https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=4&t=21432&p=6842216#p6842216
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gringox
14 Mag 2016, 16:04

Re: Il Risorgimento
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[quote user="Kashka" post="6842190"]Gringo, scusa, ma se ci rifacciamo al concetto di patria in senso stretto, io, da ex cittadina dello Stato borbonico, dovrei votare per la secessione dall'Italia e la riannessione alla Spagna (o alla Francia, qui si va a simpatia), ci hanno sterminato di più i piemontesi che gli spagnoli.  :shock: Anzi, all'epoca le truppe borboniche combatterono contro l'Italia.

[quote]Cosa significa dunque essere patrioti del proprio Paese (Italia) in un mondo globalizzato? Significa anzitutto percepire di essere portatori di un’identità storica e culturale che ha forgiato la nostra essenza, e che esprimiamo nella nostra lingua e nel nostro modo di pensare e di essere, un bagaglio che si è creato tramite l’educazione che abbiamo avuto da bambini, l’istruzione che abbiamo avuto, l’ambiente sociale nel quale siamo cresciuti, e molto altro ancora...
 Significa essere consci delle contraddizioni che ci caratterizzano, ma anche delle virtù, tra cui la creatività, l’estro, l’ingegno, ecc. [/quote]

Quale identità storica e culturale? Posso sentirmi affine ad un campano o ad un lucano dato che anche loro hanno combattuto per il Regno (sebbene siano tante le differenze anche fra noi), ma cosa c'entro con un lombardo, per esempio? Sul discorso lingua, poi, non ne parliamo. L'italiano è stato costruito artificiosamente, la lingua ufficiale del Regno era il napoletano, insieme al castigliano. E la gente delle provincie parlava il dialetto. Cmq se mi trovi qualche affinità che un abruzzese ha con un piemontese rivedrò le mie idee.
Creatività, estro e ingegno si trovano anche fra gli stranieri.

Ti faccio notare che, mentre oggi è il Nord a snobbare il Sud, nel Risorgimento il Sud non voleva assolutamente essere annesso al Nord e molti combatterono contro i Piemontesi, furono chiamati briganti e impiccati, tantissime donne furono violentate, interi paesi rasi al suolo. E io, oggi, devo pure festeggiare sta giornata?[/quote]


Kashka ma stai scherzando??
Ma tu credi che la sola armata garibaldina di 1000 soldati da sola ha unificato militarmente l’Italia? Certo, senza nulla togliere all’arditismo garibaldino e alla preparazione dei 1000, senza l’entusiasmo di grandi fette della popolazione locale meridionale non si sarebbe potuto compiere l’opera garibaldina.

Ti dicono qualcosa Crispi? Rosolino Pilo? Giusto per citare un esempio di patrioti meridionali.
Per non parlare di Cuoco (a Napoli) o Pepe, a inizio ‘800...
Ti dicono qualcosa le rivolte del 1848? E ancora prima la rivoluzione napoletana? E il tentativo di Pisacane?
E i plebisciti del 1860? Vai a vedere le cifre dei votanti a favore del nuovo Regno d’Italia, cifre relative al sud (ex-regno di Napoli e Sicilia) e vedrai qualcosa che forse ti sbalordirà... nel regno di Napoli quasi 1 milione e mezzo di gente, su 2 milioni di votanti, ha sostenuto l’unificazione....

E’ vero che non si può dire che non esistesse del patriottismo borbonico, per carità. Certo che – come ha scritto Stalker – ancora oggi da qualche parte nel sud si maledica Garibaldi (tra l’altro per lo stesso motivo lo maledicono – poveretto – anche nel nord). 
Ma non si può negare, nè sminuire il ruolo svolto sia dagli intellettuali meridionali, sia dai rivoluzionari (come appunto Rosolino Pilo a Palermo) che hanno apportanto un enorme supporto e morale, e culturale e militare all’unificazione di Italia!

Si potrebbe davvero parlare a lungo di questo argomento.

Quindi (lo ritengo io, ma è anche riconosciuto dalla storia) non si può parlare di sopraffazione dei Savoia nei confronti del meridione; bensì di compartecipazione e di ruolo attivo dello stesso nel processo di unificazione nazionale (i plebisciti che ho citato poi ne sono anche la conferma).

...Che poi, come qualcuno ha detto, in 150 anni di unità, non si siano ancora fatti gli Italiani, questo è un altro paio di maniche... ma non è certo stata colpa di Garibaldi.


Gringox


