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the_wolf
26 Gennaio 2012, 12:06

Re: Nave Da Crociera Costa Incagliata A Isola Del Giglio, 11 Morti E 24 Dispersi !
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Che ci siano delle responsabilità gravissime da parte della Costa crociere sembra abbastanza evidente, e si spera che verranno accertate a breve.

Nonostante ciò, questo non significa che Mr Schettino debba esser scambiato come un poverino che capitava lì per caso. Nel caso in cui qualcuno lo abbia dimenticato, costui era il COMANDANTE di una nave di tremila persone. 

Tanto per essere chiari, secondo il diritto della navigazione il comandante ha i seguenti poteri:

 - è ufficiale di stato civile, con potere di celebrare matrimonio e registrare nascite, morti e altri atti;
 - ha funzioni notarili, tra cui quella di ricevere testamenti;
 - ha poteri di polizia giudiziaria, tra cui se non vado errato cose di poco conto quali perquisire personalmente i passeggeri e pure arrestarli;

Insomma, dei poteri proprio da nulla, a maggior ragione se si tiene conto che l'imbarcazione in questione era un bestione di 3000 persone.

Ora, Mr Schettino ha fatto di suo due grandissime vaccate:

1 - andare a cozzare contro gli scogli: vero che la pratica dell'inchino era utilizzata da tempo, però vero anche che nessuno era mai andato a cioccare gli scogli;
2 - perdere un'ora e mezza di tempo, quando si era a due passi dalla costa e c'era tutto tempo per sbarcare i passeggeri uno per uno, e verificare che le condizioni della nave permettessero di proseguire la navigazione. Se i manager al telefono gli dicevano "non chiedere soccorsi, se no dobbiam sborsar quattrini", lui doveva gentilmente rispondere "andate a fare in c*lo": certo che era un dipendente della Costa, ma prima che un dipendente era il COMANDANTE, la responsabilità per le vite di queste 3000 persone ce l'aveva lui, e la decisione doveva essere in grado di prenderla lui soltanto, indipendentemente dal fatto che rischiasse o meno di essere licenziato. Se dava precedenza agli ordini dei suoi superiori che non erano sul posto, allora significa che metteva la propria carriera al di sopra delle vite dell'equipaggio e dei passeggeri.
Se per qualcuno tale atteggiamento può essere giustificabile, scusate ma per me non lo è;

3 - tutto ci si sarebbe aspettato, tranne che l'inettitudine totale fosse accompagnata dalla codardia e vigliaccheria più assoluta. Una volta si diceva "prima le donne e i bambini", ora non solo le persone sono (in alcuni casi) incivili e vigliacchi, ora addirittura il capitano pensa prima alla propria pellaccia che ai passaggeri. Non contento delle prime due grandissime capperate, "cade" miracolosamente in una scialuppa insieme ai suoi ufficiali, e si mette in salvo, facendo la cronaca al telefono con il trasporto come se descrivesse un ingorgo sull'autostrada. Gli viene ordinato di tornare a bordo, ma non ci pensa manco per la capa. Tutti i passeggeri, tra cui i numerosi bambini, si arrangino.

Ora, tralasciando le questioni di contorno del tutto inutili, del tipo che avesse o meno la sua amante fidanzata nella cabina (essere comandanti non vuol dire proibizione di scopare) o che avesse bevuto uno-due bicchieri di vino a cena, sappiamo bene che come è uno sport nazionale trovare un capro espiatorio, allo stesso modo è diventato uno sport nazionale difendere gli indifendibili, facendo finta che ci siano chissà che trame o misteri o complotti fittissimi sotto. Mi chiedo perché non provate a difendere alla stessa stregua anche Provenzano e Totò Riina. La realtà però è molto semplice, e sotto gli occhi di tutti.. per vedere le cose non occorre né l'articolo 27 della costituzione, né l'autorità giudiziaria, per vedere le cose occorrono sostanzialmente: 1 - gli occhi; 2 - il cervello possibilmente non annebbiato da caxxate in quantità industriali


