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gringox
04 Luglio 2011, 16:53

Re: Il CAVIALE - Mie Considerazioni
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[quote user="piggi" post="6724894"][img]http://www.russia-italia.com/files/images/2261/caviale_rosso.jpg[/img]   [img]http://www.russia-italia.com/files/images/2261/caviale_nero.jpg[/img] 



Il caviale… 
il caviale suscita in me questa riflessione del tutto personale:
[size=14]“[i]…il caviale per l‘italiano medio è come il caffé ristretto per un russo: non lo capisce e non lo sa apprezzare affatto[/i]”[/size]

Mi ci è voluto più di un anno per comprendere, metabolizzare e finalmente memorizzarne il sapore con le sue sfumature.
Giallo, rosso o nero (personalmente ho avuto il piacere di assaggiare solo il rosso e il nero) l’ikra è un alimento che può essere abbastanza comune sulle tavole russe.
Per noi, comuni mortali, rimane un alimento un po’ mitizzato circondato da un alone di mistero. Abituati ad assaporare in qualche rara occasione il succedaneo che si trova comunemente nei nostri supermercati, abbiamo sempre pensato che quello vero dovesse essere chissà quale prelibatezza.
Poi finalmente, quando assaggiamo l’originale… non ci piace! Ci delude inaspettatamente.
Da qui la mia riflessione: 
“…non è che non mi piace, del resto non si può dire che abbia un sapore sgradevole, molto più semplicemente non lo capisco, non fa parte del mio bagaglio gustativo, è una novità. Non so distinguere un tipo pregiato da uno meno ricercato…“.

Così ho incominciato a sperimentare i vari abbinamenti e finalmente, come già anticipato, ho raggiunto una certa maturità gustativa che brevemente riassumo:
Il caviale nero è buono così com’è, da solo, basta non esagerare e degustarne un paio di cucchiaini purché non siano colmi. E’ buono anche posato sul pane bianco. Se abbinato a champagne o a un buon prosecco è forse uno dei migliori aperitivi possibili.
Purtroppo pare che lo storione sia in grave pericolo d’estinzione ed è sempre più difficile trovare il Beluga, il Sevruga e l‘Asetra (anche se a Mosca , chissà come  :roll: , si riesce a trovare abbastanza facilmente).

Dunque tuffatevi sul caviale rosso, apparentemente meno gustoso e pregiato, ma che in realtà può dare grandi soddisfazioni. La “morte sua” è nel blin, magari arrotolato e avvolto con un leggero velo di smetana o al più maionese. Personalmente lo apprezzo molto su piccoli crostini di pane bianco anche bruschettato, con un sottilissimo strato di burro oppure maionese light. 
Bene anche sull’uovo sodo, tagliato a metà.
Il segreto è non esagerare con la quantità altrimenti il sapore forte e acre prende il sopravvento e rischia di ammazzare gli altri aromi. Poche uova distribuite al centro del pane: mordere prima il bordo della tartina e poi affondare i denti sul centro per amalgamare al meglio i sapori  :lol: 
Da buon italiano l’ho sperimentato anche sulla pasta, a mo’ di bottarga sarda con risultato molto piacevole che vi consiglio caldamente. Spaghetti, ovviamente, con olio extravergine e prezzemolo.
Assolutamente non abbinatelo a cibi dal retrogusto amaro, come ad esempio la rughetta, e neanche alla birra! rischiate di portarvi in bocca un saporaccio per svariato tempo.

Una mia chicca… se non avete a disposizione lo champagne oppure un prosecco degno di tale nome abbinatelo ad una mezza pinta di sidro bello fresco… provare per credere!![/quote]


Piggetto ciao,

bellissime queste tue considerazioni, che oltre che stimolare le papille gustative – adoro il caviale! – mi portano ad aggiungere qualche aneddoto relativo alla mia esperienza in proposito.

