https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=1&t=21203&p=6839456#p6839456
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sorrento76
23 Febbraio 2016, 18:02

Re: Un Anno A Mosca
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Quella dei moscoviti che non riuscirebbero a vivere altrove e' una sorta di malattia che io ho imparato a conoscere bene in 8 anni e si definisce"moscoviggine acuta da assuefazione a quelle cose che altrove definirebbero scassature di balle e che qui,appunto,sono normalita"....mi si perdoni la definizione un po' lunga.
Io con il caro Reset ci ho parlato parecchie volte davanti a un caffe' e alla fine siamo stati sulla stessa lunghezza d'onda in piu' punti.Lui ha sottolineato che alla soglia dei 40 anni poi magari ci pensi e cominci a riflettere se sia il caso di viverci sempre in questa benedetta megalopoli o no.Ebbene e' verissimo che dopo anni a ritmi forsennati,gente di tutte le risme incontrate ad eventi o incrociate in metro,etc.etc. la normalita' che ti sei riuscito a costruire qui la cestini e cominci seriamente a pensare se sia arrivato il momento di tornare alla normalita' fatta di campanile,bar sotto casa e paste a tavola alla domenica.Io,per diverse ragione,ormai ho optato per questa seconda scelta.
Poi tutto e' relativo.Io qui ho incontrato italiani eccezionali,ormai da 15 anni ben piantati con il sederino in loco.E' pur vero che si sono creati una posizione tale che la loro normalita' e' ben salda a fattori che,invece,molti altri assaporano solo in parte o nemmeno quello.Ne ho incontrati molti altri invece alla ricerca dell'arca perduta,insomma del totem o di chissa' cosa,ridottisi a vivere come certamente in Italia peggio non sarebbe....quindi...
La questione puo' essere discussa sotto diverse angolazioni non c'e' che dire.L'amico Reset presenta una societa' moscovita dinamica e avvezza alle problematiche piu' varie,con i giovani che a 25 anni magari hanno gia' 1 divorzio alle spalle,10 lavori cambiati,7 appartamenti diversi e 3 auto sostituite.Pero' un attimo,visto che io a fianco ho una persona(moscovita da sempre)grazie alla quale(e anche a tutte le sue amicizie coetanee),se da una parte si conferma questa,dall'altra escono fuori aspetti non tanto gradevoli quali: avidita' che porta una parte di questi giovani a fare le scarpe ai genitori appena si puo' pur di assicurarsi l'appartamento;impatto con una realta' che,a fronte di lavori carichi di responsabilita',offre stipendi non congrui e pone moltissimi giovani nelle medesime condizioni dei coetanei italiani di dover continuare a vivere con i genitori(potrei citare almeno una decina di amici,specie donne,addirittura ultra quarantenni nelle condizioni di cui sopra)fin ben sopra i 30 anni; assuefazione ad una socialita' "artefatta"e"costruita" che,specie per chi viene dal sud come me(che e' ancora abituato a stare per la strada quando va giu' insieme a 4 amici seduti sulla vespa davanti al mare),dove la spontaneita' resta un valore,crea una certa diffidenza.Il cellulare qui ti trova l'amore o il ristorante in cui andare e,che volete da me,io verso questo mi pongo con apertura si ma con un certo limite.
Alla fine ho sempre apprezzato il punto di vista di Reset perche' schietto e genuino,non condizionato da ambienti o dal dover fare bella impressione in qualche festa!
Al tempo stesso,dopo 8 anni di Mosca,ho rivalutato anche il coraggio di molti giovani delle mie parti che,per mancanza d'altro,se ne vanno per mare a 20 anni(come fece mio padre)e a 30 anni hanno visto piu' paesi,piu' gente e piu' porti di quanto un moscovita potra' mai fare.O quegli altri che,come ho fatto io per 15 anni,hanno rinunciato a vacanze e weekend pur di offrire al turista un servizio facendosi anche 8 mesi di lavoro continuato.Non e' che poi ci sia tanta differenza dal "dinamismo" moscovita. Poi ognuno raffronta le cose con la propria realta' circostante,anche questo e' vero!


