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Speck
31 Agosto 2011, 12:35

IL PETOMANE
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molti già pensano al film con ugo tognazzi, ma non si tratta di film ma di cose vere, piccole verità nascoste che molti potrebbero conoscere come molti potrebbero anche non conoscere.
Erano gli anni infuocati, dove l'europa era in grande fermento e c'era un grande ribollio di comizi, parate, aerei che volavano per far vedere al mondo intero la maestosità delle varie nazioni. Sia a ovest che a est molte persone venivano mandate in deliziosi luoghi di villeggiatura dove tutti dovevano lavorare 16 ore su ventiquattro, dove il piatto servito non erano altro che una patata, una sbobba acquirtinosa e fetida e due molliche di pane. Alcuni erano più sfortunati di altri perchè alcuni luoghi erano freddissimi, altri lo erano di meno. 
Mentre le deliziose vacche pezzate svizzere, nella loro più totale indifferenza, mangiavano prelibata erba degli alti pascoli alpini, c'era chi fumava e se magnava delle belle torte con il suo faccione disegnato, pensava e giocava a scacchi con chi studiava, nel frattempo c'era chi faceva il professore al bravo studentello che con il passare degli anni di cose ne aveva imparate a tal punto da creare scenografie da coinvolgere masse oceaniche di fans.
Tra un pejotino e una squisita erbetta mexicana, il baffetto faceva proclami, invadeva verso est ed ovest e nel frattempo giocava una partita segreta a scacchi con il baffone, che anche lui invadeva verso ovest alla faccia dell'altro invasore che dall'ovest arrivava. come dire...se lui si fa un cuscino, anch'io me lo faccio e se mi gira nel momento più opportuno me magno la regina e gli servo un bel scacco matto.
Ma tra una partita a scacchi con il suo amico-nemico, del quale studiò persino le orecchie per capire l'esatta discendenza, e un comizio, tra una bella parata e una piccola orgetta feticista a base di escrementi femminili e deliziose calde piogge dorate del quale era goloso grazie alla intraprendenza della compagna che tanto amava, ogni tanto riusciva a trovare cinque minuti da dedicare al suo sommo maestro che ormai era diventato bello pelato. Insomma aveve un allievo del genere non era da tutti e con tutti gli sbattimenti per educarlo al meglio anche quei quattro pelazzi che gli erano rimasti sulla testa lo abbandonarono. 
Ma quei cinque minuti più che essere cinque minuti di felicità erano minuti di grande agonia. 
Eh si a quanto pare il pelato, per il baffetto era come un purgante: ogni qualvolta che lo incontrava aveva degli attacchi di mal di panza esagerati da farlo star male giorni e giorni piegandolo in quattro. Per alleviare questo dolore, che non si capisce bene se era dovuto all'allucinante tedesco che il pelato parlava oppure al misero stato in cui si trovava già all'epoca il futuro paese del bengodi, il baffetto si rivolgeva al medico personale per far si che gli potesse dare un miracoloso aiuto per renderlo presentabile. A tale proposito, il suo medico aveva inventato un cocktail a base di morfina più qualche eccitante e calmante per alleviare quelle dolorose sofferenze di panza dovute alla sola visione del pelato. Infatti ogni incontro con il pelato si trasformava in pacati e calmi discorsi a tal punto che il povero pelato per tre giorni e tre notti non riusciva ad aprir bocca per il semplice motivo che il baffetto, parlava, parlava, parlava in un soliloquio tale da impressionare anche la cerchia di cerebrolesi che lo attorniava durante tali incontri, i quali non lo riconoscevano nemmeno. L'unica persona più preoccupata, durante questi lunghi giorni di incontro tra l'allievo e il maestro, era il medico personale del baffetto. Ogni tot di ore controllava lo stato della panza, e ogni ora che passava, la panza del baffetto si riempiva sempre più di gas sino a quando arrivava il momento della liberazione, che, e chissà come mai, puntualmente arrivava il giorno dopo in cui i due amici si salutavano alla stazione e il pelato finalmente faceva ritorno nel paese del sol.
Ancora ventiquattro ore di pausa per far si che la massa gassosa era pronta e poi finalmente l'esplosione. I giorni seguenti ai saluti, nei vari saloni in cui il baffetto ritornava ad essere er pejotaro a tal punto che il claudicante, er panzone, il maiale, occhi di ghiaccio e gli altri cerebrolesi facenti parte dell'allegra compagnia, finalmente erano ben felici di ritrovarlo come in realtà era. Ma non solo: quei giorni erano un continuo rumeroggiamento impressionante che, se schifava alcuni presenti per il fragore e il puzzo insopportabile del gas emanato, riusciva a distendere i nervi del medico il quale era ben felice e contento nel sentire questi fragorosi peti simili ad una opera wagneriana che il fondoschiena del baffetto emanava,  a tal punto che, grazie alle fantastica melodia di note,  i vetri delle finestre, e non solo, vibravano. In quei giorni, il baffetto da er pejotaro si trasfomava in IL PETOMANE, per la gioia del medico che capiva che, grazie ai quei fantastici roboanti peti, lo stomaco era in via di guarigione.  :-D


