli occhi diventano talmente umidi e lucidi che a fatica riesco a tenerli aperti. Chissà perché, ma nei momenti in cui sono in sauna nella calura estrema, i primi pensieri sono rivolti alla mia condizione fisica, al mio peso che non cala da anni, alla mia pancetta, che non riesce a diminuire da anni…rinchiuso in quel gabbiotto di legno, chiudo e apro gli occhi a intermittenza, e mi vedo. Mi osservo, non mi piaccio. Pensieri ronzano vaghi sulle possibili, eventuali, potenziali soluzioni per rimediare a questa situazione. Ma durano poco mentre a poco a poco il godimento e la soddisfazione per la “purificazione” corporea salgono. È la fase dell’assuefazione: mi sdraio sulla schiena, chiudo gli occhi e non penso a niente. Lascio che il calore si impossessi totalmente di me e mi penetri nella pelle, fino a toccare le ossa. Sdraiati si sta meglio che seduti, il calore ti raggiunge in modo lineare ed uniforme senza dislivelli ed eccessi tra le parti del corpo. 
Passano circa 10 minuti che qualcosa mi scuote dal torpore. Non si tratta di un scossone improvviso, bensì di un crescendo lento di malessere. In breve inizio a percepire la sofferenza del caldo che si fa sempre più intenso e pressante. Chi l’avrebbe mai detto che la prima parte del corpo a soffrire di più sono le estremità superiore delle orecchie?? Io questa cosa non l’ho mai capita, ma sta di fatto che per me è così. Ed ecco che inizio ad accarezzarmi le orecchie con le mani per tentare di lenire questo dolore, ma inutilmente. Nel frattempo il battito del cuore, quel cuoricino che dapprima sopito e silenzioso, inizia a far sentire la sua regolare e costante voce. È l’inizio della fine. Ed ecco che quella sensazione di distensione iniziale si trasforma in oppressione. Sento un improvviso desiderio di scappare, di tornare nell’aria, respirare e tuffarmi nell’acqua gelata. In quei microsecondi la mia azione è più veloce del mio pensiero…in un attimo mi catapulto fuori dalla sauna e piombo dentro la “bochka”, immergendomi completamente nell’acqua gelata. L’impatto è micidiale ed un inevitabile urlo accompagna questa mia azione, ma è un segno del godimento che quella massa d’acqua fredda ti propaga per tutto il corpo. Sto lì, a mollo qualche secondo, un minutino, forse più. Non sento né freddo, né caldo. Sto benissimo. E ripenso a questa meravigliosa invenzione chiamata sauna, al beneficio di cui sto godendo. 

Insomma, per farla breve, ripeto l’operazione diverse volte: sauna, “bochka”, Jacuzzi; poi ancora sauna, “vodopad”, Jacuzzi; nell’intervallo tra una seduta e l’altra mi bevo un sorso di birra fresca e godo. Ehh sì. Anche la birra fa parte di questo gioco. Io amo la birra, ma in nessun’altra occasione come in sauna, o subito dopo la sauna, ne apprezzo le qualità dissetanti e rinvigorenti. A volte capita che la bevo tutta di un fiato, non badando alla raschiatura frizzante che sento in gola. 

Poco dopo guardo il grosso orologio appeso alla parete: 23,20…mi rimangono solo poco più di dieci minuti per rivestirmi, cavolo – penso – certe volte, più di altre, è proprio vero che ti accorgi di come vola il tempo…! E così, completamente rilassato e un po’ “ciucco” dell’atmosfera nel complesso (e della birra), esco. 

Fuori non è cambiato nulla: piove a di rotto e il freddo è ancora più intenso… 


Gringox