Il caviale io lo devo aver assaggiato per la prima volta a metà anni 90, quando ho iniziato a bazzicare le Russie, e onestamente non ricordo se lo avessi apprezzato subito…se ricordo bene, all’inizio non aveva trovato una mia soddisfazione…poi chiaro che provandolo sempre più spesso, accompagnato a vodka soprattutto, ho iniziato ad apprezzarlo. Ora il caviale (rosso) mi piace assai, e ahimè, mi piace abbondare sulla tartina col burro, e non metterci sopra due o tre “ovetti” striminziti!

Aneddoto 1. Ricordo che in uno dei miei storici viaggi nell’estremo siberiano (insieme al solito Mr.G.), e precisamente sulle isole Kurili, sono venuto a conoscenza – e l’ho pure provato a fare – della cd. “pjatiminutochka” (ovvero la procedura di preparazione del caviale “dei 5 minuti”). Una delle caratteristiche delle Kurili è quella di essere una riserva spaventosa di salmoni; sull’isola di Iturup (dove ho vissuto per più di 20 giorni) ci sono tantissimi ruscelli e in questi ruscelli è strapieno di salmoni – ma giuro che non ho mai visto nulla di simile da nessuno parte. Addirittura lo strato di salmoni è più grosso di quello dell’acqua e questi si accavallano e sguizzano uno sopra l’altro e praticamente si possonoprendere con le mani!
Beh, per farla breve, un giorno ci hanno regalato un paio di salmoni appena raccolti nel ruscello e ci hanno detto di provare a fare il caviale da soli, la cd. “pjatiminutochka ikra”. E così ci siamo impegnati in questa divertente e curiosa attività: e l’abbiamo fatto nella vasca da bagno dell’appartament dove abitavamo. In sostanza abbiamo lavato il salmone, con le mani l’abbiamo aperto e abbiamo tirato fuori dal ventre una specie di pellicola trasparente, gelatinosa e viscida contenente le ovette rosse (il caviale); questo “sacchettino” poi l’abbiamo lavato sotto l’acqua fredda, pulendo così il caviale; abbimao poi versato questo caviale nella vasca e gli abbiamo messo sopra del sale; la ricetta prescrive di attendere 5 minuti  e poi di degustare il caviale “ai 5 minuti”…così abbiamo fatto. Risultato: da vomito!!! Disgustoso! Hehhee…ma se non altro abbiamo provato questa ricetta delle Kurili! Il fatto è che il caviale freschissimo, appena estrapolato dal pesce ha un gusto incredibilmente aspro ed è raticamente immangiabile.

Aneddoto 2. Sempre sulle Kurili ho avuto la più grande soddisfazione a proposito della degustzione del caviale: mangiato a “cucchiaiate” dal barattolo di vetro…eh sì! Ce n’è talmente tanto da quelle parti, che la gente se lo mangia a cucchiaiate senza né pane né niente, giusto con un po’ di cipolla cruda tagliata ad anelli ed inserita nel barattolo dove è conservato il caviale. Io non credevo ai miei occhi e le mie papille gustative non credevano a sé stesse, ehhee…mangiare così il caviale non è “roba” da tutti i giorni!

Aneddoto 3. Durante un altro storico viaggio, in Turkmenistan ho avuto un’altra emozionante soddisfazione. A Turkmenbashi (la ex Krasnovodsk), città sul Mar Caspio, ho potuto degustare grosse quantità di “oro nero”, cioè il caviale nero del Caspio (Beluga). Anche in questo caso, al mercato siamo riusciti a comprare il caviale sfuso, poi ce lo hanno messo in un sacchettino e zacchete, mangiato a cucchiaiate…me lo ricordo ancora! Una vera “libidine” coi fiocchi! Una cosa che dopo il Turkmenistan, non mi è mai più capitato. Anzi, se devo essere sincero è da allora – parlo del 2003 – che non mangio più caviale nero, anche perché è difficile trovarlo (anche qui in Ucraina) e quando lo trovi, lo vendono a prezzi improponibili…


Gringox


