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WILLOWMASK
26 Luglio 2012, 18:37

Re: Da Roma A Ivano Frankovsk In Macchina
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VIAGGIO IN UKRAINA (parte I)

eccomi qui a raccontare questa esperienza cominciata domenica 22 luglio 2012.

Il viaggio comincia il mattino presto, in quanto bisogna arrivare a Piazzale Ostiense per le ore 10,00 circa 1 ora prima della partenza. Una volta arrivati in zona, mi trovo in un immenso “mercato” con moltissime persone che vanno e vengono. In realtà è l'organizzazione della comunità Ukraina che con anni di esperienza, ha raggiunto una tale efficienza da essere presente in tutte le cose, sia per le presone che vivono in Italia, sia per i famigliari che sono rimasti nella loro città natale.
In realtà sembra un città dentro la mia città,  che fino a poco tempo fa non pensavo potesse nemmeno esistere nella mia più lontana fantasia.
C'è una grande voglia di festa, le persone sono gentili, sorridenti, ci sono moltissimi pullman che aspettano pacchi da spedire, e persone che lasciano per vacanze l'Italia. C'è un gruppo musicale che suona e canta canzoni ecclesiastiche, pubblicizzando così il loro disco, ci sono trattative su tutto, e sopratutto si trova di tutto, dagli alimenti, ai vestiti, dalla cosa più banale a quella più complessa.
Troviamo il nostro bus, un Mercedes Sprinter che può ospitare 8 persone oltre una montagna di pacchi, il nostro autista si chiama Andrej, un “veterano” ventitreenne che sembra molto più grande della sua giovane  età, anche se il viso lo riporta alla sua giovinezza. Andrej è una perosna solare, sempre con il sorriso, altro poco più di 1,80 capelli corti, sempre in movimento in quanto ha molti clienti che gli affidano i loro doni da consegnare. Prende le nostre valigie, le pesa su una bilancia apposita (la valigia non deve superare i 30 kg, pena il pagamento extra) e le posiziona in un modo maniacale sul furgone.
Intanto si fanno le ore 10,45 dopo un caffè in stazione, dopo aver incontrato alcune persone che ci sono venute a salutare,  prendiamo possesso del nostro posto sul furgone. 
I sedili formano 3 file, da 3 posti a fila, e io sto in terza fila.
Ci mette a conoscenza che non c'è l'aria condizionata, e che il condizionatore è soltanto il finestrino e un piccolo tettino sulla parte alta al centro del furgone stesso. Ci sono coperte per dormire, i sedili sono confortevoli, anche se gia posizionati in una posizione da “sonno”, quindi un po' scomodi per rimanere seduti. Alle 11,10 circa si parte. Alla compagnia, si aggiungono altre 4 donne, una accanto a noi, 2 nella fila centrale, e 1 sulla fila dell'autista.
Usciamo dal parcheggio dove un uomo di pelle nera, con tanto di tesserino, ci apre il passaggio di uscita, e in Italiano ci augura buon viaggio, Andrej risponde ringraziandolo, gli da la mano, un ultimo sorriso, e via...... una cosa bellissima, una persona di origine africana, un ukraino, che si danno la mano, un sorriso e si salutano in italiano!!! Questa è la vera globalizzazione.

Spero che non vi siate annoiati, in quanto questo racconto descrive solo l'inizio del viaggio!!!!   :lol: 

Willow


