https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=5&t=18951&p=6791488#p6791488
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assodipicche
14 Novembre 2013, 16:25

Re: La Scuola In Russia E In Italia
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[quote user="gringox" post="6791487"][quote user="assodipicche" post="6791482"][quote user="gringox" post="6791481"][quote user="assodipicche" post="6791480"][quote user="gringox" post="6791467"][quote user="the_wolf" post="6791435"][quote user="Bianca" post="6791342"]Matt, ma tu credi che ci siano professori che tutt'ora "spiegano per forgiare la nuova generazione italiana"?
Ci sono eccezioni, certo, ma diciamo che l'80 % abbondante viene a scuola per lo stipendio a fine mese che spesso non è neanche sicuro, spiegano e se ne fregano della classe: se ci sono episodi di bullismo "chiudono occhio", fanno raccomandazioni e preferenze SPUDORATE, tengono conto dell'opione politico religiosa degli alunni, sono impregnati di bigottismo ed ipocrisia, si rifiutano di ammettere i problemi degli studenti NON preferiti..
Frequento un liceo che è tra i primi d'Italia.
Non sto dicendo che tutti sono così, però dai,credi ancora che "si va a scuola per imparare e per acculturarsi?
Un professore alle medie mi ha spinto  e mi ha rotto due costole.
Mica è stato sospeso, ha solo cambiato sezione.[/quote]


Bè, straquoto tutto, ma cosa possiamo pretendere dai professori?
Una mia amica che insegnava alle medie aveva dei genitori che la minacciavano se metteva una nota sul diario di un alunno... oggi la disciplina è pari zero, anzi a meno di zero, già a rimproverare un ragazzino ci manca poco che si rischia la denuncia.

I bambini sono sacri, ma ogni tanto qualche ceffone, a mio modestissimo parere è dannatamente necessario! Mio padre e mia madre me li davano quando li meritavo, e forse avrebbero dovuto darmene pure qualcuno in più. Oggi leggo di genitori che vengono arrestati per aver dato una sberla a un figlio.

Vedo il mio nipotino di quattro anni: già da tempo ha capito che la sua tenera età gli permette di non avere limiti, e come logica di conseguenza, di limiti non se ne pone, insieme ai suoi compagni di asilo.
Si è deciso, da parecchio tempo, che coi minorenni si deve seguire la filosofia della debolezza: possono fare tutto, non possono essere puniti.
E' un errore colossale, ed uno dei principali motivi per cui la nostra cultura occidentale sta ormai andando allo sfacelo più totale.

Gli insegnanti a scuola hanno potere zero, quindi anche il loro impegno tende ad avvicinarsi allo zero... se il professore deve subire l'alunno bulletto, che non lo rispetta o che se ne frega, bè come pretendete che riesca ad avere cuore per l'insegnamento? la passione gli passa alla svelta[/quote]


A questo proposito aggiungo e riporto un aneddoto legato all'esperienza della mia mammetta, che ha insegnato alle elementari per una vita, in un quartiere popolare di Milano (qualcuno di voi conoscerà Niguarda). Beh, la mia povera mamma ha dovuto spesso lottare con altri colleghi/ghe ottusi (specie di una certa corrente politica) per far valere determinate regole che - badate bene - la maggiornaza dei bambini e dei genitori della classe avrebbero voluto rispettare.

In uno dei suoi ultimi cicli scolastici ha avuto qualche bambino musulmano in una classe dove però ancora la maggioranza era italiana. Erano i primi anni 90, i primi anni in cui iniziava a farsi consistente l'immigrazione. Ebbene, i genitori del bambino musulmano hanno preteso (non chiesto, ma preteso) che venisse tolto il crocifisso dalla parete dietro la cattedra, pena il ritiro del figlio dalla scuola. Mia mamma era molto combattiva allora ma non ha potuto fare niente perchè si è trovata contro nel collegio docenti quegli altri maestri ottusi che l'hanno accusata di razzismo...ebbene sì. Incredibile. E lei ha dovuto togliere quel povero crocifisso. In sostanza per soddisfare le esigenze di un bambino musulmano si è dovuta sacrificare la maggioranza...alla faccia del razzismo.

