https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=5&t=21907&p=6847416#p6847416
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Kashka
01 Giugno 2017, 21:39

Re: Dove Sono Più Emancipate Le Donne:in Italia O In Ucraina?
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Dato che in questo forum e in altri che trattano la Russia e l'ucraina ho notato che si rimpiange spesso la donna-massaia anni '50 e l'emancipazione è deprecata da molti, voglio spendere un po' di tempo per raccontare la storia di mia nonna (anche perché ritengo che sia in tema), perché mia nonna fu una sorta di "Russian bride" del dopoguerra, quando dall'Italia partivano navi cariche di donne dirette negli USA. Le chiamavano le navi delle spose.

Mia nonna beccò in pieno la seconda guerra mondiale. La sua casa si trovava esattamente sul fronte e fu rasa al suolo durante la battaglia di Ortona, detta la Stalingrado d'Italia. La famiglia di mia nonna era già provata perché i fascisti avevano espulso suo padre dall'Italia poiché era socialista. La mia bisnonna dovette crescere per quasi tutto il ventennio fascista e nel dopoguerra da sola 5 figli.mia nonna era la  più grande di loro e condivise la responsabilità.  Dopo aver patito la fame, dopo che i tedeschi le avevano ucciso davanti delle ragazze colpevoli solo di non aver voluto soddisfare i soldati tedeschi, dopo che il loro paese era stato un avamposto tedesco sul quale bombardavano quelli che si definivano "alleati" (e che non erano solo americani e inglesi, ma anche canadesi e indiani), alleati che non arrivavano mai perché i tedeschi spostavano gli italiani sotto la loro giurisdizione verso nord, dopo decine di bombardamenti (mia nonna soffriva di una sorta di sindrome post-traumatica da stress, non poteva nemmeno sentire parlare tedesco, non poteva nemmeno sentire i botti di Capodanno, senza rivivere quei momenti con le lacrime agli occhi), finalmente arrivò il dopoguerra.

Di uomini ce n'erano pochissimi: molti erano morti in guerra o nei bombardamenti o nei raid tedeschi, altri stavano emigrando, altri erano sfollati al Nord e si erano rifatti una vita con donne del posto... Le donne sfollate, invece, non avevano trovato molti uomini. Morale della favola, quei pochi uomini che c'erano avevano una moglie ufficiale e due-tre amanti che spesso portavano pure in casa, e se la moglie legittima si lamentava erano botte. Solitamente si menava la moglie con un bastone, tanto che girava il detto :"La donna vuole mazza e mazzate" (sfruttando il gioco di parole mazza: organo sessuale maschile e mazzate: menare con un bastone). Il nonno del mio ex, per esempio, ebbe 3 mogli e non si sa quante amanti. L'altro ebbe una moglie e qualche amante. E questa era la norma. Le donne si accontentavano di fare le amanti perché l'alternativa era non avere un hren.
A quel punto tantissime donne scelsero il matrimonio per procura e partirono quasi alla cieca per gli Stati Uniti, con traversate che spesso duravano settimane. Partivano senza sapere quasi niente dei mariti, se non informazioni generiche come l'età e la professione; talvolta veniva allegata una fotografia.
Dei mariti che avrebbero sposato non gliene fregava quasi niente, il pensiero fisso era l'America, la fuga dalla fame e dalla condizione di zitelle a vita. Mia nonna conobbe mio nonno di persona prima di prendere la decisione di sposarlo, ma tante altre partirono completamente alla cieca.

Per quanto meschini possano apparire gli uomini abruzzesi dell'epoca al giudizio contemporaneo, c'è da dire che anche loro si spaccavano la schiena in quanto i lavori erano duri e gli stipendi da fame, avevano la responsabilità di sfamare famiglie numerose, ma sicuramente non avevano lo charme di un italo-americano, che ti portava negli USA a fare la bella vita (ossia la casalinga spensierata). C'erano elettrodomestici americani che per le donne abruzzesi dell'epoca rappresentavano il lusso, quali la lavatrice, il tostapane, l'aspirapolvere. Mia nonna ha conservato per tutta la vita gli attrezzi da cucina di acciaio americano(ora li uso io), il trabiccolo meccanico per aspirare la polvere dai tappeti ( non mi chiedete il nome) e altri accessori-simbolo della New Life americana.

Mia nonna in effetti poté smettere di lavorare. 
Ma, strano, è stata proprio lei a dirmi nella vita di studiare e lavorare per non dover passare quello che aveva passato lei. Lei stessa diceva che adesso noi donne siamo più fortunate. E sugli uomini diceva :"Sii sempre gentile con gli uomini perché ci sono 7 donne per ogni uomo, e Imparati a fare tutto da sola e a lavorare che non si sa mai". Neanche per lei esisteva la questione femminista, infatti era sempre stata capa-famiglia e tornò ad esserlo presto dato che  mio nonno schiattò pochi anni dopo.

Erano felici queste donne che partivano? In un certo senso sì, ma era una felicità relativa. La felicità di chi , dopo aver visto gente uccisa, dopo aver dormito in scantinati e grotte mangiando pasta scondita, finalmente potevano voltare pagina.
Tantissime donne si americanizzarono il nome e diedero ai figli nomi americani, però il ricordo dell'Italia era sempre molto forte. Qualcuna inviava soldi o tornava e investiva. Le prime case nel mio quartiere furono costruite da 3 donne ex emigrate o mogli di emigrati. Fra gli immigrati circolavano canzoni davvero struggenti, anche perché spesso gli immigrati erano proprio le persone che fuggivano dalle situazioni più dure e parlavano della fame che li aveva costretti a lasciare la loro terra.

Perché ho voluto raccontare queste cose?
Perché è oltraggioso che si faccia di donne che hanno sofferto di tutto e di più un modello da imitare. Non mi riferisco alle donne  russe eh, il mio è un discorso generale. Un mio amico ucraino mi ha raccontato di aver gonfiato di botte un italiano dopo che questi aveva detto:"Se muoiono tanti soldati russi e ucraini meglio per me, avrò più donne libere con cui provarci". Ma ci siamo impazziti???

Onestamente tutti noi abbiamo diritto alla felicità, così come è scritto nella Costituzione Americana, indipendentemente dall'essere uomini o donne.

Spero che questa guerra fra Russia e Ucraina termini presto, così come tutte le guerre sparse per il mondo, e che le persone possano vivere più serenamente, e che le coppie possano  essere basate sul vero amore, sulla fiducia e sussistenza reciproca. E dico questo senza essere femminista. Per me la famiglia testa al  primo posto, ma la famiglia serena, dove la donna è trattata alla pari e con rispetto. Scusate se mi sono dilungata.


