https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=34&t=14542&p=6759802#p6759802
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gringox
25 Aprile 2012, 11:54

Re: Gringox d'Ucraina (sola lettura).
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Rovno, 20 marzo 2012 

Oggi è un giorno particolare, che tocca l’uomo Gringox e il forumista Gringox, poiché in questi ultimi anni della mia vita molto spesso l’uomo e il forumista sono andati a braccetto lungo lo stesso sentiero, sostenendosi vicendevolmente con la consapevolezza dell’importanza che il Forum ricopre per l’uomo Gringox e del valore e responsabilit&#1072; che l’uomo Gringox rappresenta per il Forum. All’uomo Gringox oggi cade una gocciolina di nostalgia sul viso ed il forumista Gringox trova la forza per descrivere il proprio stato d’animo in questo giorno e condividerlo nel Forum. 

Oggi sono 7 anni che vivo in Ucraina, coronamento di un sogno russofilo inseguito per tanto, tanto tempo…festeggio questo giorno non a Kiev – non è un caso che non sia a Kiev, bensì in trasferta nell’Ovest Ucraina, quella parte di Ucraina che in tutti questi anni mi ha visto “viaggiatore” per lavoro, ma pur sempre “viaggiatore”, e ha riempito tante giornate e tante vicende della mia vita qui. Sono a Rovno, città sconosciuta ai più, a 330 km da Kiev, non lontano dal confine bielorusso e mi ritrovo ora in compagnia di due colleghi a brindare a questo “giubileo”, a guardare indietro, a questi anni trascorsi, alle conquiste personali, lavorative e burocratiche ottenute e alle perdite subite. Non nascondo la mia soddisfazione per avere costruito qualcosa! Non importa che ciò sia piccolo o grande, ma qualcosa ho fatto e l’ho fatto nell’ambito della realizzazione di quello che 7 anni fa era il sogno di poter cambiare la mia vita orientandola e realizzandola nella russofilia. 

Il 25% della mia vita l’ho trascorso qui, sette anni su 37…non è cosa di poco conto! Questo Paese mi ha cambiato sotto diversi aspetti, umano, sociale, psicologico, ma un punto voglio focalizzare in particolare; mi ha cambiato come Italiano e mi ha cambiato come russofilo. Da una parte mi ha rinforzato come patriota e dall’altra ha smorzato la mia “totalità” russofila in un più maturo realismo. Ciò non affievolendo comunque mai la mia passione per questo mondo e la mia soddisfazione nel vivere qui. Ora sono più conscio davvero e orgoglioso di essere figlio di un grande Paese – non è retorica nè parlo ovviamente della “pochezza” politica o di altre derive sociali degli ultimi tempi – e credo di esserne degno rappresentante qui dove sono: la cultura, la storia, l’autorevolezza di cui l’Italia è simbolo nella storia delle Nazioni e nel mondo attuale sono fatti e non parole. Questa convinzione si è rafforzata in questi anni vissuti qui attraverso la conoscenza, la frequentazione e il dialogo con persone di varie età ed estrazione sociale con le quali ho avuto e ho a che fare sia per lavoro che nella vita quotidiana e mi ha portato nel tempo alla conclusione sopra descritta. Dall’altra parte la sempre maggiore constatazione che quella russofilia di cui ero intriso, era più il frutto di un’idea che forse trovava trasposizione nella realtà in un’epoca storica che ormai fa parte del passato, di quel passato sovietico di cui forti tracce si calpestano tuttora, ma che in generale è stato travolto dalla globalizzazione socio-economica e dalle sue conseguenze che qui si concretizzano in drammatiche contraddizioni. 
Ed io, in questo “gioco” ho trovato la mia integrazione, che non è solo l’adattamento ad un territorio, a delle situazioni e ad una società che piacciono, ma è qualcosa di più; è il compromesso psicologico tra la mitizzazione di quell’idea russofila che è sempre dentro di me, e la quotidianit&#1072; che mi fa sentire a mio agio, in una realtà che, seppur lontana da ciò che la mia mente immaginava, conserva tuttora nella sua contradditorietà spunti di quel passato, e che tanto stimola il mio entusiasmo. Ed in questo contesto ho iniziato pian piano a muovermi, a comprenderne le dinamiche e a farmi spazio trovandomi una degna sistemazione. 

Che cosa strana: è aumentato il senso patrio verso il mio Paese, ed è mutata la russofilia che avevo anni fa; eppure non torno in Italia ma sto qui, e qui sto bene. Perchè questo? Perché qui ho trovato il mio degno posto e la “mia” forma di integrazione! Chissà, forse è una tappa di passaggio della mia vita...ma questa mia “missione” non la sento ancora volgere al termine... 

Ebbene caro Forum, voglio festeggiare anche con voi questo momento, poiché mai dimenticherò che è grazie a questo Forum che 7 anni fa si è potuto realizzare il sogno. Certo la tensione verso quel sogno viene da lontano, e va ricercata indietro nel tempo…ma solo l’interconnessione col Forum ha reso possibile la sua concretizzazione. Ed ecco che molto si spiega della mia passione forumistica e del mio affetto quasi morboso verso il Forum. 

Vi abbraccio tutti, uno ad uno con l’augurio che ciascuno possa trovare la propria “integrazione” e la propria realizzazione di vita. 

Gringox


