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gringox
28 Agosto 2011, 23:11

Re: Riportando Tutto A Casa...
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[quote user="solenero" post="6731438"]Caro Gringox,

nei circa quaranta minuti che sono intercorsi dalla lettura di queste tue affettuose parole, che sono ricambiate da parte mia con altrettanto sincero affetto, ho fatto tre cose, che non hanno nulla, naturalmente, della sacralità del rito, ma che si ricollegano a quel profondo sentire russofilo che ci accomuna e, per certi versi, ci affratella. Ci affratella nel senso di comunione russofila spirituale e intellettuale, e ci affratella anche in quella diversità caratteriale che ci è connaturata e che è, appunto, spesso tipica dei fratelli. 

La prima è stata andare a riaprire i primi due libri con cui mi sono iniziato al russo e alla Russia, l'inizio di tutto.
La seconda è stata andare a rispolverare due dei miei cimeli russistici: una grammatica di russo stampata in Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale, col nemico in casa, perché la vita ed il sapere dovevano continuare, ed accarezzare un disco a 45 giri, penso di fine anni '70 inizio anni '80, che fa parte di un corso di lingua russa inciso, appunto, su dischi, visto che i cd i dvd erano di là da venire... ieri il vinile, oggi i forum, e primo tra tutti questo, e in mezzo un amore sterminato e immutato per quel mondo, che, forse, ci è caro più di noi stessi. E so che tu mi puoi capire. 

La terza cosa che ho fatto è ripensare a due viaggi pietroburghesi, uno nell'ormai lontano 2003, e uno più recente. Due viaggi che sono anche il bilancio di una vita. La prima volta che misi piede a San Leninburgo (così la chiamiamo noi adepti, interni ed esterni, della molto russofila scuola orientalistica veneziana, insieme con le sue propaggini romane) le mie conoscenze linguistiche erano agli esordi, molto elementari, e si accompagnavano a uno sconfinato entusiasmo e a un desiderio di scoperta. Otto anni dopo "sono tornato nella mia città, conosciuta sino alle lacrime" per raccontarla agli altri, con lo stesso inappagato e insoddisfatto entusiasmo e desiderio di scoperta, ma con la consapevolezza che era una scoperta diversa, era un tornare, appunto, "a casa", a visitare le stanze che già videro la mia vita, a sfiorarne gli oggetti, a sentirne le voci, i sussurri, i silenzi, i respiri. Dove le stanze sono palazzi e vie sconfinate, gli oggetti sono sfingi sul lungoneva, e lampioni, e guglie, e ponti, e battelli, e le voci, i sussurri, i silenzi, i respiri sono il canto di quell'inimitabile fiumana di uomini e donne, col loro destino e il loro passato, e il loro avvenire, che ha nome Russia. Quella Russia a cui appartengo e che mi appartiene, ieri come oggi. 

Perché sono andato col pensiero a questi due viaggi? Perchè nel 2003, o giù di lì, solenero si affaccia ad un forum antichissimo, che tu hai voluto ricordare, e dove in seguito hai fatto anche tu la tua comparsa, ed è nata, tra di noi, una singolarissima frequentazione, mai fisica, e che pure continua e si arricchisce nel tempo. Questa storia tu l'hai mirabilmente raccontata, qui sopra e tante volte nel passato, e quindi io non vi ritornerò. L'hai raccontata nei suoi momenti di concordia e di comuni percorsi, così come nei momenti di assenza e di ricerca, così come nei momenti di distacco e di contrasto. Eppure tutti e due sappiamo, come ti scrivevo qualche giorno fa, che non siamo mai stati realmente divisi. Ed entrambe, per quello che la vita, quella vera, ci ha insegnato, sappiamo che spesso si può avere di più dai nemici che dagli amici. E' storia, raccolta nei "libri", ma che vive e ogni giorno si alimenta. Al recente viaggio pietroburghese fa seguito il mio ritorno. Anche questo frutto di bilanci di una vita. Ed è in questo che le due esperienze, quella materica del calpestare il suolo russo, e quella virtuale del tornare a calpestare le stanze del forum, si saldano e si rinsaldano. Anche questo è un tornare, come scrivevo solo due giorni fa, a casa. E come ci insegnano gli amici russi " v gostjax xorosho, a doma luchshe". E questo, credimi, è un ritorno che non conoscerà arrivederci. Di qui anche la scelta di tornare come solenero. Un nick che non usavo da tanto tanto tempo e che ormai vive, di vita propria, solo per questo forum. Consideralo, se vuoi, un mio omaggio personale. 

Obnimaju krepko,

Gavrik[/quote]


Gabriele – “Solicello filosofo”, tu hai un potere strano; non è la prima volta che le tue parole mi fanno commuovere, dico sul serio e tu lo sai.
L’omaggio che tu mi hai fatto con questo tuo “vozvrashenje” è per me emozionante.

Non ho altro da aggiungere se non ringraziarti di cuore, davvero. 

…i ja tebja krepko obnimaju.

Buon forum.

Gringox