Queste erano le premesse del disastro sociale che oggi ci troviamo ad affrontare.

[color=red]Il crocifisso è semplicemente un segno della tradizione italiana della scuol[/color]a. L'avevo io in classe, l'avevano i miei, e così i miei nonni. Anche se uno era ateo o aveva i genitori atei, mai si sarebbe sognato di farlo togliere.....

Vabbè w la globalizzazione :lol: 

Gringox[/quote]


no, il crocifisso è il simbolo della religione cattolica (ed è giusto, appunto, che stia solo negli edifici dedicati a quel culto)[/quote]

Discordo totalmente. La tua è una posizione personale e come tale va ascoltata e rispettata. Coe del resto la mia che è opposta alla tua.
Ma la questione è un'altra: non siamo qui a discutere se sia giusto o meno tenere il crocifisso nelle classi; esso checchè tu ne dica è sì il simbolo della chiesa cattolica, ma ciò è il riflesso della tradizione cattolica italiana, che è - che a uno piaccia o non piaccia - parte della tradizione e della cultura italica.

Il punto era un altro e si ricollegava al discorso fatto da Thewolf sul potere degli insegnanti nelle scuole...per cui ho raccontato l'esempio di mia mamma che è stata maestra elementare per tanti anni.

Tutto qui.

Gringox[/quote]

Grongox, io rispetto sempre quell oche dici (e ti leggo con interesse, veramente) anche se come ben sai, nonostante i lfatto che "sentiamo"  la russia in modo simile, abbiamo spesso opinioni diverse.
in questo caso però non è un'opinione, è un dato di fatto.
E sul fatto che il crocifisso fosse poi stato imposto nelle scuole (perchè è di imposizione che si parla) sei una persona di elevata cultura e la storia la sai almeno quanto me (parlo del 1929) 

(ps: anche mia madre era insegnante alle elementari  :smile: )[/quote]

Asso ti ringrazio per la tua manifestazione di interesse nei miei confronti, che davvero è reciproca. Davvero spesso io e te abbiamo opinioni differenti, ma questo è il bello del mondo (perchè è vario). Se la pensassimo tutti allo stesso modo sarebbe una gran noia vivere :smile: L'importante è sempre rispettarsi. E, nel nostro caso "russofilo", di percepire in modo simile il mondo russo.

Sul punto del crocifisso che dirti... io non lo ritengo un'imposizione, per di più che la normativa esiste non dal '29, ma da tempi ben precedenti...ancora in Cuore se non ricordo male De Amicis ne parlava...
Il Concordato mi pare non abbia fatto altro che non modificare norme regie già vigenti dall'800.
E poi mi pare di ricordare che a metà degli anni 80 ci sia stato un altro accordo tra Vaticano e Stato Italiano in cui si sancisce che la religione cattolica non è più religione di Stato. Per cui in via teorica e anche pratica nessuna scuola dovrebbe ritenersi obbligata ad appendere il crocifisso. Ma appunto se lo fa è per una sorta di tradizione, riflesso di una società che ha radici cristiane (cosa innegabile, mi pare, da parte di nessuno). L'esempio che ho portato io era legato al fatto che la mia mammetta è stata obbligata a toglierlo, per far contento 1 bambino musulmano, a scapito della maggioranza. E questo io . non so come possa vederla tu - ma io lo [color=red]trovo scorretto e irrispettoso[/color] nei confronti della maggioranza. Non credo che in una scuola in un qualsiasi paese arabo sarebbe potuta succedere una cosa analoga.

Detto ciò, è' per questo che io ho parlato di tradizione italiana o meglio sarebbe dire di civiltà e cultura cristiana in generale, cosa che la croce, intesa come valore, a mio parere rappresenta, non essendo per forza vincolato all'aspetto propriamente cattolico. 

Va beh comunque ci siamo capiti :wink: 

Gringox[/quote]

Quello che dici è molto chiaro Gringox.
Ma se la scuola è laica, io ritengo sbagliato mettere simboli religiosi; sempre.
Nel caso dell'episodio da te citato, ritengo, sempre visto che la scuola è laica, che è irrispettoso mettere un simbolo di una religionre (di una qualsiasi religione) se sono presenti più tipologie di credenti (anche se è uno solo)


